QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

Il mercato del lavoro per i lavoratori anziani in Svezia: cambiamenti e prospettive

3. Fattori che influenzano la decisione di lasciare il mercato del lavoro

L’età in cui le persone lasciano il mercato del lavoro varia particolarmente tra i vari paesi. Inizieremo con una discussione sui fattori che influenzano l’età di uscita dal mercato del lavoro e proseguiremo con un’analisi sui cambiamenti di quei fattori in grado di spiegare i trend dell’uscita precoce prima menzionata. Il punto di partenza e che l’individuo fa una comparazione delle diverse combinazioni di reddito e il tempo libero, su tale base decide se continuerà a lavoarare o lasciare il mercato del lavoro. In molti casi smettere di lavorare e prendere una pensione significa disporre di un reddito più basso, ma dall’altro lato avere a disposizione più tempo libero. Per alcune persone che hanno perso il lavoro e per coloro che hanno un’età idonea per prendere la pensione non c’è altra alternativa se non quella di laciare il mercato del lavoro per il pensionamento.

I punti qui sotto presentati sono quelli che sono più frequentemente analizzati negli studi econometrici e altre ricerche riguardo l’uscita dal mercato del lavoro. I fattori possono essere suddivisi in caratteristiche individuali che influenzano l’offerta di lavoro (salute, situazione familiare, istruzione, patrimonio/altri redditi piuttosto che reddito da lavoro), fattori che influenzano la domanda di lavoro dei lavoratori anziani (occupazione, struttura dell’industria, lavoro autonomo, sistema dei salari) e fattori che riguardano le istituzioni che possono influenzare la tendeza ad andare in pensione (sistemi pensionistici, che includono le regole che riguardano l’età di pensionamento).

1. Salute. Generalmente le persone che hanno problemi di salute vanno in pensione e lasciano il mercato del lavoro prima di coloro che sono in buone condizioni di salute.1 Coloro che hanno problemi di salute possono avere delle difficoltà nell’adempiere ai loro compiti lavorativi e ancor maggiori difficoltà nel combinare il lavoro, con le mansioni familiari e il tempo libero. L’influenza della salute sul lavoro e sul periodo di pensionamento dipende dall’impiego che una persona ha o è in grado di ottenere, dipende anche dalla possibilità di ridurre le ore lavorative e continuare a tempo parziale nello stesso posto di lavoro o in un altro.

2. Patrimonio; altri tipi di reddito. Redditi oltre al reddito da lavoro, per esempio reddito di capitali, possono influenzare l’offerta di lavoro e aumentare la propensione al pensionamento. Questo è il risultato di parecchi studi econometrici.

3. Situazione familiare. Coloro che sono sposati o convivono spesso desiderano andare in pensione nello stesso periodo del loro partner.2 I momenti di tempo libero di una coppia sono attività complementari. Ciò può portare a un’età più alta di uscita dal mercato del lavoro per il più anziano di una coppia e un’età più bassa di uscita per il più giovane della coppia. In paesi dove le donne sono in larga misura fuori dal mercato del lavoro il desiderio di tempo libero comune può indurre gli uomini a lasciare il mondo del lavoro in anticipo in più alta percentuale rispetto ad altri paesi. Quelli che hanno figli che vivono ancora in casa escono più tardi dal mercato del lavoro rispetto a coloro che non li hanno.

4. Istruzione. Molti studi evidenziano che più alta è l’istruzione che un individuo possiede più tardi sarà l’uscita dal mercato del lavoro. Si veda Burtless (2008), che mostra le grandi differenze nell’età di uscita secondo il grado di istruzione dei 15 paesi OCSE (Stati Uniti e 14 Paesi Europei). Coloro che hanno un’istruzione più elevata hanno tipi di lavoro rispetto ad altri – in molti casi meno usuranti da un punto di vista fisico e lavori più stimolanti.

5. Occupazioni.3 Ci sono grandi differenze nella propensione a lasciare in anticipo il mercato del lavoro e ciò dipende dall’occupazione dell’individuo. Istruzione e occupazione in parte misurano la stessa cosa ma c’è anche un’influenza indipendente dall’occupazione. Non tutti quelli che hanno una specifica istruzione hanno la stessa occupazione o occupazioni con le stesse condizioni di lavoro. L’età pensionabile concordata (o obbligatoria) può anche differire tra le diverse occupazioni.

