QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

Domotica e invecchiamento della popolazione

Riassunto

I costanti progressi nel campo dell’informatica, delle telecomunicazioni e delle microtecnologie stanno portando all’introduzione di nuovi strumenti in grado di modificare l’ambiente in cui viviamo. Le applicazioni più promettenti della domotica riguardano le abitazioni degli anziani e mirano a permettere a questa fascia della popolazione di condurre una vita quanto più possibile autonoma. La sfida di oggi consiste nell’integrare le diverse tecnologie domotiche all’interno di un nuovo sistema di servizi efficiente e sostenibile dal punto di vista finanziario. Il presente articolo illustra una delle possibili strade per vivere in autonomia la terza età.

1. Introduzione

La domotica è diventata un settore di particolare interesse, grazie alle nuove applicazioni hardware e software che promettono di modificare il nostro rapporto con la casa. Nuove apparecchiature, dispositivi “intelligenti” e sensori posizionati capillarmente nelle abitazioni renderanno la vita quotidiana più semplice e confortevole. Prima di affrontare il tema della domotica, riportiamo qui di seguito la traduzione della definizione inglese fornita da Wikipedia:
la domotica si occupa di integrare sistemi avanzati di automazione all’interno di edifici pubblici e abitazioni private, per aumentare il comfort e la sicurezza dei residenti. Benché molte delle tecnologie impiegate nell’automazione degli edifici pubblici (sistemi per l’illuminazione e la climatizzazione, l’apertura e la chiusura di porte e finestre, la sicurezza e la sorveglianza) trovino applicazione anche nelle abitazioni private, in quest’ultimo caso vi sono delle funzioni supplementari che comprendono il controllo dei sistemi di intrattenimento multimediale, degli impianti di irrigazione, di distribuzione automatica di cibo per gli animali domestici e degli scenari preprogrammati per feste ed occasioni speciali.
Molti scenari accattivanti possono essere prodotti per simulare l’impatto della domotica sulla nostra vita quotidiana. L’esempio seguente illustra alcune tecnologie attualmente in via di sviluppo e fornisce un’anteprima di come la domotica sia destinata a trasformare un bagno comune in un “bagno con sistema di gestione della salute integrato”. Immaginate di entrare al mattino nel vostro bagno tecnologicamente avanzato in cui uno spettrometro di massa miniaturizzato è in grado di operare un’analisi completa della respirazione. Basterà appoggiare una mano alla parete per far sì che il sistema esegua un’analisi completa del sangue tramite una misurazione spettrometrica non invasiva o un prelievo con microaghi, o, ancora, basterà usare uno speciale spazzolino da denti per analizzare la saliva. Le informazioni raccolte saranno poi elaborate e impiegate per impostare la dieta giornaliera, programmare i dispositivi da cucina intelligenti affinché aggiungano i farmaci previsti direttamente negli alimenti, prenotare la palestra per svolgere della salutare attività fisica e organizzare una visita medica qualora emergessero delle anomalie. Lo scenario è certamente affascinante, tuttavia l’integrazione completa di prevenzione, diagnostica e terapia nella vita quotidiana suscita una serie di interrogativi con i quali siamo chiamati a confrontarci sin da ora.
Eccone alcuni:
1)    Chi si farà carico delle spese per la tecnologia e i consumabili: il servizio sanitario, l’assicurazione o i privati cittadini?
2)    Chi verificherà il corretto impiego dei protocolli di analisi dei dati e l’efficacia delle scelte operate dai sistemi?
3)    Su chi ricadrebbe la responsabilità qualora i sistemi dovessero fallire, arrecando danni alla salute dei cittadini?

2. Il background tecnologico

Rispondere alle esigenze della popolazione anziana è il principale obiettivo della domotica: il deterioramento delle capacità fisiche e intellettive e la necessità di prevenire e gestire malattie croniche richiedono un adeguamento dell’ambiente in cui l’anziano vive.
Ecco quali sono gli obiettivi:
•    Invecchiare conservando la propria autonomia. Per gli anziani è molto importante continuare a vivere nella propria abitazione, in un ambiente sicuro che garantisca loro un’adeguata qualità di vita.
•    Arginare i costi assistenziali. Spesso il carico assistenziale ricade sulla famiglia, in questo modo si generano costi espliciti ed impliciti che vanno a sommarsi alle spese a carico dei servizi sociosanitari. Controllare tali costi implica inoltre il raggiungimento di obiettivi di efficienza ed efficacia.
•    Creare una struttura di tipo ICT che supporti cittadini, familiari e assistenti domiciliari.
•    Evitare l’isolamento e promuovere la socializzazione.
•    Sviluppare tecnologie effettivamente fruibili.

Figura 1: Network ICT per i servizi di assistenza sociosanitaria
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Figura 2: Sistema di gestione dei canali di comunicazione del centro operativo
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La complessa organizzazione assistenziale e i servizi di tipo ICT sono rappresentati in Figura 1. L’esigenza di comunicare, raccogliere dati e organizzare processi pone alcune sfide in termini di innovazione delle pratiche di lavoro e delle infrastrutture tecnologiche che costituiscono le fondamenta di tutte le applicazioni della domotica. Un ruolo chiave nell’organizzazione è svolto dal centro operativo multimediale che gestisce la condivisione dei dati clinici e dietro al quale si cela la componente umana che assicura la continuità del processo assistenziale. Il centro operativo gestisce inoltre tutti i canali di comunicazione, come descritto in Figura 2.
Al centro operativo giungono inoltre tutte le informazioni provenienti dai sistemi domotici installati nelle singole abitazioni.
I dispositivi di allarme personali e ambientali consentono ai cittadini di gestire eventi critici inaspettati tramite:
1.    Il sistema di allarme personale, composto da un pulsante per le emergenze e un microfono per comunicare da ogni stanza della casa.
2.    Sensori che rilevano eventuali cadute, basati sull’individuazione di improvvise accelerazioni nei movimenti.
3.    Sensori gas, acqua e antincendio che rilevano anomalie nell’ambiente domestico.
4.    Sensori di movimento che rilevano il mancato utilizzo di alcuni ambienti della casa, come il bagno e la cucina, evidenziando quindi una condizione di incapacità di soddisfare le esigenze basilari.
5.    Sensori di uscita installati sulle porte che avvisano che l’utente si sta allontanando dalla sua abitazione.
6.    Sistemi antifurto e allarmi che impediscono spiacevoli intrusioni anche mentre l’utente è in casa.
Il centro operativo è in grado di filtrare questi allarmi e conseguentemente attivare le misure appropriate.
Oltre ai sistemi di allarme possono essere impiegati anche dei dispositivi di supporto alle persone con ridotte capacità fisiche, quali tapparelle elettriche, letti e poltrone motorizzati, impianti di climatizzazione, ecc. Questi dispositivi, un tempo “non in rete”, possono essere anch’essi collegati al centro operativo che, raccogliendo le informazioni inviate anche da questi dispositivi, aumenterà la propria capacità di rilevamento delle emergenze.


Nicola Pangher: PhD, Direttore Business Development e E-Health, ITALTBS SpA, Padriciano 99, 34012 Trieste, Italia.


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