QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

Capitolo 8: Il quarto pilastro alla conquista di 15 anni di vita

*** Fra Ginevra e Trieste
Nel 2001, ecco dunque arrivato il momento di verificare come mettere in pratica i miei progetti per gli ultra-sessantenni.
Cominciò allora un lungo periodo di spola fra Ginevra (dove sono sempre residente) e Trieste: un paio d’anni di lavoro a metà tempo e poi di consulente speciale per l’Associazione di Ginevra. Il mio successore se la cavava più che bene. Presi quindi a fare delle incursioni nella mia città natale, che si lamentava e continua a lamentarsi di avere la popolazione più “vecchia” d’Europa. Buona occasione!
Data l’estensione dell’allungamento del ciclo di vita a una buona parte del pianeta, cercai di proporre l’idea che questa situazione di fatto era un vantaggio, da cui trarre idee, proporre ricerche e studi, e individuare politiche e attività per il futuro del welfare. Trieste potrebbe diventare un punto di riferimento chiave, in Europa e nel mondo, tenuto conto anche dei suoi centri di Ricerca, l’Università, la sua tradizione assicurativa e varie altre istituzioni.
Cominciai con l’organizzare a Trieste una conferenza dell’Associazione di Ginevra, su “Salute, Allungamento del Ciclo di Vita, Lavoro: Strategie per il Nuovo Welfare in Europa” dal 21 al 23 ottobre 2004. Contribuirono oltre 50 oratori di una ventina di paesi, fra cui molti dell’Europa dell’Est, ed oltre 100 partecipanti. La politica del welfare europeo fu discussa soprattutto il 23 al Castello di Duino. Contribuirono anche la CEI (Central European Initiative – Iniziativa Centro Europea con sede a Trieste), il Club di Roma e le “Generali”. Il tutto sotto gli “auspici” della Regione Friuli Venezia Giulia.
Questo permise di fondare la rivista in inglese e in italiano “European Papers on the New Welfare – the counter-ageing society” -“Quaderni Europei sul Nuovo Welfare – Svecchiamento e Società”.
I primi numeri del maggio e giugno 2005 riportano integralmente il contenuto della conferenza di Trieste. Nell’ottobre 2009 è uscito il N.13 in inglese. Tutti sono disponibili su www.newwelfare.org che in gennaio 2010 ha ricevuto in media 900 richiami al giorno.
Mi ricordo di un pranzo a Grenoble nel 1975 con Raymond Barre che mi riassunse così il suo ciclo di vita: un lungo periodo di preparazione, poi di attività. Poi vennero gli onori… All’epoca non era ancora diventato primo ministro, e di onori ne ebbe tanti. Ed io pochissimi, come è giusto che sia: ma nel 2006, a Chicago, ricevetti dall’Insurance International Society il riconoscimento per l’Insurance Hall of Fame (www.insurancehalloffame.org), che da oltre 50 anni premia chi si considera abbia fornito un contributo importante all’assicurazione mondiale. Sono uno dei tre italiani, nella lista. Mi fa piacere. Sono state premiate delle personalità che hanno fatto chiaramente più di me. Ma così almeno compenso la fiducia che nel 1972 mi espresse Fabio Padoa, allora Amministratore Delegato delle Generali, proponendomi come segretario generale dell’Associazione di Ginevra. E dato che gli americani fanno talvolta le cose in grande, un mio quadro eseguito da un pittore triestino, Rosignano, campeggia in una galleria di New York.
Trieste è una città che dipende dal mare e dal retroterra. Pur avendo una storia millenaria, il suo periodo di gloria risale a quando questo retroterra era costituito dall’impero austro-ungarico e quindi si estendeva oltre Vienna, in particolare dalla fine del ‘700 in poi. Poi le guerre e la cortina di ferro.
Oggi mi sembra chiaro che l’Europa è il vero nuovo retroterra per Trieste. Un’Europa che all’inizio la collocava ad un confine marginale. Un’Europa che ora si apre sempre più e che rimette Trieste in una posizione strategica.
Per questo i “Quaderni Europei” danno spazio, appena possibile, a contributi dai paesi dell’Est europeo. Per questo, come membro della World Academy of Art and Science (Accademia Mondiale dell’Arte e della Scienza – www.worldacademy.org) ho contribuito alla fondazione della sua Divisione per il Sud-Est Europa, all’occasione, nel novembre 2005, della conferenza mondiale dell’Accademia a Zagabria. Il merito va soprattutto a Ivo Šlaus, professore di fisica nucleare e delle particelle, all’Università di Zagabria, membro del Club di Roma (vedi alcuni suoi articoli sui “Quaderni”).
Siamo poi stati invitati, con una mezza dozzina di “accademici” a casa di Stipe Mesic, allora Presidente della Croazia (era stato anche l’ultimo presidente della seconda repubblica jugoslava).
Prima di congedarci diede a ciascuno una bottiglia di vino bianco da lui prodotto. Gli dissi: “Grazie, lo berrò il giorno in cui la Croazia entrerà nell’Unione Europea”. Mi rispose:” Beva pure adesso. Ci vorrà un po’ di tempo. Quel giorno gliene darò un’altra!”. Conto di ricordargli presto la sua promessa.
Così il “retroterra” di Trieste si allarga e si approfondisce.


Pagine: 1 2 3 4 5