Il ruolo dell’assicurazione nei modelli innovativi di assistenza socio-sanitaria integrata per anziani
3.3.3 Il ruolo delle strutture istituzionali
Il ruolo più importante nell’assistenza dell’anziano con elevata disabilità è garantita dalle strutture residenziali e semi-residenziali. L’ultima ricerca Istat sui presidi socio-sanitari9 (Istat, 2007) evidenzia come il 1.96% degli anziani ultrasessantacinquenni risulta istituzionalizzato nelle 4.473 strutture censite, le quali ospitavano, nel 2004, 223.509 anziani di cui quasi il 30% autosufficienti.
Si stanno diffondendo negli ultimi anni anche forme alternative alla tradizionale istituzionalizzaione con la creazione di Centri Diurni e Servizi Domiciliari, Residenze Sanitarie Assistenziali, Case Albergo, Comunità Alloggio e Case protette, realtà destinate ad assistere i disabili anziani parzialmente autosufficienti con capacità motorie e psico-relazionali. Lo scopo è di evitare o ritardare l’istituzionalizzazione, garantendo la possibilità di vivere autonomamente in un contesto protetto e assistito. Dall’inizo degli anni ’90 a metà di questo decennio il numero delle strutture residenziali è cresciuto di circa il 10%, passando da 4.025 a 4.473, un numero però inadeguato, essendo la percentuale della popolazione anziana ricoverata sostanzialmente costante nello stesso periodo. Il numero delle strutture costruite è stato appena sufficiente a mantenere lo status quo.
Il diffondersi di questa alternative all’istituzionalizzazione dovrebbe permettere non solo di limitare la presenza tra le strutture residenziali degli anziani ancora autosufficinti, ma ampliare il numero di anziani assistiti e di rispondere meglio alle esigenze del singolo individuo e alle richieste delle famiglie.
Naturalmente per disporre di queste opzioni occorrono non solo finanziamenti adeguati ma una rete di servizi che risponda a tali necessità.
3.3.4 Il ruolo del settore privato: le compagnie di assicurazioni
In Italia il ruolo delle compagnie di assicurazioni, quale partner per l’offerta di coperture assicurative per l’assistenza degli anziani non autosufficienti, è ancora allo stato embrionale. Le prime polizze sono state proposte nel nostro paese nella seconda metà degli anni ’90, ma a tutt’oggi il mercato è ancora agli albori. Le quasi totalità delle tipologie di polizze sul mercato sono riconducibili al ramo vita (a vita temporanea e a vita intera), poche riconducibili al ramo malattia (con rimborso delle spese sostenute).
Le caratteristiche delle attuali polizze italiane e l’importo economico per acquistarle, anche in assenza di una fiscalità favorevole, ha reso questi prodotti poco attraenti, anche se poco le compagnie hanno fatto per pubblicizzarle e diffondere la loro conoscenza tra il pubblico.
Un elemento che appare evidente alla luce dei modelli innovativi di assistenza socio-sanitaria integrata per gli anziani è la flessibilità che i prodotti dovranno avere per rispondere alle esigenze degli assicurati.
Al di là della strategia che le compagnie sceglieranno (polizze individuali o colletive) o gli accordi che sottoscriveranno (con le Regioni o con categorie di lavoratori) le coperture assicurative dovranno garantire una copertura a geometria variabile, ovvero permettere prestazioni e servizi (o l’acquisto di essi) in funzione della gravità dell’autosufficienza e del luogo di residenza della persona non più autosufficiente.
Per contenere la spesa (potendo così offrire un prodotto ad un costo più accessibile) e garantire un servizio qualitativamente elevato, la compagnia dovrà prevedere una strategia che contempli la prevenzione, la consulenza oltre, naturalmente, all’assistenza continuata e dove le applicazioni tecnologiche, non solo la teleassistenza ma anche la domotica abbiano un ruolo importante per consentire la permanenza delle persone disabili nella propria abitazione o in strutture che necessitino di un basso grado di assistenza.
A livello internazionale si è già assistito ad una notevole evoluzione delle polizze LTC: mentre le formule della prima generazione (fino agli inzi degli anni ’90) prevedevano la copertura della sola permanenza in strutture assistenziali, si è passati ad una tipologia di prodotto più articolata (le tipologie di polizze vanno dalla copertura in struttura istituzionale con elevata e continua assistenza a programmi di assistenza domiciliare). Un numero crescente di polizze prevede la presa in carico anticipata rispetto all’evento estremo, ovvero la possibilità di sostenere il costo di installazione di dispositivi presso l’abitazione (es. elevatori per le scala, maniglie e barre per migliorare la mobilità), o la fornitura di servizi medici (ad esempio la chiropratica, la fisioterapia…).
Nel Regno Unito la maggior parte delle polizze offrono un servizio di helpline che fornisce il consiglio medico e informazioni sui servizi offerti nel territorio di residenza10.
Questa pluralità di opzioni disponibile permetterebbe di ridurre il numero di ricoveri in strutture. Questa valutazione è confermata da numerose ricerche11 e le rilevazioni, analizzando i diversi regimi assistenziali (lungo degenza ospedaliera, residenza sanitaria e assistenza domiciliare), evidenziano come a parità di bisogno di assistenza, sia molto più vantaggioso (da un punto di vista economico e di qualità doi vita) mantenere l’anziano al proprio domicilio.
Un passo successivo è di integrare alla pluralità di opzioni la possiblità che un intervento integrato assistenziale riduca ancora di più il numero di ricoveri. La tecnologia è in grado di far conseguire questi risultati permettendo non solo di allestire una rete di supporto più efficiente e diffusa, ma anche innovando la tipologia di assistenza.
