QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

Il futuro delle pensioni e della sanità in Italia: riflessioni su tre scenari di lungo periodo

5. Tre scenari per il futuro delle pensioni e della sanità nel 2030

5.1 I vincitori e gli altri

5.1.1 Overview1

“I vincitori e gli altri” è un mondo in cui le preoccupazioni economiche che seguono la crisi finanziaria del 2007-2009 risultano essere superate grazie al ruolo delle economie emergenti e dalla robusta ripresa del mercato dei capitali che sostiene un forte sviluppo globale a partire dall’inizio del 2010 fino ai primi anni del decennio successivo. Questa prosperità consente di posticipare le conseguenze finanziarie dell’invecchiamento della popolazione riducendo la necessità di intraprendere una dolorosa ristrutturazione. Tuttavia, emerge una diseguaglianza sia all’interno dei singoli stati e fra gli stati, così come la redditività del capitale oltrepassa la redditività produttiva. Quindi, gli stili di vita “dei vincitori” divergono velocemente da quelli “degli altri” e questo a livello internazionale. Le elite economicamente benestanti hanno poi accesso alle nuove tecnologie mediche più avanzate che risultano troppo costose per il sistemi sanitari nazionali, mentre in un paese come gli Stati Uniti le fascie di popolazione a basso reddito rinunciano all’assicurazione malattia diventata troppo costosa, allargando ancor di più il divario tra i diversi gruppi sociali.

Mentre aumenta la diseguaglianza nei paesi economicamente sviluppati, anche nei paesi in via di sviluppo ampie fascie della popolazione rimangono escluse dalla forte crescita economica. La situazione peggiora verso la fine del secondo decennio di questo secolo: la prospettiva congiunturale peggiora, le risorse diventano sempre più scarse e gli effetti dei cambiamento climatici iniziano ad essere evidenti. Mentre i sistemi pensionistici tornano a generare una rinnovata pressione fiscale, la crisi demografica torna nuovamente all’ordine del giorno dei governi e le società, estremamente divise al loro interno, chiedono un cambiamento. In questo contesto l’Italia è un esempio tipico di un paese in cui il successo economico permette ai politici di posporre ripetutamente i bisogni delle scelte politiche in tema di adeguatezza del sistema previdenziale e del servizio sanitario. La società italiana sviluppa al suo interno divisioni sempre più ampie e questo fa si che quando lo sviluppo economico inizia a essere più flebile, si ripropone il problema demografico che appare ancora più difficile da risolvere rispetto al passato.

Lo scenario “I vincitori e gi altri” suppone che il l’export italiano continui a offrire prodotti di alta qualità con uno stile sempre molto richiesto tra l’elite internazionale e che le piccole e medie imprese continuino ad essere il centro del forte sviluppo economico che supera il 3% fino al 2025. Tuttavia la diseguaglianza di reddito aumenta fra nord e sud Italia e all’interno dei lavoratori dipendenti, a seconda della professionalità, in quanto il governo è impossibilitato a varare politiche di miglioramento economico. Questa situazione non è aiutata dal fatto che i politici adottano un approccio populista e ritardano ogni intervento nel campo delle pensioni per tutta la decade 2010-2020, con il conseguente raggiungimento di record negativi ed insostenibilità della spesa pensionistica senza intervenire adeguatamente per colmare il divario crescente fra coloro che possono contare solo sullla pensione pubblica (la maggioranza della popolazione), sempre più ridotte in termini economici, e coloro che possono permettersi le pensioni private, sempre più ad appannaggio delle classi benestanti.

Le persone benestanti poi sono sempre più interessati al proprio benessere e ad un corretto stile di vita, mentre sia le nuove malattie infettive sia quelle croniche, entrambe in aumento, sono diffuse in Italia meridionale e colpiscono in particolare le persone a basso reddito. Di conseguenza, la sanità pubblica ed i sistemi di assistenza per gli anziani conoscono una pressione sempre più forte ed evidenziano carenze di addetti specializzati causando indignazione pubblica e un certo malessere sociale. Con le presatazioni sanitarie che si allontanano dagli standard, nonostante investimenti continui, il sistema sanitario italiano comincia a rispecchiare le distanze socio-economici che caratterizzano il paese nel 2030.


5.1.2 Riflessioni degli Stakeholder su questo scenario

I partecipanti ai gruppi di lavoro e gli esperti intervistati durante lo sviluppo di questo scenario hanno evidenziato due sistematiche implicazioni di rilevante importanza. In primo luogo, tutti i partecipanti hanno messo in risalto il pericolo di un ritardo delle riforme in corso e di quelle previste per il sistema pensionistico. Una chiara visione emerge: qualunque sia lo sviluppo economico, elevato o minimo, non dovrebbe esserci alcun slittamento nell’affrontare le riforme e realizzare un modello sostenibile2 per il finanziamento del sistema pensionistico. In particolare, è stato sollevato il fatto che il ritardo delle riforme esacerberebbe sia la disuguaglianza tra generazioni (lo shock del futuro finanziamento sarebbe supportato dai giovani italiani che già si sentono esclusi da un sistema pubblico pensionistico adeguato) sia dal mercato del lavoro, sempre più provvisorio. Le potenziali disuguaglianze sociali, economiche e generazionali tra i diversi gruppi sociali determina la seconda implicazione sistematica di questo scenario.

