QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

Finanziare il welfare – 1. La demografia dell’Italia e delle Regioni

Tavola 1c – Indici di dipendenza e percentuali delle età avanzate
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fonte: elaborazioni Ncs su Istat (click per ingrandire)

Il quadro del Nord Ovest ricalca abbastanza quello del Nord Est, con solo alcuni decimi di punto percentuale di differenza negli indici, che esprimono un relativo e modesto processo di maggior invecchiamento dell’Ovest rispetto all’Est. Gli ordini di grandezza sono tuttavia gli stessi e, data la popolosità di tutto il Nord rispetto all’aggregato Italia (quasi la metà della popolazione nazionale), influenza in maniera determinante i valori strutturali Paese.

Tavola 1d – Indici di dipendenza e percentuali delle età avanzate
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fonte: elaborazioni Ncs su Istat (click per ingrandire)

Anche i valori del Centro appaiono abbastanza allineati a quelli del Nord. Gli incrementi nei due indici di dipendenza strutturale sono di primo rilievo. Quasi +25 p.p. il primo, quasi 33 p.p. il secondo. Gli ultraottantenni più che raddoppiano il loro peso sul totale dei residenti. Gli ultranovantenni passano da meno dell’1% a poco meno del 4%. Gli ultracentenari dallo 0,03% a oltre lo 0,33%. Percentuali che esprimono un cambiamento di composizione della popolazione che accomuna Nord Est, Nord Ovest e Centro, e che metteranno tutte e tre queste ripartizioni di fronte a sfide importanti per gli equilibri del sistema economico e sociale.

Dall’altra parte, il Mezzogiorno si stacca dal resto del Paese. Se si osservano i dati di partenza, è più giovane del resto d’Italia, ma ha di fronte un processo di invecchiamento più intenso, favorito anche dalla diminuzione del numero dei residenti che riguarderà soprattutto i giovani e la fascia d’età lavorativa.

Tavola 1e – Indici di dipendenza e percentuali delle età avanzate
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fonte: elaborazioni Ncs su Istat (click per ingrandire)

Il primo indicatore strutturale passa da circa il 47% a circa l’87% nel 2060, ben 40 p.p. dopo un percorso di continua crescita che, differentemente da quanto accade per le altre ripartizioni, non si attenua negli ultimi anni dell’orizzonte. Il secondo indicatore passa da circa 68% a oltre il 100%, con un delta di oltre 32 p.p.. Gli ultraottantenni aumentano il loro incidenza sul totale dei cittadini da poco più del 5% al oltre il 15%. Gli ultranovantenni da poco meno di 0,7% a quasi il 4,2%. Gli ultracentenari da 0,02% a 0,45%. Incidenze e incrementi di incidenze che configurano un cambiamento demografico, diluito sì su un cinquantennio, ma profondo e, per il Mezzogiorno, senza segnali, almeno per adesso, di stabilizzazione.
Lo scenario basso, quello che pone relativamente meno problemi di invecchiamento, è, per il Mezzogiorno, più problematico degli scenari centrale e alto per il Nord Est, Nord Ovest e Centro. Nello scenario alto, il rimo indicatore supera il 92% al 2060, mentre il secondo indicatore tocca il 109%.

Il Grafico 2 riporta, per i tre scenari centrale, basso e alto, le distribuzioni della popolazione per fasce di età nel 2011 e nel 2065. Compaiono sia la distribuzione totale, che quella relativa alle donne e agli uomini.

In tutti e tre i casi, si nota la medesima trasformazione. Da una distribuzione bimodale con la cresta tra i 35 e i 45 anni, si giunge nel 2065 ad una distribuzione completamente diversa, spostata verso le età più avanzate e molto più uniforme nelle densità per fascia d’età. Nello scenario altro, la distribuzione arriva quasi ad assumere la forma di una vera e propria uniforme tra 0 e 80 anni. Allo sgonfiamento delle fasce di età centrali, quelle attive, fa da contraltare l’ispessimento delle fasce di età anziane, dopo gli 80, i 90 e soprattutto dopo i 100 (si osservino i picchi finali delle distribuzioni, dove si condensano le età >=100).

Significativi i dati sulle progressioni delle età medie. Nello scenario centrale gli uomini procedono mediamente a 1,3 mesi all’anno, le donne ad un ritmo di 1,44, per un totale di 1,37 mesi all’anno. Nello scenario basso i tre valori sono rispettivamente di 0,15, 0,12, 0,13. Nello scenario alto , 2,42, 2,74, 2,58. Anche nello scenario basso, che presuppone incrementi della vita media tutto sommato limitati, gli indicatori strutturali denotano il raggiungimento delle soglie critiche riportate in dettaglio nelle pagine precedenti.


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