QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

Per scelta o per forza: l’innalzamento dell’età di pensionamento in Italia

1. Introduzione

L’andamento demografico dei maggiori paesi industrializzati, e in particolare l’aumento della vita attesa unito ad un calo della natalità, causa problemi di sostenibilità finanziaria ai sistemi pensionistici pubblici finanziati con un meccanismo a ripartizione. A partire dagli anni Novanta, la maggior parte dei paesi europei ha attuato riforme dei sistemi previdenziali pubblici per garantirne la sostenibilità futura: le riforme effettuate contengono mix diversi di misure volte a sanare i bilanci previdenziali, includendo tra queste l’aumento degli oneri contributivi durante la vita attiva, la riduzione dei benefici pensionistici e l’aumento dell’età media di pensionamento.
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Come conciliare gli interessi dei dipendenti con le politiche dell’occupazione rivolte a lavoratori sempre più anziani

di Martin Hutsebaut
Direttore amministrativo, Istituto Sindacale Europeo, Bruxelles

1. I tassi di occupazione in Europa

Il movimento sindacale in Europa condivide gli ambiziosi obiettivi stabiliti dal Consiglio europeo di Lisbona (2000) e Stoccolma (2001), ovvero innalzare il tasso di occupazione generale al 70% e il tasso di occupazione dei lavoratori in età avanzata (dai 55 ai 64 anni) al 50% entro il 2010. Tale incremento risulta essenziale per garantire la sostenibilità dei sistemi pensionistici, qualunque sia la loro struttura.
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