“I vincitori e gli altri” sono visti da molti partecipanti come la descrizione dell’effetto delle aumentate diseguaglianza in Italia in termini di accesso al sistema sanitario e di adeguatezza delle pensioni con un conseguente timore per la stabilità sociale ed economica. La diseguaglianza in Italia con questo scenario aumenterà nei prossimi 25 anni. L’OCSE ha affermato che “i redditi da lavoro, da capitale e da risparmio hanno determinato una maggiore disuguaglianza a partire dalla metà degli anni ’80, con una perdita del 33%, la più alta tra i paesi dell’OCSE, dove l’aumento medio è stato del12% (OCSE 2008). Di conseguenza, tra i 30 paesi dell’OCSE attualmente l’Italia ha il 6° maggiore divario tra ricchi e poveri, e deve affrontare sfide particolarmente gravose in termini di diseguaglianza e di mobilità sociale (OCSE 2008). Tali circostanze rendono difficile combattere una tendenza ad uno scenario “Vincitori e gli altri” ed evidenziano la sfida di assicurare che lo sviluppo economico non avvantaggi soltanto determinati gruppi sociali o determinate generazioni


5.2 Siamo insieme in questo mondo

5.2.1 Overview3

“Siamo insieme in questo mondo” è uno scenario in cui gli effetti di una recessione globale “a forma di U” iniziata nel 2009 si protrae fino al 2013 provoca una forte reazione negativa in tutto il mondo nei confronti della diseguaglianza economica. Gli effetti sempre più evidenti e negativi dei cambiamenti climatici ed il diffondersi di una pandemia nel 2013 generano una maggiore consapevolezza di interdipendenza globale. Di conseguenza, gli elettori nei vari paesi richiedono una guida più responsabile e più previdente, orientando i sistemi politici verso una prospettiva di più lungo termine. I governi progressisti rinnovano il loro impegno per la previdenza sociale e per la sanità pubblica, semplificano ed armonizzano i sistemi fiscali per distribuire più equamente la ricchezza ed incoraggiano un approccio back-to-basic per la sanità.

Nella loro ricerca per ridurre la diseguaglianza e trovare modalità più efficienti ed inclusive di gestione e controllo delle implicazioni finanziarie in una società che invecchia, i governi a livello internazionale danno sempre più risalto all’importanza delle iniziative a livello locale. Tuttavia, il debito pubblico rimane una grave preoccupazione a causa degli alti livelli di spesa.

In questo scenario l’Italia, sempre più caratterizzata dal diffondersi delle diseguaglianze e da esteriorità negative, conferma un impegno per un welfare ideale e trova le motivazioni ed i meccanismi per mantenere ed applicare questo impegno. Una semplificazione fiscale, una stategia migliore per integrare gli immigranti nella società italiana e le innovazioni a livello locale, sono contributi che concorrono al contenimento del debito pubblico appena sotto i livelli critici, permettendo all’Italia di incamminarsi verso un sistema più eterogeneo ed equo.

Una sfida primaria in questo scenario è assicurare ai lavoratori italiani precari, o comunque con storie professionali non tradizionali, una pensione adeguata. I programmi di governo inoltre comprendono una gamma di nuovi incentivi per il risparmio previdenziale privato, mirando ad una maggiore flessibilità e ad agevolazioni fiscali. Questi nuovi costi saranno finanziati da una serie di tasse a carico delle persone meno abbienti, reso possibile dall’accordo globale sui paradisi fiscali firmato dall’Italia nel 2014.

Dal lato della sanità, l’ulteriore decentralizzazione dei servizi combinato con forti incentivi per la compartecipazione delle conoscenze a livello nazionale e regionale si dimostra un successo e permette di realizzare un miglioramento sia nella qualità che nell’efficienza del sistema pubblico. Le iniziative a livello locale in particolare fanno la differenza e contribuiscono a migliorare i risultati nel sud, mentre la culturta della prevenzione, con un diffuso monitoraggio e screening a livello locale, riduce l’impatto delle malattie croniche nel paese. Con un focus mirato a rendere le tecnologie più efficienti e accessibili, questi miglioramenti sono realizzati senza un’importante crescita dei costi sanitari.

5.2.2 Riflessioni degli Stakeholder sullo scenario

Questo scenario è stato considerato da molti partecipanti, sia in Italia che all’estero, come una visione altamente desiderabile in un ambiente economico realistico. In molti hanno posto l’attenzione sui soggetti locali quali fonti di cambiamento, con i processi dal basso che sostituiscono i più tradizionali programmi calati dalle autorità centrali. Nello scenario “Siamo insieme in qesto mondo”, la visione sviluppata dai partecipanti era di un governo nazionale che sviluppa un modello di partnership per affrontare le sfide principali sia con le autorità locali, sia con il settore privato, sia con soggetti del terzo settore. Con un focus sull’integrazione dei servizi, il contributo delle autorità locali più importanti per ridurre la marginalizzazione e attuare politiche di inclusione, questo scenario comprende uno spirito di collaborazione tra tutti gli attori. In particolare, un’osservazione spesso ripetuta è stata che le sfide demografiche che l’Italia sta conoscendo potrebbero essere affrontate con successo soltanto con un forte spirito di collaborazione tra i vari settori, come auspicato in questo scenario.

