QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

4. Sviluppo del sistema finanziario.

 4.3 Elementi di incentivazione.
Le politiche d’investimento del settore erano condizionate dalla pressione concorrenziale e dalle attese degli azionisti, che probabilmente non avrebbero apprezzato risultati dal confronto penalizzante, ancorchè connotati da correttezza gestionale e corretto apprezzamento del rischio.
Il sistema stesso di retribuzione incentivava una visione di breve termine (comunque propria di tutto il sistema), portando i manager a prediligere i risultati immediati e a sottovalutare i rischi prospettici. Questo fenomeno ha peraltro interessato tutta la filiera a partire dalla base: i promotori erano remunerati in maniera commisurata al volume di crediti assunti, i loro supervisori sulla base della dimensione dei portafogli che riuscivano a presentare, i manager delle società finanziarie originator per quanto riuscivano a cedere a chi svolgeva le operazioni di cartolarizzazione e collocamento e così via. Di fatto, se un soggetto viene pagato sulla base della quantità e non partecipa alle potenziali perdite sarà portato ad ampliare al massimo i volumi, anche a scapito della qualità. Le maggiori assunzioni alla fine del processo si traducono in valori degli attivi e degli utili gonfiati, che a loro volta si riflettono in una sovrastima dei corsi azionari delle società quotate. Chiudendo il cerchio, questo andava a favore dei dirigenti pagati in bonus e stock options, anche se comunque il compiacimento era generale e coinvolgeva le autorità governative, che potevano così vantare i buoni risultati delle politiche economiche e una situazione di crescita.
Per fornire qualche cifra sull’entità raggiunta dalle remunerazioni, riportando il solo esempio delle cinque maggiori investment bank, è possibile registrare come queste abbiano pagato bonus per un valore complessivo di 25 miliardi di dollari nel 2005, per 36 miliardi nel 2006, e per a 39 miliardi nel 200743. Eclatante in questo senso è poi il fatto che nel 2008, anno di perdite record, diverse istituzioni finanziarie abbiano erogato bonus quasi da record (raggiunto nell’anno precedente), spesso in presenza di perdite e a volte per mezzo di soldi erogati dai programmi statali di salvataggio. Un esempio in questo senso deriva dall’indagine di Andrew Cuomo, procuratore generale dello stato di New York44, sull’erogazione di “premi” nelle nove banche originariamente beneficiarie del programma statale TARP (Troubled Asset Relief Program) 45, la cui sintesi è riportata nella seguente tabella 3.

Tabella 3: Utili e bonus – nove destinatari originari del programma TARP (2008).
La tabella suddivide, da sinista a destra, l’entità del risultato netto, il valore dei bonus, il numero di impiegati, il rapporto medio utile/impiegato, il rapporto medio bonus/impiegato, il valore dei fondi pubblici ottenuti mediante il programma TARP, e il numero di erogazioni pari o superiori a 3, 2, 1 mln $. I dati mancanti o approssimativi sono il frutto di carenze informative. L’indicazione del numero di trasferimenti superiori a 1, 2, 3 milioni di dollari va a rettificare i valori medi indicati dai rapporti.

Fonte: Cuomo (2009). (clicca per ingrandire)


43 Cfr. Harper C. (2006), “Bonuses at Wall Street Big Five Surge to $36 Billion” e Tapper J. (2008), “Last Year’s Big Five Wall Street Bonuses”.
44 Cfr. Cuomo A. M. (2009), “No Rhyme or Reason: The “Heads I Win, Tails You Lose” Bank Bonus Culture”.
45 Uno dei programmi di sostegno al settore bancario (sia per banche commerciali che per banche d’affari) varato da Bush all’indomani del fallimento di Lehman Brothers. Esso prevedeva lo stanziamento fino a 700 miliardi di dollari (poi limitato a 475 mld $ – effettiva erogazione: 433 mld, di cui ripagati – a novembre 2010 – 216 mld) per l’acquisto di azioni o altri asset bancari, oppure la concessione di garanzie su titoli “critici” da parte del Tesoro statunitense. Le banche originariamente ammesse sono indicate in tabella; il programma poi si è dilatato, interessando altri soggetti, come ad es. AIG, Crysler, American Express. Cfr. Congressional Budget Office (2010), “Report on the Troubled Asset Relief Program — November 2010”.


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