L’investimento sulla prevenzione e sulle cure ottimali in funzione della disabilità individuale per ritardare quanto più possibile la condizione di grave non autosufficienza potrebbe davvero assumere aspetti non solo rispondenti alle esigenze del disabile anziano, ma anche assumere per l’assicuratore aspetti commercialmente e tecnicamente rilevanti.
Certo occorre valutare con attenzione in quale misura si possa elaborare un’offerta assicurativa assistenziale moderna. Fondamentale sarà la collaborazione che si riuscirà a realizzare tra i fornitori di servizi specializzati (servizi domiciliari, servizi tecnologici, strutture di accoglienza, volontariato…) per la realizzazione di reti assistenziali.
4. Conclusioni
Le istituzioni pubbliche, dovendo già far fronte ai disavanzi economici attuali e futuri, dovrebbero favorire lo sviluppo delle coperture LTC ed il loro finanziamento. Il numero di persone disabili aumenterà significativamente nei prossimi decenni, tuttavia abbiamo un arco di tempo che, se ben utilizzato, sarebbe sufficiente per realizare investimenti in strutture e servizi per gli anziani non autosufficienti.
L’assicurazione riveste già oggi un ruolo sociale di fondamentale importanza, grazie alle sue peculiarità (assunzione, mutualizzazione e mitigazione del rischio), deve quindi assumere l’iniziativa di offrire prodotti che soddisfino la potenziale richiesta futura di coperture assicurative di LTC, con prodotti semplici, comprensibili, strutturati in modo tale da consentire un ragionevole numero di opzioni. Ed assumere fin da oggi un ruolo di stimolo, di innovazione e di riferimento per gli altri player coinvolti nell’assistenza grazie alle competenze ed esperienze accumulate negli ultimi 30 anni nei diversi paesi.
Ricoprire un ruolo sociale di integrazione con la programmazione pubblica (stato, regioni, comuni) e con gli altri soggetti privati (famiglie, volontariato, gestori di case di riposo, società ed enti erogatori di servizi alla persona) finalizzato alla realizzazione di percorsi di assistenza integrabili con un maggiore coordinamento tra erogatori dei servizi.
Il settore pubblico continuerà ad avere un ruolo fondamentale per l’assistenza agli anziani non autosufficienti, ma necessiterà sempre più di una serie di attori privati, tra cui senza alcun dubbio le compagnie di assicurazione, in grado di supportare e integrare gli spazi che inevitabilmente la realtà pubblica dovrà ridurre o abbandonare.
Le società che offrono servizi di tecnologia medica e di assistenza, con le offerte modulabili di servizi alla persona, sono un partner importante da coinvolgere ed integrare nei diversi livelli dell’offerta del servizio.
Appare altrettanto chiaro però che il legislatore è chiamato a definire con chiarezza il ruolo che devono ricoprire lo Stato e le Regioni, i criteri di finanziamento e di esenzione fiscale per l’acquisto di coperture LTC, per poter sviluppare una effettivo network care per l’anziano disabile.
9 ISTAT (2007): “L’assistenza residenziale e socio-assistenziale in Italia Periodo di riferimento: Anno 2004”
10 Association of British Insurers “Long-Term Care Insurance – Things you should know” www.abi.org.uk/Display/default.asp?Menu_ID=1140&Menu_All=946,1140,0&Child_ID=448
11 Per l’Italia si veda M. Lucchtti, R. Luzi, L. Rinaldi, A. Papaleo (2004): “Lungodegenza, RSA ed ADI. Tre modalità assistenziali, nella regione Marche, a confronto”, G. GERONTOL 52:140-152
Riferimenti bibliografici
Association of British Insurers: “Long-Term Care Insurance – Things you should know” www.abi.org.uk/Display/default.asp?Menu_ID=1140&Menu_All=946,1140,0&Child_ID=448.
ASSR (2003): “L’ospedalizzazione a domicilio: un servizio ponte tra ospedale e territorio”, Prospettive assistenziali, vol. 35, n. 141.
Friedrich, C. (2004): “Long-Term Care Insurance – Combination Products. A Summary”, Milliman.
ISTAT (2005): Le organizzazioni di volontariato in Italia Anno 2003.
ISTAT (2007): Condizioni di salute, fattori di rischio e ricorso ai servizi sanitari – Anno 2005.
ISTAT (2007): “L’assistenza residenziale e socio-assistenziale in Italia Periodo di riferimento: Anno 2004”.
ISTAT (2007): “Condizioni di salute, fattori di rischio e ricorso ai servizi sanitari – anno di rif. 2005”.
ISVAP (2002): “Il costo e il finanziamento dell’assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia”, Quaderno n. 11.
Lucchetti, M., Luzi, R., Rinaldi, L., Papaleo, A. (2004): “Lungodegenza, RSA ed ADI. Tre modalità assistenziali, nella regione Marche, a confronto”, Giornale di Gerontologia, Numero 3, G. GERONTOL 52:140-152.
Paulli, A. (2000): “Long term care in Italy: Economic Evaluation and Prospects” – ISSA Conference on Social Security – Helsinki.
Paulli, A. (2003): “La gestione assicurativa del rischio salute”, Seminario IIR – Milano.
Salvioli, G. (2007): “Gli anziani e le badanti”, Giornale di Gerontologia, Numero 2, Aprile.
Trainar, P. (2008): “Health and Ageing: the case for Long Term Care”, European Papers on the New Welfare, n. 9: 54-63
Pagine: 1 2
Tag:assicurazione e assistenza anziani, ruoli istituzionali assistenza, ruoli privati assistenza