QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

I centenari in Europa

3. Risultati

3.1 Incremento del numero dei centenari nei paesi europei

Attualmente l’aumento del numero dei centenari si osserva in tutti i paesi europei. Sembra essere continuo e costante in grandi paesi come la Germania (si veda fig. 1), ma negli stati più piccoli, quali il Lussemburgo, questo aumento presenta moltissime oscillazioni (si veda fig. 2).

Figura 1: Aumento del numero dei centenari (100+) in Germania dal 1956, per sesso
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Fonte: Human Mortality Database (HMD)

Figura 2: Aumento del numero dei centenari (100+) in Lussemburgo dal 1960, per sesso
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Fonte: Human Mortality Database (HMD)

Si può osservare come questo trend sia iniziato nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale in alcuni paesi quali l’Inghilterra ed il Galles (vedi che fig. 3) e forse sia cominciato prima della guerra in alcuni paesi come la Svezia (vedi per il Galles e l’Inghilterra, Thatcher, 1992). In altri paesi l’aumento del numero dei centenari è iniziato soltanto negli anni ’60, ad esempio in Irlanda (si veda fig. 4) o negli anni 70 in Islanda (si veda fig. 5). Nel Portogallo, questo aumento é cominciato soltanto negli anni ‘80 (si veda fig. 6) ed in Bulgaria non prima del 2000 (si veda fig. 7)

Figura 3: Aumento del numero dei centenari (100+) in Inghilterra e Galles dal 1946, per sesso
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Fonte: Human Mortality Database (HMD)

Figura 4: Aumento del numero dei centenari (100+) in Irlanda dal1950, per sesso
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Fonte: Human Mortality Database (HMD)

Figura 5: Aumento del numero dei centenari (100+) in Islanda dal 1946, per sesso
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Fonte: Human Mortality Database (HMD)

Figura 6: Aumento del numero dei centenari (100+) in Portogallo dal 1946, per sesso
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Fonte: Human Mortality Database (HMD)

Figura 7: Aumento del numero dei centenari (100+) in Bulgaria dal 1947, per sesso
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Fonte: Human Mortality Database (HMD)

In Portogallo, il numero dei centenari diminuisce durante gli anni ‘40 e ‘50 fino a raggiungere un livello minimo durante gli anni ‘60 e ‘70 (si veda fig. 6). In Bulgaria, il numero dei centenari oscilla con numeri elevati fra gli anni 1947 e 1985 prima della caduta compresa tra la fine degli anni ‘80 e gli anni ‘90 prima di un nuovo incremento dopo il 2000 (si veda fig. 7).
Col passare del tempo i modelli portoghesi e bulgari di cambiamento nel numero dei centenari sono ben noti. Già sono stati osservati in Danimarca (Jeune e Skytthe, 2001) e nel Giappone (Robine e Saito, 2003). La fase di diminuzione del numero dei centenari corrisponde ad un miglioramento nella qualità delle statistiche ma si sono presentati prima della Seconda Guerra Mondiale, durante la prima parte del diciannovesimo secolo in Danimarca e durante la prima parte del ventesimo secolo nel Giappone.
La Figura 8 illustra la situazione della Francia. Un tale modello è atteso per tutti i paesi e la fase di declino del numero dei centenari dovrebbe coincidere con la fase di ammodernamento delle statistiche nazionali. Per la Francia, il numero dei centenari è diminuito durante il diciannovesimo secolo e quasi ha ristagnato ad un minimo fra gli anni 1875 e 1945 prima di aumentare dopo la Seconda Guerra Mondiale (si veda fig. 8).

Figura 8: Aumento del numero dei centenari (100+) in Francia dal 1816, per sesso
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Fonte: Human Mortality Database (HMD)

Oggi in alcuni paesi, quali l’Olanda e i paesi baltici, sta aumentando soltanto il numero dei centenari donna. Il numero dei centenari maschi è pressoché inalterato. La fig. 9 illustra il caso dei Paesi Bassi in cui il numero dei centenari maschi è quasi lo stesso dal 1990 (si veda fig. 9).
Nessuna spiegazione è stata trovata per questo fenomeno unico in Europa occidentale. La figura 10 illustra, con il caso dell’Estonia, la situazione dei Paesi Baltici (si veda fig. 10). In Estonia così come in Lettonia, la popolazione maschile dei centenari non é ancora incominciata ad aumentare.

Figura 9: Aumento del numero dei centenari (100+) in Olanda dal 1946, per sesso
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Fonte: Human Mortality Database (HMD)

Figura 10: Aumento del numero dei centenari (100+) nella Repubblica Ceca dal 1959, per sesso
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Fonte: Human Mortality Database (HMD)

Molti paesi dell’Est Europa (Repubblica Ceca, Polonia e Slovacchia) e i paesi baltici mostrano un periodo iniziale di rapido aumento negli anni 70 seguito da un equivalente decremento negli anni 80 (si veda la figura 11 per la Repubblica Ceca), sebbene i tempi dei cambiamenti non possono essere gli stessi in ogni paese; tale diminuzione continuò fino agli anni 90 per i paesi Baltici, quali l’Estonia (si veda Figura 10).
La simultaneità di questo cambiamento nella maggior parte dei paesi dell’Est e dei paesi Baltici suggerisce che la causa sia legata alla transizione alla democrazia e all’economia di mercato che si sviluppò in quei paesi durante gli anni 90.

Figura 11: Aumento del numero dei centenari (100+) in Estonia dal 1959, per sesso
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Fonte: Human Mortality Database (HMD)


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