QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

Il risk-adjustment nei contratti di assicurazione malattia di lungo periodo in Germania

3.1.2 La “regola della somma”

L’atteggiamento dell’assicuratore, e dunque le pratiche descritte sopra, potrebbero cambiare nel caso in cui la dirigenza si trovasse esposta al rischio immediato di mettere a repentaglio il buon nome della società.21 Una soluzione più sicura, anche se allo stesso tempo più costosa,22 del problema della selezione dei rischi è data dalla “regola della somma”. L’accantonamento per la vecchiaia correlato all’età deve essere calcolato annualmente per ciascun assicurato, mentre la somma di tutti gli accantonamenti individuali deve essere sempre pari al totale riportato a bilancio. Se l’assicuratore A ha stabilito un accantonamento individuale eccessivamente basso, l’assicuratore B dovrebbe essere estremamente efficiente per compensare il nuovo assicurato dell’ammanco in termini di accantonamenti per la vecchiaia. Se ciò non avvenisse, con tutta probabilità l’assicurato eviterebbe di effettuare il trasferimento, pur essendo insoddisfatto dei servizi prestati da A. In fin dei conti, la nuova polizza risulterebbe chiaramente più costosa. Tuttavia, allo stesso tempo, gli accantonamenti relativi agli altri clienti tenderebbero a essere eccessivi, dato che la somma degli stessi dovrebbe corrispondere alla voce registrata a bilancio.
A sua volta, ciò potrebbe indurre questi altri clienti a rescindere le polizze sottoscritte con A, dato che sarebbe possibile acquistare la copertura assicurativa per un premio minore senza che B debba agire in maniera più efficiente. Inoltre, i restanti clienti di A dovrebbero accettare un aumento dei premi, poiché A stesso non sarebbe più in grado di coprire tutte le spese future a causa del livello insufficiente degli accantonamenti per la vecchiaia. L’incremento dei premi spingerebbe così altri assicurati ad abbandonare A, dal momento che la differenza tra i premi richiesti dai due concorrenti tenderebbe a ridursi o addirittura ad annullarsi. Si vede quindi che, in un contesto competitivo, un calcolo errato degli accantonamenti per la vecchiaia può effettivamente portare un assicuratore al fallimento.23
Se questa “regola della somma” è sottoposta al controllo di un’autorità che non è parte in causa o di revisori esterni, non vi è più alcun vantaggio nel procedere a un calcolo errato degli accantonamenti per la vecchiaia. La qualità dei servizi forniti potrebbe risultare ancora disomogenea, ma le differenze sarebbero rispecchiate dal variare dei premi e non permetterebbero alcuna selezione dei rischi. Diventa così impossibile sfruttare la maggiore propensione a pagare certi servizi calcolando gli accantonamenti in maniera errata.