6. La situazione del mercato del lavoro. Nei periodi di crisi economica più persone perdono il lavoro e tra questi quelli che sono vicini al pensionamento spesso lasciano in anticipo il mercato del lavoro. In molti casi è più difficile per un lavoratore anziano ottenere un nuovo lavoro rispetto ai lavoratori più giovani. In tempi di recessione economica il pensionamento anticipato spesso rappresenta un’alternativa attraente per coloro che avrebbero altrimenti continuato a lavoarare in un periodo di prosperità economica.4

7. Struttura dell’industria. La richiesta di lavoratori anziani cambia a seconda dei diversi settori dell’industria. Le mansioni di lavoro e la domanda per le diverse forme di skill variano. La domanda di lavoratori anziani cambia anche con la velocità del cambiamento strutturale. Per le persone con una limitata capacità di lavoro è più facile nella maggior parte dei casi rimanere nello stesso posto di lavoro che trovare un nuovo lavoro. Le possibilità per continuare a lavorare possono anche cambiare tra i vari settori, per esempio tra il settore pubblico e privato.

8. Lavoratori autonomi. Nella maggior parte dei casi i lavoratori autonomi escono più tardi dal mercato del lavoro rispetto ai lavaratori dipendenti.5 La spiegazione potrebbe essere che è più facile ridurre gradualmente il carico di lavoro qundo si è lavoratori autonomi, ma anche che può essere più stimolante essere lavoratori indipendenti piuttosto che lavoratori dipendenti.

9. Il sistema salariale. Nella maggior parte dei casi i salari aumentano con l’anzianità lavorativa. Per il datore di lavoro il vantaggio di tale sistema è che il lavoratore è stimolato a lavorare di più per essere compensato con salari sempre più elevati. Per i lavoratori questo aumento salariale significa una garanzia salariale più alta. Uno svantaggio è che può portare a un effetto blocco. Alcuni lavoratori rimangano al loro posto di lavoro anche se si deteriora il rapporto con le loro mansioni lavorative. Può essere difficile trovare un altro lavoro dello stesso livello basato su un salario di anzianità con il nuovo datore di lavoro. Questo meccanismo può creare dei problemi che portano al licenziamento e all’uscita anticipata dal mercato del lavoro.

10. Sistemi pensionistici occupazionali.6 Gli schemi pensionistici inflenzano l’età in cui un individuo inizia a riscattare la pensione e anche l’età in cui lascia il mercato del lavoro. Molti sistemi pensionistici non sono attuariamente giusti. In molti casi i piani pensionistici con benefici definiti (DB, defined benefit pension systems) contribuiscono a un abbassamento dell’età pensionabile rispetto ai sistemi a contribuzione definita (DC, defined contribution pension systems).7 Nel piano pensionistico a contribuzione definita (DC plans) un’uscita posticipata porta a una pensione più alta, che non è sempre il caso o non con la stessa ampiezza come nei piani pensionistici con benefici definiti (DB plans).

11. Età pensionabile obbligatoria. Nella maggior parte dei sistemi pensionistici è prevista una normale età di pensionamento, tuttavia può anche esserci un’età piu bassa dove viene garantita una pensione ridotta e un’altra età in cui si rscatta la pensione (non sarà più alta se non verrà posticipata). Alcuni paesi hanno regole contro tali accordi e altri proibiscono anche il pensionamento obbligatorio per coloro che hanno raggiunto la normale età di pensionamento. Dal 2003 in Svezia accordi sul pensionamento obbligatorio al disotto dei 67 anni sono proibiti.

12. Tradizioni. Tradizioni e abitudini sociali possono influenzare i comportamenti pensionistici. Legislazioni precedenti e regole possono in questo modo influenzare i comportamenti anche dopo che le regole sono state modificate. Significa che ci possono essere degli sfasamenti tra le modifiche legali dell’età pensionabile e le modifiche dell’età attuariale di pensionamento.

Che ci siano molti fattori che influenzano l’età di uscita dalla forza lavoro (le variazioni nell’età di uscita) non significa che i cambiamenti in tutti questi fattori spieghino lo sviluppo comune a molti paesi – prima un declino a lungo termine poi un aumento a lungo termine della partecipazione della forza lavoro degli anziani. Nei prossimi paragrafi si evidenzia i cambiamenti di alcuni fattori presentati qui sopra, che hanno contribuito maggiormente al recente aumento dei lavoratori anziani nell forza lavoro.

1. Cambiamenti nei sistemi di trasferimento del reddito.1 Per molti anni i cambiamenti di policy dei sistemi di trasferimento del reddito hanno facilitato l’uscita anticipata dalla forza lavoro. Divenne più facile ottenere una pensione di disabilità, una pensione di vecchiaia anticipata, una pensione di categoria, una rendita annua dovuta a un infortunio sul lavoro o sussidi di disoccupazione per periodi prolungati. In alcuni paesi la normale età di pensionamento fu anche abbassata. Già negli anni 80 questa policy cambiò in molti paesi. I sistemi pensionistici e anche altri sistemi di trasferimento del reddito cambiarono rendendo l’uscita anticipata dal lavoro più costosa per i lavoratori anziani. Le riforme delle pensioni dagli anni 80 in avanti cambiano ma alcuni principi sono spesso presenti:

a) I nuovi principi di calcolo delle pensioni portano a contributi più alti a secondo dell’ammontare delle diverse pensioni. Vengono richesti più anni (di lavoro o contributi pagati per la pensione) per ottenere un pensione completa;

b) Pensioni più basse per coloro che lasciano prima della normale età di pensionamento;

c) Aumento del finanziamento per i sistemi pensionistici con l’intenzione di aumentare gli investimenti e la crescita economica;

d) Alta priorità alle pensioni occupazionali e private con il fine di aumentare gli investimenti e la crescita economica;

e) Aumento dell’età pensionabile, spesso fino a 65 anni, e la stessa età per uomini e donne;

f) Riforme fatte per diminuire l’uscita anticipata, per esempio un bonus per coloro che continuano a lavorare dopo l’età pensionabile. Un aumento dell’età minima per le pensioni anticipate negli schemi della previdenza sociale;

g) Un cambiamento dai piani pensionistici con benefici definiti (DB plans) a favore dei sistemi pensionistici a contribuzione definita (DC plans) che portano al trasferimento del rischio dal settore pubblico a quello individuale. I sistemi pensionistici stanno diventando più giusti dal punto di vista attuariale.

La riforma pensionistica adottata in Svezia negli anni 90 contiene molti punti qui sopra menzionati. L’obiezione è che il nuovo sistema pensionistico può portare non solo a pensioni più basse ma anche a contributi più bassi. Comunque questo non è il caso comune a tutti. Coloro che lavorano molti anni con un livello di reddito stabile possono ottenere una pensione più alta con la nuova riforma rispetto al vecchio sistema pensionistico (ATP, the supplementary old-age pension). I cambiamenti degli schemi pensionistici di categoria sono andati nella stessa direzione – dai piani pensionistici con benefici definiti (DB-plans) ai piani pensionistici a contribuzione definita (DC-plans).

2. Cambiamenti nella composizione della forza lavoro per quanto riguarda l’istruzione, occupazione, industria e altre forme di impiego. Il mercato del lavoro cambia continuamente. Nell’ultima decade il lavoro si è sviluppato soprattutto nel settore dei servizi e diminuito nel settore manifatturiero. Questo sviluppo può aver contribuito a un’uscita posticipata dal mercato del lavoro per quanto riguarda i lavoratori con un grado elevato di istruzione rispetto a quelli che non l’avevano. Il livello medio di istruzione della popolazione è aumentato e anche nel caso di coloro che sono vicini all’età pensionabile. Un’altra ragione dell’uscita posticipata dei lavoratori dalla forza lavoro è che in molti paesi la percentuale dei lavoratori autonomi è aumentata rispetto ai lavoratori dipendenti.

3. Cambiamenti nella partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Il numero delle donne è aumentato in tutti i paesi sviluppati, non lasciano più il lavoro quando si sposano o hanno figli. Questo significa un graduale aumento della partecipazione delle donne alla forza lavoro, anche tra le donne anziane. Poiché le donne spesso percepiscono pensioni più basse rispetto agli uomini, continuare a lavorare è spesso finanziariamente più importante per le donne che per gli uomini.

1 Si veda per esempio Pang, Warshawsky e Weitzer (2008).Un dato interessante è che coloro che si aspettano di vivere più a lungo vanno in pensione più tardi. Disney, Emmerson and Wakefield (2006) hanno studiato la relazione tra la salute e l’uscita anticipata dal mercato del lavoro nel Regno Unito tra il 1991 e il 1998. Dai loro studi si evidenzia che un’episodio negativo della salute aumenta la probabilità del pensionamento anticipato.
2 Parecchi studi mostrano che se un partner di una coppia va in pensione, la probabilità che anche l’altro vada aumenta considerevolmente. Si veda per esempio Pang, Warshawsky e Weitzer (2008).
3 Si veda per esempio Wikman (2000).
4 Si veda per esempio Autor e Duggan (2003) e von Wachter (2007). Pang, Warshawsky e Weitzer (2008) sostengono che coloro che hanno i sistemi a contribuzione prefissata (DC, defined contribution pension systems) sono fortemente influenzati dai cambiamneti dei cicli dell’economia. In periodi di recessione economica (dove aumenta il tasso di sostituzione) la propensione ad andare in pensione aumenta.
5 Si veda Pang, Warshawsky e Weitzer (2008).
6 Si veda Lazear (1986).
7 Pang, Warshawsky e Weitzer (2008) per uno studio econometrico che sostiene questa ipotesi.
8 Ci sono diverse ricerche sui sistemi pensionistici e sulle riforme delle pensioni nei diversi paesi. Alcuni esempi sono Barr e Diamond (2008), Martin e Whitehouse (2008), OCSE (2007) E Whiteford (2006).


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