QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

Finanziare il welfare – 6. Il Pay-as-You-Go attraverso i Programmi di Stabilità

Tavola 1 – ITALIA (dati economici del PdS e demografia Eurostat)
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Tavola 2 – ITALIA (dati economici del PdS e demografia Istat)
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Tavola 3 – FRANCIA (dati economici del PdS e demografia Eurostat)
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Tavola 4 – GERMANIA (dati economici del PdS e demografia Eurostat)
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Tavola 5 – GERMANIA (dati economici del PdS e demografia Eurostat)
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Tavola 6 – REGNO UNITO (dati economici del PdS e demografia Eurostat)
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Tavola 7 – LITUANIA (dati economici del PdS e demografia Eurostat)
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Le Tavole 1-6 riguardano Paesi di prima industrializzazione, storici fondatori dell’Ue. Adesso che l’Unione si sta sempre più allargando verso Est, inglobando Paesi che si sono avviati all’economia di mercato e allo sviluppo industriale solo dopo gli anni Novanta, è utile capire quali saranno le prospettive a medio-lungo termine dei new enter, anche perché la sostenibilità dei loro welfare system si riverbererà sulla dinamica e sulla tenuta dell’intera Unione.

Le proiezioni demografiche mettono in evidenza uno sfasamento temporale ampio, con i Paesi dell’Est che sembrano collocarsi all’inizio della transizione demografica in cui l’Europa Occidentale si trovava negli anni Cinquanta e Sessanta. Questo si traduce in carichi da pay-as-you-go sugli attivi e sugli occupati significativamente inferiori, come si evince dall’esempio della Lituania in Tavola 7. Tuttavia, pur con livelli inferiori alla media dei Partner occidentali sia nel 2010 che nel 2060, l’incremento del carico del pay-as-you-go sarà significativo anche per i Paesi dell’Est, nell’ordine di una decina di punti percentuali. Questa dinamica suggerisce di non sottovalutare il problema e di non posticiparne la soluzione, facendo tesoro dei ritardi e degli errori compiuti dai Partner occidentali.

In Lituania, per continuare con l’esempio, ogni attivo contribuisce al finanziamento delle prestazioni sanitarie acute e per assistenza ai non autosufficienti con risorse annue pari a poco più del 10% del Pil pro-capite. Questa proporzione è destinata a crescere sino al 13% nel 2060. Ogni occupato oggi sostiene il finanziamento della sanità con risorse pari a circa il 12,3% del Pil pro-capite, destinato ad aumentare mano a mano sino a superare il 14% nel 2060. Se si aggiunge anche la voce di spesa pensionistica, il peso su ogni attivo passa dall’odierno 28% a oltre il 37% nel 2060 (+9 p.p. circa), mentre il peso su ogni occupato da circa il 34% a poco meno del 40 (+6 p.p. circa).


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