3.1.3 L’importo totale degli accantonamenti per la vecchiaia

Al fine di aggirare la regola della somma illustrata sopra, l’assicuratore A può anche cercare di ridurre gli accantonamenti per la vecchiaia portati a bilancio fino a ottenere un totale insufficiente. Per coprire l’incremento delle spese mediche cui va incontro con l’invecchiamento, è necessario che l’intero portafoglio clienti disponga di accantonamenti adeguatamente elevati. Se A stabilisce un accantonamento inferiore a quanto necessario per evitare il futuro incremento dei premi, probabilmente si avranno due conseguenze. In primis, se A sceglie questa strategia per attirare più clienti grazie a premi più bassi, verosimilmente il vantaggio competitivo iniziale scomparirà dopo poco, visto che gli accantonamenti risulteranno presto insufficienti e non copriranno le spese cui andranno incontro gli anziani. Inevitabilmente, i premi saranno destinati a crescere. In seconda battuta, A potrebbe portare a bilancio accantonamenti inferiori al necessario al fine di realizzare un surplus nel breve periodo o evitare che i clienti rescindano le loro polizze. Se A richiede gli stessi premi del concorrente B (il che è necessario per poter affrontare le spese future in altra maniera, per esempio assegnando risorse finanziarie alla riserva in eccedenza), B cercherà di attirare nuovi assicurati offrendo servizi di qualità migliore, oltre a premi più bassi o accantonamenti per la vecchiaia più elevati. Secondo questo modello, l’unica conclusione possibile è che stabilire accantonamenti insufficienti a coprire le spese future non è una strategia che paga quando si cerca di imporsi su un mercato competitivo.
Tutto ciò è vero almeno finché gli assicurati sono interessati a una polizza malattia di lungo periodo. Ma che accade se un cliente ritiene che rimarrà in condizioni di salute migliori della media degli assicurati e dunque non è disposto a pagare i premi più alti richiesti da un contratto di lungo periodo? E se il consumatore opta per prodotti diversi rispetto alla copertura assicurativa, per esempio automobili o vacanze? In effetti, data una situazione di questo genere, sia l’assicurato che l’assicuratore preferiscono stabilire contributi molto bassi all’accantonamento per la vecchiaia. Quest’ultimo sarà troppo ridotto per coprire gli aumenti cui sarà soggetto il premio in relazione all’avanzare dell’età.
Ma anche se si ipotizza che gli assicuratori non prevedano alcun accantonamento, nel caso dei contratti di lungo periodo continuerebbe a vigere il meccanismo del risk-adjustment. Un cliente “a basso rischio” che rescinde la polizza dovrà continuare a versare un indennizzo per coprire il valore corrente dei premi attesi in eccesso rispetto al valore corrente delle spese sanitarie individuali previste. Al contrario, un assicurato “ad alto rischio” incasserà una sorta di indennizzo per spese sanitarie superiori alla media.24
Tuttavia, gli accantonamenti per la vecchiaia potrebbero continuare a essere necessari per due ulteriori ragioni. In primo luogo, come già affermato da Cochrane,25 se si obbligano gli assicurati a basso rischio che richiedono la rescissione del contratto a versare un indennizzo all’assicuratore, si può incorrere in problemi di ordine legale, problemi che potrebbero essere evitati imponendo gli accantonamenti per la vecchiaia. Questi ultimi, anche nei casi di individui a basso rischio, risulterebbero vantaggiosi dopo un breve periodo di tempo. Occorre tuttavia sottolineare che si tratta di una questione meramente legale. Dal punto di vista economico, una compagnia assicurativa competitiva sarebbe in grado di offrire un premio più basso oppure — a parità di costi — potrebbe corrispondere l’indennizzo richiesto all’assicuratore precedente.
Il secondo motivo per cui gli accantonamenti per la vecchiaia potrebbero continuare a essere necessari è l’eventualità della richiesta di trovare un modo per evitare lo sfruttamento del sistema previdenziale pubblico. Se gli organismi previdenziali coprissero i costi dell’assicurazione malattia o le spese sanitarie, gli assicurati potrebbero sfruttare la situazione per consumare altri tipi di beni piuttosto che contribuire agli accantonamenti per la vecchiaia.26 Dando per scontato che i costi derivanti dalle prestazioni gratuite offerte dalla previdenza sociale siano superiori a quelli dovuti a una limitazione della libertà di scelta del consumatore, risulta necessario definire un contributo minimo all’accantonamento per la vecchiaia.27