Un’ulteriore implicazione di questo scenario può essere trovata nella sua internazionalità, che auspica una collaborazione a livello globale, nazionale ed individuale, ovvero una cooperazione sulle sfide di ordine demografico. Poichè questo scenario è stato sviluppato durante gli inizi della recente crisi finanziaria, è da notare che rigetta decisamente il protezionismo economico e l’interesse personale nazionale come percorso per una sostenibilità finanziaria per sanità e previdenza. Nell’attuale clima di politiche sempre più protezioniste, questa aspetto di scenario è particolarmente importante.


5.3 Ognuno per sé

5.3.1 Overview4

In questo scenario l’economia mondiale è lenta dal riprendersi da una seria e prolungata depressione globale, indotta dalla crisi finanziaria del 2007-2010. Con drammatici cambiamenti nel comportamento dei consumatori e dei livelli di spesa, la continuativa volatilità dei mercati finanziari e l’avvento di politiche commerciali protezioniste a livello mondiale, lo sviluppo globale rimane intorno ad un 2% fino al 2020. Di conseguenza, il sistema di welfare conosce forti difficoltà di finanziamento. Molti governi, Italia inclusa, nell’impossibilità di coprire i costi crescenti del sistema socio-sanitario e pensionistico aumentando la tassazione, introducono misure di privatizzaione del welfare state, spostando il peso delle pensioni e sanità verso l’individuo (e le imprese), riorganizzando il concetto di pensione. Sotto la bandiera di un nuovo paradigma chiamato “Lifestyle Activity Management and Planning”, i governi si limitano a fornire soltanto un’assistenza minima e in funzione delle risorse disponibili soltanto alla fascia più bisognosa della popolazione, indipendentemente dall’età.

In questo scenario, l’Italia è costretta a riformare radicalmente il proprio modello sociale a partire dal 2010, mentre è in difficoltà nel riaversi dal crollo economico e da un debito pubblico colpito dalla crisi e che mette in pericolo addirittura la sua presenza nell’eurozona. In conformità con le tendenze internazionali si stabilisce la fine del welfare universale, garantendo comunque un supporto solo ai più poveri e introducendo verifiche di reddito. I pensionati con basso reddito sono il gruppo maggiormente colpito, in quanto le loro pensioni sono decurtate pesantemente a causa delle continue crisi finanziarie che si succedono. L’Italia adotta il sistema svizzero di assicurazione obbligatoria contro le malattie e promulga un sistema pensionistico interamente nuovo a contribuzione definita per tutti i lavoratori. Le riforme del mercato incoraggiano la sanità privata e una maggiore concorrenza; inoltre le nuove norme sanitarie favoriscono una maggiore consapevolezza dell’importanza della prevenzione tra la popoalzione. Mentre molti sono rimasti delusi ed amareggiati dall’incapacità del governo di mantenere le promesse iniziali, l’atteggiamento dei giovani si sposta verso uno stile di vita maggiormente individualista. Grazie ad una maggiore attenzione nella pianificazione finanziaria e sanitaria, l’Italia, con l’economia mondiale, esce dalla crisi a partire dal 2020. Nel frattempo, nuovi modelli imprenditoriali si evolvono e contribuisono a migliorare la situazione economica


5.3.2 Riflessioni sullo scenario

Questo scenario è stato percepito dai partecipanti come il più pessimistico dei tre. Tuttavia per molti “Ognuno per sè” è il più interessante, in quanto rappresenta quanto di più probabile potrebbe accadere al sistema sanitario e previdenziale. I due elementi chiave e di maggiore interesse in questo quadro erano la capacità con cui gli individui potrebbero essere spronati ad assumersi una maggiore responsabilità personale ed i meccanismi con cui il governo potrebbe assicurare dei servizi di base, in concomitanza di un sostegno a soluzioni privatistiche nell’ambito della sanità e delle pensioni; un approccio che si è dimostrato particolarmente difficile da realizzare nel campo della sanità.

Le iniziative principali per l’educazione, sia finanziaria che sanitaria, sono state considerate come uno dei driver primari che permetterebbero al governo di sostenere un cambiamento culturale. Un altro fattore frequentemente accennato era la capacità del settore privato di sostenere questo cambiamento, anche con schemi di lavoro innovativi e con la formazione aziendale. Tuttavia l’elemento critico presente durante tutte le discussioni sulle implicazioni di questo scenario era la necessità di una crisi fiscale tale da impedire l’elezione di coloro che auspicano il mantenimento di uno stato sociale che si dimostra insostenibile.


1 Adattato da Davis et al 2008, pagina 40.
2 World Economic Forum interviews and workshops, 2008.
3 Adattato da Davis et al 2008, pagina 52.
4 Adattato da Davis et al 2008, pagina 66.


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