QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

Archivio di novembre, 2013

ltinéraire vers La retraite à 80 ans

la-retraite-a-80-ans_ott-1 Testo in francese.

Table des matières

Préface

Chapitre 1 – Lettre ouverte à tous ceux qui ont – ou vont avoir – 65 ans et plus

Chapitre 2 – Premiers points de repère

Chapitre 3 – Expériences dans l’industrie chimique (1959-1965)

Intermezzo – Un rêve (Tembelia, déesse de la paresse et de 1′ ennui)

Chapitre 4 – Combat pour l’Europe (1962-1969)

Chapitre 5 – Profession chercheur et manager

Chapitre 6 – Le Club de Rome

Intermezzo – Dialogue sur la fondation d’un Secrétariat de l’incertain

Chapitre 7 – Profession enseignant universitaire (1971-1999)

Chapitre 8 – L’ Association de Genève (1973-2001)

Chapitre 9 – Le Quatrième Pilier – à la conquête de 15 ans de vie


Quaderno n. 22 / Novembre 2013: La tutela dell’anziano

ep20

Elenco contenuti

Editoriale
Patrizia Rizzatto

Nipoti adolescenti e nonni: la comunicazione intergenerazionale familiare
Eleonora Bordon e Laura Bertasini

Memory: il laboratorio della memoria – effetti del racconto autobiografico sulle abilità cognitive delle persone anziane
Ester Russo

Episodio di perdita di coscienza di breve durata nell’anziano: difficoltà della diagnosi e ruolo dei farmaci
Ferdinando Schiavo
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I progetti dell’INRCA per l’invecchiamento

Il contributo che mi è stato chiesto di proporvi oggi – e ringrazio sentitamente Tiziana Tesauro e gli altri organizzatori per il cortese invito – sintetizza i risultati delle principali esperienze di ricerca condotte recentemente dall’INRCA in materia di invecchiamento. Per farlo, dopo una breve spiegazione di cosa sia l’INRCA, mi soffermerò sui principali risultati degli studi condotti in materia dal mio istituto da un punto di vista economico-sociale, toccando aree come quella dell’invecchiamento attivo, della cura alla non autosufficienza, della prevenzione degli abusi in età anziana, dello stimolo alla solidarietà intergenerazionale, per chiudere con alcuni spunti per il futuro.
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Una società che pensi alla diversità recuperando la capacità inventiva di ogni disciplina

Vorrei iniziare questo mio intervento raccontandovi un piccolo episodio che mi è stato riferito un po’ di anni fa e che a mia volta riferisco per attestare quanto si è fatto, nel nostro paese, sul percorso della deistituzionalizzazione.
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Un modello d’intervento per la formazione degli adulti

Grazie per questo invito e grazie alla ricercatrice Tiziana Tesauro per motivi diversi. Perché ci sono molti motivi per ringraziarla.

Grazie innanzitutto perché questa ricerca riprende una tradizione, che è quella della ricerca-azione, che nel nostro paese ha avuto esponenti d’eccezione quali Danilo Dolci che con i contadini e i pescatori della Sicilia occidentale svolgeva un vero e proprio lavoro di “capacitazione” (empowerment) di persone generalmente escluse dal potere e dalle decisioni. Nell’idea che nessun vero cambiamento potesse prescindere dal coinvolgimento e dalla partecipazione diretta degli interessati e collegando la sua modalità di operare alla maieutica socratica, Dolci animava riunioni in cui ciascuno si interrogava e imparava a confrontarsi con gli altri, ascoltando e decidendo.
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Lo sguardo etnografico nella ricerca-azione “memory”: Tra racconto e metodo

“Memory” rimanda ad una modalità di fare ricerca che si differenzia dalla tradizione sperimentale classica in quanto assume i fenomeni sociali come intrinsecamente contestuali e la stessa impresa conoscitiva come una pratica “situata”. In tal senso si colloca nelle recenti linee di ricerca empirica dei practice-based studies (Bruni Gherardi 2007) e utilizza metodologie che assumono il «legame con il contesto» e le dinamiche interattive che in “esso” si producono come ineludibile e precipuo oggetto di indagine (Zucchermaglio, Alby, Fatigante, Saglietti (2013).
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Una pratica trasformativa: l’auto-narrazione per soggetti anziani non autosufficienti e istituzionalizzati

L’esperienza che qui si presenta è stata realizzata dall’IRPPS-CNR nell’Anno Europeo dell’Invecchiamento Attivo (decisione 940/2011/EU) e finanziata dal Comune di Napoli. In occasione dell’Anno Europeo dell’Invecchiamento Attivo, infatti, l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Napoli riporta in primo piano il tema per comprendere se e come il dibattito in corso sull’invecchiamento attivo possa riguardare la fascia più debole degli anziani presi in carico dal sistema dei servizi sociali, ovvero gli anziani istituzionalizzati non autosufficienti. Leggi tutto

Invecchiamento Attivo e Lifelong Learning

Due stimolanti  temi che negli scorsi anni sono stati proposti a livello europeo, questo libro ci  porta  a pensarli  insieme: il 1996 è stato l’Anno del Lifelong Learning, del continuare ad imparare lungo tutto il corso del vivere; più di recente, con  l’Anno dell’Invecchiamento Attivo,  si è rivolta  attenzione a  un modo nuovo di guardare, nel nostro vivere, il passare del tempo. Leggi tutto

È necessario che il prelievo di solidarietà vada a sostegno delle pensioni basse, per evitare il rigetto della corte costituzionale?

Risposta: No, perché non risolve il connotato tributario del prelievo. La scelta è anche in contraddizione col percorso di riforma delle pensioni e del welfare dall’inizio anni Novanta. Il recupero, per via tributaria, dell’equità attuariale e il riequilibrio tra pensioni e lavoro e tra generazioni sono obiettivi già coerenti con la Costituzione.
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Le differenze di genere alla morte in italia: evoluzione recente e tendenze in atto

Introduzione
Una recente sentenza della Corte di Giustizia Europea – marzo 2011 – ha stabilito che non è più possibile discriminare tra uomo e donna “per quanto riguarda l’accesso a beni e servizi e loro fornitura”. Per quanto concerne l’Italia, questa direttiva comporta, tra l’altro, per il settore assicurativo/previdenziale la costruzione di una base tecnica unica in sostituzione delle precedenti che erano distinte per uomo e donna, in contrasto quindi col principio di parità dei sessi che è un principio fondamentale dell’Unione europea. Sempre per quanto concerne il settore previdenziale, va anche segnalato che già nel 2008 la stessa Corte era intervenuta per imporre la parificazione dell’età pensionabile delle donne a quella dei colleghi uomini.
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