3.1.4 Risk-adjustment e informazioni necessarie

È molto improbabile che un assicuratore sia in grado di ottenere informazioni complete sulle condizioni di salute di un cliente e sulle spese mendiche future. Tuttavia, per calcolare gli accantonamenti per la vecchiaia tenendo conto dei rischi occorre conoscere la spesa media prevista per le diverse categorie di rischio. Alcuni autori dubitano che ciò sia possibile,28 ma questo problema può essere risolto. Innanzitutto, in Germania le compagnie assicurative private sono riuscite ad accumulare una grande esperienza nel calcolo dei premi correlati al rischio. In un simile scenario, si sono già trovate ad applicare gli accantonamenti per la vecchiaia nel caso di diverse categorie di rischio.
Inoltre, se la selezione dei rischi derivante dalla trasferibilità di una percentuale media degli accantonamenti per la vecchiaia è considerata un problema grave da parte delle compagnie assicurative, esse devono ovviamente essere già in grado di calcolare la differenza tra il valore corrente delle spese future e il valore corrente dei premi futuri.
In caso contrario, non sarebbero in grado di classificare i clienti ad alto o basso rischio, dato l’ammontare dell’accantonamento medio per la vecchiaia.
Non è nemmeno assolutamente necessario differenziare per quanto possibile il risk adjustment degli accantonamenti. Si immagini una situazione in cui l’assicuratore A sia consapevole del fatto che il trasferimento di una percentuale media dell’accantonamento per la vecchiaia conduca alla selezione dei rischi, oltre a sapere che può facilmente distinguere tra tre diverse categorie di rischio: basso, medio e alto. Inoltre, egli dispone di una serie di criteri di selezione in base ai quali assegnare i clienti a una delle tre categorie. In termini di ottimizzazione, il problema di A consiste nello stabilire se sia più economico sviluppare un sistema di classificazione più sottile o sopportare i costi dovuti dalla possibilità di “scrematura” da parte dell’assicuratore B. Esisterà sempre un punto di equilibrio tra i costi di una differenziazione più precisa volta a ridurre al minimo il pericolo della selezione dei rischi e le maggiori spese imposte da una maggiore differenziazione. Il livello ottimale viene raggiunto nel momento in cui i costi marginali di questi due fattori vengono a coincidere. In tal modo, dato il costo del risk adjustment, le compagnie assicurative modificheranno gli accantonamenti per la vecchiaia in base ai rischi individuali per quanto necessario al fine di evitare in maniera efficiente la selezione dei rischi.
È vero che sul mercato AMP tedesco i dati sui costi futuri delle diverse malattie potrebbero essere relativamente scarsi. Ma se fosse introdotto il modello proposto, le compagnie assicurative sarebbero obbligate ad effettuare calcoli più precisi, il che implicherebbe la raccolta di maggiori informazioni e l’organizzazione di ulteriori indagini sulla correlazione tra malattie attuali e spese mediche future in seno allo stesso bacino di clienti.29

4. Applicazione al sistema di assicurazioni malattia in Germania

4.1 La riforma del mercato delle APM in Germania

L’adozione del modello visto sopra al mercato delle APM in Germania dovrebbe essere abbastanza semplice. La riforma dell’attuale legge sul controllo delle assicurazioni potrebbe obbligare le compagnie interessate a trasferire gli accantonamenti per la vecchiaia correlati al rischio. Poiché in realtà questi esistono già, si tratterebbe semplicemente di adattare il metodo di calcolo alle nuove regole. Per esempio, non sarebbero più valide le procedure attualmente seguite30 per trattenere gli accantonamenti come se fossero una sorta di spese di chiusura. Finora la nuova distribuzione di questi importi tra le altre attività ha implicato il trasferimento dai clienti insoddisfatti a quelli che conservano i contratti. Quindi, nel breve periodo la scelta di trasferire effettivamente gli accantonamenti per la vecchiaia condurrebbe giocoforza all’incremento dei premi per quegli assicurati che rimangono fedeli alla compagnia originaria.31 D’altro canto, è lecito supporre che nel lungo periodo il miglioramento dell’efficienza compenserà almeno in parte questi aumenti. Potrebbe anche essere necessario riconsiderare il modo in cui nel calcolo si tiene conto del risk loading.
La simulazione dei premi in un modello provvisto di accantonamenti per la vecchiaia correlati ai rischi ha dimostrato che — partendo da premesse ben precise — chi è a rischio maggiore si sarebbe trovato a fronteggiare un incremento dei premi più marcato, per esempio a causa dei progressi tecnologici, se avesse cambiato compagnia assicurativa prima. In previsione di tale incremento, evitare di rescindere il proprio contratto avrebbe significato trarre un vantaggio economico.32 Simili conclusioni dipendono dall’ipotesi iniziale secondo cui le tariffe standard e i valori di risk loading relativi ai clienti ad alto rischio continuano a essere calcolati secondo le procedure vigenti. Se il metodo di calcolo venisse adattato alle nuove necessità, il problema non sussisterebbe.
Da tale prospettiva teorica, sembra possibile trasferire gli accantonamenti per la vecchiaia correlati ai rischi. Sarebbe interessante scoprire perché finora le riforme necessarie al mercato tedesco delle APM non hanno avuto luogo, anche se si limitano a piccole modifiche alle normative e ai metodi di calcolo. Si tratta di un aspetto potenzialmente molto interessante dal punto di vista dell’opinione pubblica e delle future ricerche nel settore.33

