QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

Dallo storico alle proiezioni a medio-lungo termine

Considerato che la spesa pubblica per pensioni conta il 4,6% del Pil nel 2010 e non supera mai il 5% del Pil lungo tutto l’orizzonte temporale, il primo blocco può riferirsi all’assistenza di base, quella che in Italia definiremmo Lea (Livelli essenziali di assistenza) o Lep (Livelli essenziali delle prestazioni). Ogni attivo contribuisce al finanziamento delle prestazioni sanitarie di base con risorse annue pari a circa l’11% del Pil pro-capite. Questa proporzione è destinata a crescere sino al 30,5% nel 2060. Il carico su ogni occupato è pari a oltre il 13% del Pil pro-capite, destinato ad aumentare mano a mano sino a superare il 32% nel 2060. Se si aggiunge anche la voce di spesa pensionistica, il peso su ogni attivo passa dall’odierno 21,7% a oltre il 41,1% nel 2060 (+20 p.p. circa), mentre il peso su ogni occupato da circa il 24% a oltre il 43 (+19 p.p. circa). Rispetto all’Europa, il peso dell’assistenza di base parte da livelli più bassi ma, in prospettiva, sperimenterà trend acuti, paragonabili a quelli più intensi in Europa registrabili per la Germania.
Se, invece dell’assistenza sanitaria di base, si prende in considerazione il complesso della sanità pubblica (secondo blocco in Tavola 1), il carico per attivo e per occupato ovviamente aumenta, ma non solo nel primo anni e nei livelli. Il pur ristretto orizzonte di proiezione disponibile per questo aggregato di spesa permette di dire che aumenta anche il trend: gli incrementi di pressione tra il 2010 e il 2020 raddoppiano o più che raddoppiano nel passaggio dal primo al secondo blocco, come conseguenza di una più rapida dinamica impressa dalla spesa sanitaria classificabile come non di base.
Ogni attivo contribuisce al finanziamento delle prestazioni sanitarie pubbliche complessive con risorse annue pari a circa il 17% del Pil pro-capite. Questa proporzione è destinata a crescere sino al 26,6% nel 2020. Il carico su ogni occupato è pari a quasi il 19% del Pil pro-capite, destinato ad aumentare mano a mano sino a superare il 26% nel 2020. Se si aggiunge anche la voce di spesa pensionistica, il peso su ogni attivo passa dall’odierno 26,8% a oltre il 35,3% nel 2020 (+9 p.p. circa in 10 anni), mentre il peso su ogni occupato da circa il 29,6% a circa il 37,3 (+8 p.p. circa). I livelli di partenza sono inferiori a quelli dei Paesi dell’Europa occidentale, ma la dinamica appare subito intensa e guidata quasi interamente dalla sanità.
Se, infine, si passa al terzo blocco e la spesa sanitaria presa in considerazione è quella complessiva pubblica e privata, il carico su attivi/occupati diviene ancora più alto, posizionandosi da subito su livelli molto simili a quelli europei. La differenza riscontrabile consiste in livello un po’ più bassi per gli Stati Uniti nell’immediato, a fronte di trend che appaiono un po’ più intensi e che, prolungati sino al 2060, produrrebbero livelli prospettici superiori negli Stati Uniti rispetto all’Europa. Ne emerge una considerazione chiara: la pressione su attivi e occupati ha gli stessi ordini di grandezza dappertutto e si pone, in altri termini, come un problema non europeo ma “transatlantico”.

Quest’ultima evidenza è, oltre che nuova nel dibattito sul welfare, anche interessante per il confronto tra l’Europa e gli Stati Uniti. La letteratura teorica e empirica ha sinora sottolineato come il diverso livello di impegno di risorse pubbliche a fini welfaristi, apparentemente più alto in Europa, finisca per equivalersi una volta tenute in conto le agevolazioni fiscali (deduzioni e detrazioni) al welfare privato. Il risultato mostrato in questo capitolo aggiunge una similitudine “transatlantica” in più, anche più forte della prima se si vuole, visto che mette in luce una criticità strutturale comune, laddove la prima similitudine lasciava spazio a valutazioni positive su quale fosse la combinazione migliore per canalizzare risorse pubbliche a fini welfaristi (se la spesa diretta o l’incentivo fiscale alla spesa privata).
Si può dunque tracciare la tredicesima riflessione (XIII). Oltre alle tante convergenze messe in luce grazie ai dati Ocse e HfA, le elaborazioni sulle proiezioni a medio-lungo periodo ne propongono un’altra, che può esser vista come la conseguenza delle convergenze osservate nel passato. Sia i sistemi a prevalenza pubblica che quelli a prevalenza privata, sia i Paesi Europei che gli Us, dovranno fronteggiare pressioni crescenti della spesa sanitaria, non sostenibili dal pay-as-you-go pubblico cui adesso si affidano i Partner europei, e non sostenibili neppure dalle coperture assicurative cui oggi si affidano gli Stati Uniti. Su entrambi i fronti, il punto debole è e sarà sempre più l’eccessivo ricorso alla ripartizione dei costi, sia nella sua manifestazione nell’alveo pubblico come pay-as-you-go (bismarkiano o beveridgiano non fa differenza), sia nella sua manifestazione nell’alveo privato come pooling assicurativo.
I dati mostrati in questo scritto potrebbero diventare ancora più esplicativi e rappresentativi dell’importanza e dell’urgenza di questa sfida comune a Italia, Europa, Us se, in luogo delle proiezioni di spesa incentrate sulla demografia e sull’invecchiamento della popolazione, le elaborazioni del carico di pay-as-you-go fossero svolte a partire dalla proiezioni che inglobano anche altri fattori di probabile crescita della spesa, e tra questi l’innovazione tecnologica e l’aumento della domanda di prestazioni a tassi anche superiori a quelli di crescita del Pil pro-capite o del Pil per lavoratore occupato.
Solo per avere una intuizione di quali sproporzioni emergerebbero se l’organizzazione del finanziamento della spesa restasse la stessa, si possono confrontare le proiezioni a medio-lungo periodo delle Tavole 2-9 con quelle della Tavola 10, tratta dai lavori dell’Ocse. Nello scenario “cost-pressure”, le proiezioni Ocse incorporano tutte le principali variabili che nel medio-lungo periodo possono avere impatto sulla dinamica della spesa sanitaria acuta e per le lungodegenze. Si prefigurano potenziali di aumento che farebbero raddoppiare o più che raddoppiare l’incidenza sul Pil. Ancora una volta, dappertutto, in Europa e in Us, senza distinzione di sistemi a prevalenza pubblica o privata, affidati a pay-as-you-go pubblico o a coperture assicurative private, con radici bismarkiane o beveridgiane.

Tavola 10 – Proiezioni di spesa sanitaria acuta e di lungodegenza, % Pil

tavola10
(click per ingrandire)

fonte: elab. Reforming su C. de la Maisonneuve e J. Oliveira Martins (2013)


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