QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

Il futuro delle pensioni e della sanità in Italia: riflessioni su tre scenari di lungo periodo

3. Il valore delle ipotesi di scenario

Gli elementi sopra elencati implicano che, considerando il futuro delle pensioni e dei sistemi sanitari nel mondo in generale e in Italia in particolare, la prognosi sembra lasciare poca speranza. Comunque tali proiezioni e tendenze, che non fanno dormire sonni tranquilli e che invocano la necessità di un azione adeguata da parte di molti protagonisti, non costituiscono una verità futura. Le proiezioni dell’OCSE, dell’OMS e dell’ONU tendono a considerare tutti i fattori costanti nel pronosticare il futuro, quando invece fattori quali la moblità sociale, il progresso tecnologico, lo sviluppo economico e politico hanno tutti il potere di modificare l’ambiente futuro per quanto riguarda sanità e pensione. In più, occorre considerare il fatto che nel 2050 la differenza tra la stima alta e quella bassa dell’ONU della popolazione mondiale è di oltre 3 miliardi di persone, visto che con la stima bassa si calcolano 7,4 miliardi mentre con la stima alta si raggiungono 10,6 miliardi di persone (ONU 2004). Per questi motivi, alla riunione del World Economic Forum’s Annual Meeting a Davos nel 2007, i Forum’s Financial Services and Healthcare Industry Groups insieme a numerosi esperti hanno cominciato a collaborare con il Forum’s Scenarios Team per esplorare le conseguenze in un possibile e plausibile scenario.

Alla luce delle sfide future, si è ipotizzato il ruolo che gli attori sopra menzionati potrebbero assumere utilizzando la tecnica della pianificazione degli scenari. La pianificazione degli scenari è uno strumento di gestione strategico progettato per permettere alle organizzazioni di immaginare un futuro possibile in un modo disciplinato, strutturato ed olistico (Schoemaker 1995, Wilkinson e Eidinow 2008). Generalmente include elementi che sono difficili da modellare quantitativamente, come le innovazioni o i cambiamenti dei valori (Schoemaker 1995). Sono comunemente presentati come un insieme di storie che descrivono un particolare ambiente futuro e come si è evoluto a partire dal presente (Ramirez, van der Heijden e Selsky 2008). Gli scenari non sono previsioni o proiezioni – sono piuttosto visioni multiple del futuro con le quali si cerca di sfidare gli attuali presupposti ed i modelli mentali correnti rendendo esplicita l’incertezza (figura 3). L’esperienza indica che le organizzazioni che ricorrono alla strategia degli scenari sono meglio preparate per percepire cambiamenti imminenti e comportarsi di conseguenza (Ringland 1997), sviluppando strategie più adeguate (van der Heijden 1996) e rafforzando una visione comune (Goodwin e Wright 1998).

Figura 3: Previsioni Vs ipotesi di scenario

Fonte: World Economic Forum

Il World Economic Forum ha adattato una metodologia di pianificazione di scenario sviluppata da Pierre Wack ed altri alla Shell tra la fine degli anni ‘60 e l’inizio degli anni ’70 da utilizzare nel contesto di una pluralità di attori (figura 4). Il metodo del Forum mette a fuoco la valutazioine elaborata applicandola a tutti i settori: sviluppare una base comune per la discussione costruttiva su argomenti complessi; apprezzare le diverse concezioni ed approcci tra loro in contrapposizione sulla diversa interpretazione degli eventi; sviluppare ed elaborare le diverse ed adeguate risposte strategiche a livello organizzativo così come evidenziare le opportunità per modellare il futuro con sistematicità (World Economic Forum 2008). Come indica la figura 5, questa procedura si articola in due fasi distinte: la prima esamina i potenziali risultati con un metodo descrittivo ed esplorativo, a partire dal livello sistematico e dalle opzioni strategiche scelte dai diversi attori. La seconda adotta un metodo più normativo ed esamina come si potrebbero raggiungere i risultati ideali tramite l’azione collettiva dei diversi attori e a livello sistemico.

Figura 4: L’approccio dell’World Economic Forum nello sviluppare gli scenari

Fonte: Global Business Network, World Economic Forum (2008)


Figura 5: Esempio del metodo multi-stakeholder utilizato dal WEF per valutare il futuro scenario del sistema finanziario globale

Fonte: World Economic Forum (2009)


4. Realizzare uno scenario sul futuro del sistema pensionistico e sanitario per il 2030

Come menzionato precedentemente, il Financing Demographic Shifts 2030 Project è stato ideato e sviluppato per coinvolgere sei tipologie di gruppi, precisamente: individui, governi, istituzioni finanziarie, società di servizi sanitari, imprenditori e famiglie (comprendendo anche coloro che assistono le persone anziane e rappresentanti della società civile) (World Economic Forum 2008) (Figure 6).

Figura 6: I diversi attori di fronte alle prospettive di cambiamento demografico

Fonte: World Economic Forum (2008)


Dalle discussioni con i diversi attori è emersa una questione prioritaria per il progetto:

Come sarà il futuro delle pensioni e della sanità nel 2030, considerando i vari driver principali e le incertezze? Quale potrebbe essere il ruolo dei governi, del settore privato e degli individui?

Nel corso di numerose interviste e workshop, i partecipanti hanno utilizzato questi quesiti per elaborare una articolata lista dei driver che sono poi stati distillati “negli elementi predeterminati” e “nelle incertezze critiche”. Inizialmente si è presupposto che i diversi driver rimanessero sostanzialmente statici nei diversi scenari, mentre successivamente sono stati utilizzati immaginando uno scenario futuro di forti contrapposizioni estremizzando gli eventi e tenendo conto del risultato. I driver principali che sono emersi in risposta a questo approccio sono documentati nella figura 7. In queste liste, l’unico elemento predeterminato è il driver dei cambiamenti demografici – mentre tutte le altre forze sono state considerate incerte e critiche (World Economic Forum 2008).

Figura 7: Schema utilizzato per elaborare gli scenari per il futuro di pensione e sanità

Fonte: World Economic Forum (2008)


Nel corso dei workshop a Milano, Roma, Pechino, New York e Ginevra, sono state sviluppate queste incertezze usando una metodologia induttiva di scenario per generare tre scenari denominati: “I vincitori e gli altri”, “Siamo insieme in questo mondo” e “Ognuno per sé”. Usando una serie di eventi critici incerti è possibile descrivere visivamente i tre piani d’azione sulla tabella rappresentata nella figura 8, definita dalle seguenti fondamentali domande:
l’economia internazionale e quelle nazionali saranno contraddistinte da una performance economica e finanziaria bassa o elevata?
il finanziamento futuro delle pensioni e della sanità sarà caratterizzato da una maggiore responsabilità individuale o collettiva?

Figura 8: Matrice degli scenari

Fonte: World Economic Forum (2008)

È importante dare risalto al fatto che questi scenari non sono un risultato esclusivamente elaborato dal Forum’s Scenario Planning Team. Infatti, lo sviluppo e la descrizione degli scenari, la scelta e la contestualizzazione degli eventi chiave sono stati il prodotto delle centinaia di ore di discussione degli workshop, delle interviste agli esperti, dalle affermazioni raccolte. Quindi, gli scenari possono essere interpretati come un vero e proprio lavoro del Forum’s Financial Services e dell’esteso gruppo di esperti che hanno generosamente contribuito con il loro tempo e le loro idee al progetto Financing Demographic Shifts. La lista dei partecipanti si trova alla fine del rapporto.


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