4.2 La riforma delle assicurazioni malattie pubbliche in Germania

In seno al sistema di assicurazione sociale obbligatorio (casse mutua malattia) tedesco, i contributi sono versati dalla comunità intera e correlati al reddito. Gli anziani e coloro i quali hanno un reddito basso versano contributi inferiori a chi appartiene a fasce di reddito più alte. Mogli e figli a carico sono coperti dalla medesima cassa del famigliare che percepisce un reddito senza che sia necessario versare altri contributi. La correlazione alla comunità, oltre che al reddito, dei contributi, fa sì che sia necessario adottare un sistema di risk-adjustment, altrimenti si potrebbe avere una selezione dei rischi volta ad attirare chi è relativamente giovane, sano e abbiente. Il sistema è volto a compensare le casse mutua malattia degli svantaggi insiti nella struttura del rischio e nella fascia di reddito degli assicurati, tenendo conto delle differenze esistenti in termini di reddito medio, età, sesso o invalidità. Tuttavia, questo approccio si è rivelato insufficiente perché dà la possibilità di selezionare un gruppo di assicurati relativamente sani.34 Si è dunque deciso di migliorarlo aggiungendo fattori di compensazione di tipo medico, quali i risultati delle diagnosi e la prescrizione di medicinali. Il nuovo sistema dovrebbe entrare in vigore a partire dal 2007.35
Il nuovo modello è stato criticato perché poco efficiente e scarsamente ridistributivo.36 Il sistema di risk-structure adjustment non riuscirebbe a evitare del tutto gli sprechi a causa delle difficoltà incontrate del legislatore nell’ovviare al compromesso tra la selezione dei rischi e i costi eccessivamente alti del risk adjustment.37
Inoltre, le casse mutua malattia non sono sistemi a capitalizzazione. Un giovane assicurato verserà un contributo superiore alla media delle spese mediche all’interno della sua fascia d’età, mentre un anziano pagherà di meno rispetto alla media della sua coorte. Si ha così un trasferimento diretto dai giovani agli anziani e, quando interviene un declino delle nascite, i contributi sono destinati ad aumentare. Ne consegue che il sistema non è sostenibile, nel senso che non garantisce che ogni generazione versi lo stesso importo per ottenere i medesimi servizi.38
Alla luce di questi problemi, alcuni autori guardano al modello della trasferibilità degli accantonamenti per la vecchiaia correlati ai rischi come a un possibile elemento di riforma del settore delle assicurazioni malattia pubbliche in Germania.39 Ma la trasformazione del sistema delle casse mutua malattia in un mercato di assicurazioni private in concorrenza reciproca rappresenterebbe comunque, almeno dal punto di vista politico, un risultato notevolmente più difficile da ottenere. Due aspetti secondari riguardano la distinzione tra assicurazione e ridistribuzione40 e i problemi che verosimilmente emergeranno quando si cercherà di privatizzare gli enti pubblici interessati. Il sistema degli accantonamenti per la vecchiaia correlati al rischio dovrebbe quindi sostituire il regime del risk-structure-adjustment. Durante tali riforme occorrerà tenere conto delle differenze esistenti tra le strutture dei rischi risultanti dall’evoluzione storica delle casse mutua malattia.
Le difficoltà principali insite in una trasformazione di questa portata riguardano l’indebitamento implicito del sistema previdenziale tedesco, finanziato tramite ritenute alla fonte. Mentre in questo regime sono i contributi delle generazioni future a ridurre i premi, in un sistema a capitalizzazione ciascun assicurato accantona quote di risparmio cautelativo. Di conseguenza, nel passaggio da un sistema all’altro è necessario disporre di un fondo capitale sufficiente a soddisfare le richieste dei contribuenti attuali. Dunque occorrerebbe convertire l’indebitamento implicito delle casse mutua malattia in debito pubblico. Il fondo capitale stesso dovrebbe essere disponibile a un dato momento, cioè quando le casse mutua malattia vengono privatizzate. Ad ogni modo, il finanziamento del fondo rappresenterebbe una sfida importante dal punto di vista ridistributivo e dell’efficienza del sistema: occorre stabilire quale sarà la generazione chiamata ad ammortizzare il debito pubblico, probabilmente una decisione difficile per ragioni politiche ed economiche. Che impatto avrà la conversione dell’indebitamento implicito in debito pubblico sull’efficienza dei mercati finanziari? Ultimo ma non meno importante, bisogna considerare che sono già anni che la Germania non rispetta i limiti del debito pubblico previsti dal trattato di Maastricht.
Finora a questi problemi non è stata trovata soluzione ma, nonostante le difficoltà, si dovrebbe ricordare che esistono diritti acquisiti che vanno rispettati: in caso di riforma vi sarà un aumento del debito pubblico. Ciò detto, a differenza di quanto avviene oggi, il nuovo sistema non sarebbe così legato agli sviluppi demografici, mentre il meccanismo del risk adjustment previene le inefficienze residue dovute all’applicazione di modelli basati sul risk-structure-adjustment. Se non si abbandonano le ritenute alla fonte, o aumentano i tassi di contribuzione o si riduce il ventaglio dei servizi resi. Da questo punto di vista, il modello qui illustrato potrebbe rappresentare (almeno in teoria) una possibilità da tenere in considerazione nella riforma delle assicurazioni malattia pubbliche in Germania.


