QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

Evidenza da base dati Ocse

Dal Dopoguerra ad oggi, dappertutto nei Paesi ad economia e welfare sviluppati la vita umana si è allungata.
In Italia, tra il 1960 e il 2011, la vita attesa alla nascita è cresciuta di 13 anni per le donne e solo poco meno per gli uomini (12,9). Una percentuale significativa dei nuovi anni si è realizzata tra il 1990 e il 2011, sottolineando una tendenza che non si è affievolita nel tempo. Corrispondentemente, sempre tra il 1960 e il 2011 la vita attesa a 65 anni è crescita di 7,3 anni per le donne e di 5,4 per gli uomini con oltre la metà dell’incremento realizzatosi dopo il 1990.
In Ue-15 l’allungamento è stato un po’ più contenuto rispetto all’Italia, ma ugualmente significativo. Tra il 1960 e il 2011, la vita attesa alla nascita è cresciuta di 11,1 anni sia per le donne che per gli uomini; con circa la metà dell’incremento realizzata tra il 1990 e il 2011. Sullo stesso arco di tempo, la vita attesa a 65 anni è crescita di 6,7 anni per le donne e di 5,4 per gli uomini, anche in questo caso seguendo un trend che non ha mostrato, almeno sinora, nessun rallentamento.
Gli Stati Uniti si collocano un po’ al di sotto della media Ue-15,. Tra il 1960 e il 2011, la vita attesa alla nascita è cresciuta di 8 anni per le donne e 9,7 per gli uomini. La differenza rispetto alla media Europa non è solo nella dimensione dell’allungamento. In Us l’aspettativa di vita degli uomini è crescita più di quella delle donne (l’inverso in Europa) e, soprattutto, la proporzione guadagnata dal 1990 in poi è meno rilevante che in Europa. Le stesse osservazioni possono esser ripetute per la vita attesa a 65 anni: tra il 1960 e il 2011 è aumentata di 4,6 anni per le donne e 5 anni per gli uomini e i guadagni realizzati dopo il 1990 sono in proporzione più contenuti che in Europa.
Al di là di queste differenze – su cui incidono tanti fattori che vanno dalle abitudini di vita, al clima, allo sviluppo economico, alla qualità del welfare, etc. – il quadro che si evince dal Grafico 1, dal Grafico 2 e dalla Tavola 1 è di un ritmo di allungamento quasi “miracoloso”, di 1 anno ogni 5 guadagnato alla nascita e di quasi mezzo anno ogni 5 anni guadagnato (se si considera una media complessiva di tutti i Paesi Ocse). Europa e Stati Uniti partecipano pienamente di questa dinamica positiva.
Un’altra prospettiva da cui osservare l’allungamento della vita è offerto dalla caduta dei tassi di mortalità infantile, nel Grafico 3. In Europa si sono ridotti a meno di 1/6 rispetto al 1960, e della stessa entità è stato l’abbattimento negli Stati Uniti. L’Italia fa registrare il taglio più netto, con una riduzione, tra il 1960 e il 2011, a meno di 1/8.
Sullo sfondo di questa “corsa” al rialzo della vita umana di cui sia Europa che Stati Uniti stanno beneficiando, ci sono i sistemi di welfare e, in particolare, si collocano i sistemi sanitari, indubbi protagonisti dei miglioramenti di salute e di qualità della vita.

Grafico 1 – Vita attesa alla nascita, dinamica
grafico1
fonte: elab. Reforming su Ocse

 

Grafico 2- Vita attesa a 65 anni, dinamica
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fonte: elab. Reforming su Ocse

 

Tavola 1 – Vita attesa alla nascita e a 65 anni, dinamica
tavola1
fonte: elab. Reforming su Ocse

 

Tasso di mortalità infantile – ogni 1000 nati vivi
tasso1
fonte: elab. Reforming su Ocse

Il Grafico 4 e il Grafico 5 descrivono per Ue-15, Stati Uniti e un sottoinsieme di Paesi europei la dinamica della spesa sanitaria pubblica di parte corrente tra il 1960 e il 2011-2012. Nel primo grafico i valori sono espressi in percentuale del Pil, nel secondo in US$ pro-capite in parità di potere d’acquisto. La lettura del dato medio Ue-15 va fatta con cautela: agli estremi dell’intervallo di tempo considerato non tutti i Partner Ue-15 sono coperti dal database e, di conseguenza, la significatività del dato viene ridimensionata. Si è preferito, tuttavia, utilizzare al massimo tutta l’informazione disponibile.
Che la spesa la si osservi in rapporto al Pil o in US$ PPP pro-capite, la dinamica degli ultimi 50 anni manifesta tutta la sua intensità. Per l’Italia la serie è corta (parte dal 1990, anche se in precedenti edizioni di Ocse-HealthData comparivano dati per gli anni ’60, poi probabilmente scartati dopo revisioni del piano dei conti).


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