QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

Stili di vita: rischi e costi nel lungo termine. Proposte di cambiamento: Case Study nel Regno Unito

2. Prevenzione: limitata da risposte non qualitative?

Una seconda grande sfida è il fatto che l’incidenza di scarsa attività fisica si distribuisce irregolarmente tra la popolazione. Il reddito basso delle famiglie è associato con una pluralità di comportamenti poco salutistici. Coloro che hanno un basso reddito mangiano meno frutta e verdura e svolgono meno esercizio fisico rispetto a coloro che hanno un reddito più elevato; hanno maggiori problemi di obesità, una patologia fortemente collegata alla condizione socio-economica. Ad esempio, nelle zone più povere o depresse può essere più difficile trovare negozi che vendono alimenti sani a prezzi competitivi, rendendo più difficile per le famiglie con basso reddito l’accesso ad una dieta sana e equilibrata. Le persone appartenenti ai gruppi socio-economici con bassi redditi hanno inoltre il 50% di probabilità in più di fumare, mentre la gente con reddito più elevato ha maggori probabilità di praticare attività sportive13. Parte della complessità nell’identificare le cause che portano a cattive condizioni di salute è da identificare nella elevata correlazione tra i diversi cattivi stili di vita.

Molti individui che sono in sovrappeso spesso fumano, bevono troppo e non svolgono attività fisica e di conseguenza con questi comportamenti aumenta la probabilità di essere depressi e fuori dal mercato del lavoro. Ricerche indicano che i fumatori hanno spesso i livelli più bassi di attività fisica, un consumo più basso di frutta e di verdura e un più elevato consumo di alcool rispetto ai non-fumatori o ex-fumatori14. Inoltre è comprovata una differenziazione geografica con riferimento alle condizioni di salute. Nel nord dell’Inghilterra vi sono peggiori condizioni di salute rispetto al sud: con l’eccezione di Londra, i livelli di obesità sono generalmente più bassi nel sud dell’Inghilterra. Riflettendo su questa divisione geografica dei risultati lo Spearhead Group Primary Care Trusts (PCTs), ha cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica per richiamare le crescenti diseguaglianze di salute nel Nord dell’Inghilterra15. Anche la non accessibilità all’informazione ha un effetto sulla salute: molta gente appartenente ai gruppi socio-economici a basso reddito hanno meno probabilità di essere adeguatamente informati su perché e su come operare le scelte più sane.

Tabella 1: Correlazione tra i differenti comportamenti tra gruppi socio-economici

Fonti: Statistics on Alcohol: England, 2008 The NHS Health and Social Care Information Centre; Statistics on Smoking: England, 2008 The Health and Social Care Information Centre; Statistics on obesity, physical activity and diet: England, February 2009; The NHS Social Care Information Centre, Lifestyles statistics


3. Il costo delle persone disoccupate non sane

Le conseguenze di una condotta di vita non sana sono una fonte di costi notevoli per il Servizio Sanitario Nazionale e per l’economia nel suo complesso. Nel caso in cui non si attuassero efficaci provvedimenti per quanto riguarda la prevenzione di comportamenti non sani, il costo continuerà a crescere e il servizio sanitario potrebbe diventare finanziariamente insostenibile16. La prestazione fisioterapica desta alcune preoccupazioni, dato la diffusione del mal di schiena e di problemi osteomuscolari fra i dipendenti britannici. Il mal di schiena rappresenta il 47% dei motivi di assenza tra i lavori non manuali ed il 67% sono assenze di breve durata, mentre rappresenta il 45% tra i lavoratori non manuali con il 60% di assenze di lunga durata. Altri problemi osteomuscolari rappresentano il 48% e il 51% delle assenze di lungo periodo17. Il Chartered Institute of Physiotherapy ha segnalato importanti aumenti nei tempi di attesa per la fisioterapia per i pazienti con patologie osteomuscolari18.

