QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

Finanziare il welfare – 8. Il Fondo Welfare

Conclusioni

La egregia Premessa di Orio Giarini e l’Introduzione (con annesso Piano dell’Opera) permettono già, al lettore che non abbia tempo di dedicarsi ad una lettura completa, di cogliere i contenuti e le conclusioni più importanti del volume: la velocità dell’invecchiamento della popolazione, la pressione del pay-as-you-go sugli attivi e sugli occupati, le interazioni endogene tra criteri di finanziamento del welfare e condizioni di bassa occupazione e bassa crescita delle economie, le prospettive a medio-lungo termine, le similitudini tra pay-as-you-go pubblico e mutualità privata e pooling assicurativo, il «dosaggio» tra pay-as-you-go e accumulazione reale come uno dei tasselli (sicuramente non l’unico come osserva lo stesso Giarini) su cui costruire un nuovo impianto welfarista. Queste Conclusioni vogliono ribadire alcuni caveat sulla lettura di policy.

 Il finanziamento del welfare ha bisogno di un rinnovamento di concezione e di struttura. Così come lo osserviamo oggi, è il frutto di condizioni economiche e sociali che non esistono più. Insistere con gli assetti attuali, sia sul lato degli istituti di spesa che su quello del reperimento delle risorse, significa chiudersi in un cul-de-sac da cui sarà sempre più difficile riemergere. I numeri mostrati in questo volume evidenziano che il problema non è solo italiano, e nemmeno soltanto europeo. Si ha di fronte una sfida di cambiamento che, trasversale a tutte le forme di ripartizione – pay-as-you-go pubblico, mutualità privata e pooling assicurativo – coinvolge anche gli Stati Uniti. Non è una competizione tra pubblico e privato, o tra modello europeo mediterraneo e modello continentale, o tra sistemi a radici europee e sistemi a radici americane.

 Questo messaggio non vuole in alcun modo apparire carico di pessimismo malthusiano. Non si sta sostenendo alcuna ineluttabile legge di decadimento. Sulla base di dati demografici ed economici e di elaborazioni su proiezioni ufficiali dei Paesi occidentali, si pongono in evidenza i termini di una sfida che può e deve essere raccolta. La prospettiva che si propone è positiva e soprattutto profondamente welfarista. Mettere in evidenza i punti deboli degli assetti attuali dei welfare system significa preoccuparsi del loro mantenimento e della loro continuità nel prossimo futuro. Significa aver chiara l’importanza del welfare system per l’equilibrio della società e dell’economia.

 Se forse la prima parte del volume può sembrar soffrire di un po’ di pessimismo malthusiano, concentrata com’è sulla fase destruens (sproporzioni negli indici e negli indicatori di dipendenza strutturale e loro deterioramento negli anni a venire), la seconda parte sicuramente aggiunge diversi spunti per una visione costruttiva. Al centro di questi spunti c’è l’idea dei Fondi Welfare (Welfare Funds), che però non si esaurisce in sè ma funziona anche come raccordo per altre innovazioni di struttura, come la diversificazione degli istituti del welfare system (praticabile solo se si irrobustiscono le fonti di finanziamento), l’avvio di schemi di selettività nell’accesso alle prestazioni (con esenzioni e abbattimenti in base a reddito/patrimonio e condizioni sanitarie del singolo e/o della famiglia), la revisione sistemica e organica della fiscalità riservata agli istituti/strumenti di welfare.

 Più la visione riesce ad essere ampia, tenendo assieme questi tasselli e curandone il raccordo all’interno del sistema economico-sociale, meglio ogni tassello riuscirà ad esprimere proprietà positive.

 Il Fondo Welfare va visto come il miglior alleato del pay-as-you-go pubblico per confermare, nei decenni a venire, la stessa adeguatezza di risorse su cui i welfare system hanno potuto contare per il loro sviluppo nel Novecento. È questa la visione che ha sollecitato e animato le pagine di questo volume. Analisi e approfondiemnti continueranno sia sulla collana dei Welfare Reforming Books che su quella dei Welfare Reforming Papers.

Roma | Trieste | Francoforte sul Meno

Ncs, Febbraio 2013

 

Nicola C. Salerno è esperto di valutazione di impatto dell’attivitá normativa e regolamentare presso Eiopa – European Insurance and Occupational Pension Funds Authority, Frankfurt Am Main (www.eiopa.europa.eu). Ovviamente, analisi e conclusioni contenute in questo volume sono da ricondursi esclusivamente all’autore, e non obbligano nè coinvolgono in alcun modo l’Istituzione di appartenenza.
Da molti anni Salerno approfondisce le tematiche economico-sociali italiane, come economista indipendente esperto di welfare system e di valutazione di impatto dell’attivitá legislativa, con particolare riferimento alle riforme delle Istituzioni e dei mercati.
Le sue analisi sono disponibili anche su Reforming.it (www.reforming.it).


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