21 Cfr. van de Ven (2001, p. 93) o Kifmann (200, p. 578), i quali adottano la stessa argomentazione in contesti analoghi.
22 Unabhängige Expertenkommission (1996, p. 46).
23 Cfr. Donges et al. (2002, p. 53).
24 Cfr. Cochrane (1995).
25 Ibid.
26 Cfr. Hayek (1960, p. 286).
27 Nel 2000 il paragrafo 12 comma 4a della legge per la supervisione delle assicurazioni (VAG) ha adottato un ricarico del 10% sui premi al fine di ottenere un controllo più efficiente della maggiorazione dei premi a carico degli assicurati, dato che il mercato assicurativo privato tedesco non permetteva più a molti pensionati di farvi fronte. Cfr. anche Unabhängige Expertenkommission (1996, p. 12).
28 Unabhängige Expertenkommission (1996, p. 46), Meier (2003, p. 15).
29 Cfr. anche Monopolkommission (1998, p. 343).
30 Cfr. i paragrafi 2 e 5 della Kalkulationsverordnung (normativa per il calcolo).
31 Meyer (1992, p. 193).
32 Milbrodt (2004).
33 Non è questo il luogo per addentrarsi nei dettagli di quest’analisi. Per una discussione più approfondita cfr. Jankowski (2006). Sembra che la ragione principale per cui non si è proceduto al trasferimento degli accantonamenti per la vecchiaia sia stata la volontà di evitare “un’eccessiva” corsa ai clienti già assicurati presso una compagnia privata. Per ulteriori informazioni e per avere una panoramica storica sull’evoluzione del mercato delle APM in Germania, cfr. Terhorst (2000). 34 Casse et al. (2001).
35 Busse and Riesberg (2004, p. 196).
36 Il dibattito sulla riforma delle assicurazioni malattia pubbliche in Germania è descritto, per esempio, da Breyer (2005).
37 Cfr. Selden (1998, p. 175).
38 Per un’analisi dell’impatto dell’invecchiamento della popolazione sulla sostenibilità dei mercati delle assicurazioni malattia pubbliche e sulle politiche fiscali di quattro Paesi, cfr. Hagis et al. (2005).
39 Per esempio, cfr. Monopolkommission (1998), Donges et al. (2002) e Jankowski (2006).
40 Breyer (2005).


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