L’obesità è un tema ampiamente dibattuto a livello di sanità pubblica: le previsioni indicano che la metà della popolazione sarà obesa entro 205019. È stimato che i livelli di obesità continueranno ad aumentare: entro il 2010, il 33% tra gli uomini, il 28% tra le donne, un quinto dei ragazzi e più di un quinto delle ragazze saranno obesi20. Questo aumento è in gran parte determinato dallo stile di vita ed inoltre sta aumentando la presenza di malattie croniche compreso il cancro, il diabete e le patologie coronariche. Il costo stimato per il Sistema Sanitario causato dall’obesità e dalle malattie ad essa associate è di 1 miliardo di sterline all’anno. Il Sistema Sanitario inglese spende per queste patologie circa il 5% del proprio budget, che si prevede di aumentare al 10% entro il 201121. L’obesità e le malattie ad essa collegate sono appena una delle voci di costo (la cura dei fumatori è un’ altra voce importante)22 e in generale i comportamenti non salutari si stimano che in Inghilterra costino al sistema nazionale circa 6 miliardi di sterline23. Prevenire i comportamenti non sani dovrebbe quindi essere una parte di una strategia per ridurre la futura pressione sulla sanità.

Con l’economia in recessione un’azione finalizzata ad avere una popolazione più sana sarebbe vitale: i periodi di recessione economica sono stati associati tradizionalente a condizioni di salute più precarie. Le recessioni, particolarmente se improvvise e severe, possono avere un effetto di destabilizzazione della salute. Ci sono, per esempio, evidenti collegamenti fra insicurezza economica, e salute mentale ed uso dei servizi medico-sanitari e psicologici24. Lo stress aumenta durante le recessioni e gli individui che rimangono nel mercato del lavoro hanno maggiori probabilità di dover lavorare più intensamente e con meno cura della propria salute. Una ricerca condotta dall’HSA ha rivelato che il 42% degli intervistati hanno indicato che sono meno inclini a chiedere permessi, mentre il 21% ha dichiarato di essere meno propenso a prolungare terapie sanitarie25. L’aumento della disoccupazione durante la recessione inoltre aumenta le probabilità di avere conseguenze negative sulla salute e sul benessere, che a sua volta aumenta la pressione sui servizi medico-sanitari. I disoccupati ricorrono al proprio medico oltre la media e si rileva un aumento dei casi di depressione da quattro a dieci volte la media.

4. Circostanze negative

La necessità di migliorare le condizioni di salute si verifica in un momento in cui vi sono meno soldi disponibili per i servizi pubblici. In Gran Bretagna i considerevoli incrementi che si sono avuti nella spesa sanitaria stanno per terminare. Al sistema sanitaro inglese è già stato chiesto di essere più efficiente e di ridurre per quest’anno i costi del 3% ed è probabile un futuro ulteriore risparmio a causa del contenimento della spesa governativa26. In breve, si assiste alla fine dei finanziamenti facili proprio in coincidenza di un aumento della domanda di servizi. Tuttavia ci sono segnali positivi che indicano come i responsabili politici siano ora aperti ad un nuovo concetto di idee basate sugli incentivi individuali. Questo indicherebbe il cambiamento del concetto di buona salute della “sanità pubblica” – dal concetto di dare vita ad una nazione più in salute ricorrendo a comunicazioni ed esortazioni a livello nazionale – al concetto di “salute individuale” – col presupposto di rendere gli individui responsabili della propria salute con il supporto del datore di lavoro. Essendo il Sistema Sanitario Nazionale il più grande datore di lavoro in Europa, esso ha in sé un ruolo principale.

In un recente discorso sulla sanità pubblica, il Ministro della Sanità britannico Alan Johnson, ha chiaramente indicato che il governo mantiene la responsabilità chiave del miglioramento della sanità pubblica27. Ha elogiato il governo per l’aumento della spesa per la prevenzione e la sanità pubblica passando dall’l,8% al 3,6%. Ha inoltre sostenuto che il governo ha una responsabilità morale di intervenire “mentre il giro vita della nazione si espande, la vita si riduce e le privazioni aumentano”. Ha promosso il lancio di nuova campagna pubblicitaria nazionale sostenuta dal governo chiamata “Change4Life”. Analoghe sono state le raccomandazioni nel “Dame Carol Black Report” sulle condizioni di salute nel mondo del lavoro (e la risposta del governo britannico) che vengono rivolte quasi esclusivamente al governo per eventuali progressi in materia.

Uno strumento chiave della sanità è il ricorso alle campagne pubblicitarie. Le campagne recenti si sono focalizzate su alcuni temi come l’alcool (“Conosci i tuoi limiti”), il fumo (“Preoccupati!”) e l’obesità (“Change4Life”). Queste campagne avevano come obiettivo la diffusione delle informazioni attraverso la pubblicità ed i cartelloni pubblicitari. La campagna pubblicitaria “conoscere i vistri limiti” ha fatto ricorso ad un linguaggio figurato per informare la gente di quanto alcool si sta consumando, mentre la campagna “preoccupati!” ha lo scopo di incoraggiare i genitori a smettere di fumare evidenziando la sofferenza inflitta per causa loro ai propri figli. Lo scopo di “Change4Life” è di sviluppare un brand che può essere usato da altre agenzie per promuovere messaggi per valorizzare cibi sani. Vi sono però riscontri che indicano come le campagne pubblicitarie hanno un successo limitato. L’analisi condotta dal National Social Marketing Centre ha indicato che le campagne pubblicitarie sono più efficaci se accoppiate con servizi ed interventi sul comportamento28. Non vi sono prove che le campagne precedenti, come l‘Active for Life negli anni 90, hanno determinato un aumento dell’attività fisica. Il governo può riuscire nel convincere il pubblico che determinati comportamenti siano indesiderabili, ma è più difficile convincere ad un cambiamento positivo29. C’è una necessità di considerare ed affrontare i fattori che conducono alle scelte di uno stile di vita inappropriato, piuttosto che avvertire semplicemente il pubblico dei risultati di queste possibili scelte.

13 NHS Information Centre (2008), Statistics on Obesity, Physical Activity and Diet: England, 2008.
14 Chiolero, A., et al (2006), “Clustering of risk behaviours with cigarette consumption: A population-based survey”, Preventative Medicine, vol. 42 no. 5.
15 Department of Health (2009), Health Profile of England 2008.
16 King’s Fund (2008), Commissioning Behavioral Change: Kicking Bad Habits final report.
17 CBI (2008), At work and working well? CBI/AXA absence and labour turnover survey 2008.
18 Chartered Society of Physiotherapy (2006), Evidence submitted by the Chartered Institute of Physiotherapy to the Health Select Committee.
19 Foresight (2007), Tackling Obesities: Future Choices – Modelling Future Trends in Obesity and the Impact on Health, Government Office for Science.
20 Wanless, D. et al. (2007), Our Future Secured? A review of NHS funding and performance, King’s Fund.
21 Department of Health (2008), Health Inequalities: Progress and Next Steps.
22 Action on Smoking and Health (2008), Beyond Smoking Kills: Protecting children, reducing inequalities.
23 King’s Fund (2008), Commissioning Behavioral Change: Kicking Bad Habits – final report.
24 Catalano, R. (1991), “The Health Effects of Economic Insecurity”, American Journal of Public Health, Vol. 81 No. 9.
25 HSA (2008), HSA’s Healthy Working Report 2008: A Workforce Under Pressure.
26 HM Treasury (2007), 2007 Pre-Budget Report and Comprehensive Spending Review.
27 Johnson, A. (2009), Nanny State, Nudge State or no State? Speech by the Rt Hon Alan Johnson MP, Secretary of State for Health, 19 March.
28 National Social Marketing Centre (2006). It’s Our Health! Realizing the potential of effective social marketing.
29 Health Development Agency (2004), The Effectivennes of Public Health Compaign.


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