QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

Il risk-adjustment nei contratti di assicurazione malattia di lungo periodo in Germania

3. La trasferibilità degli accantonamenti per la vecchiaia correlati al rischio

Quello sulla possibilità di trasferire gli accantonamenti per la vecchiaia non è un dibattito recente. Meyer12 è stato il primo a dimostrare che sarebbe stata possibile una maggiore efficienza se gli accantonamenti, come li conosce il mercato delle assicurazioni private in Germania, fossero proporzionali al rischio individuale e fossero resi trasferibili in caso di cambio di compagnia assicurativa.13 Si consideri l’esempio che segue, fermo restando il regime di assicurazioni malattia private vigente in Germania come descritto al paragrafo precedente. Se un assicurato viene classificato come soggetto ad alto rischio, per esempio a causa di un incidente o di una malattia cronica, la quota media degli accantonamenti non sarà più sufficiente a coprire le maggiori spese previste in futuro per le cure mediche. Fintanto che questa persona manterrà la polizza originale con l’assicuratore A, in seno alla totalità degli assicurati, saranno i soggetti caratterizzati da un livello di rischio inferiore a coprirne le spese future. Effettivamente, è questa la funzione contratti di assicurazione di lungo periodo. Tuttavia, oggi, chi rescinde la polizza con l’assicuratore A per sottoscriverne un’altra con il concorrente B, pur trattandosi di un’assicurazione di lungo periodo, è costretto a versare un premio notevolmente maggiore a B perché gli accantonamenti per la vecchiaia non possono essere trasferiti. Così, nel sistema tedesco delle assicurazioni malattia private i contratti di lungo periodo non vengono applicati per intero. Un assicurato con alti livelli di rischio che decide di cambiare compagnia di assicurazione invece di conservare la polizza originaria si troverà a incorrere in una perdita finanziaria.
Per quanto concerne l’adozione di contratti di lungo periodo, ipotizziamo che l’assicuratore A debba trasferire gli accantonamenti per la vecchiaia all’assicuratore B. In questo modello, per evitare la selezione dei rischi è necessario modificare gli accantonamenti in base alle condizioni di salute. I fondi trasferiti a B per la copertura di un livello di rischio basso sono inferiori alla media, mentre quelli relativi ai rischi elevati sono superiori. Più nello specifico, dati il premio dell’assicuratore A e le condizioni di salute dell’assicurato X, l’accantonamento per la vecchiaia rispecchierà la differenza tra i costi attesi e le previsioni di spesa futura di X. La differenza tra l’accantonamento medio e l’importo inferiore nel caso di un basso livello di rischio può essere considerato un indennizzo per le maggiori spese attese in virtù dell’alto livello di rischio assicurato. È solo tramite questa compensazione interna al vecchio gruppo degli assicurati che gli individui a basso rischio in procinto di cambiare assicuratore riescono a coprire le previsioni di spesa degli assicurati (ad alto rischio) che invece rimangono nel programma originario.14
Se la polizza di A viene rescissa da un assicurato ad alto rischio, si trasferisce a B un accantonamento per la vecchiaia correlato al rischio e rispecchiante le maggiori previsioni di spesa. Il premio di B viene calcolato sulla base delle nuove informazioni relative alle condizioni di salute dell’assicurato e del (maggiore) accantonamento per la vecchiaia che ne discende. A parità di competenze tecnologiche e completezza delle informazioni, in un mercato equilibrato i premi dei diversi assicuratori non differiscono. Se variano le competenze tecnologiche, le differenze tra i premi saranno dovute solamente ai diversi gradi di efficienza produttiva e alla qualità dei servizi sanitari forniti dall’assicuratore. In ogni caso, esse non dipendono dalle condizioni di salute dell’assicurato, rendendo così possibili i contratti di lungo periodo.15 Le domande cruciali da porsi in caso di informazioni incomplete sono le seguenti: le compagnie assicurative hanno la possibilità di calcolare male gli accantonamenti per l’età e hanno interesse a farlo? Dispongono delle informazioni necessarie per tenere conto dei rischi? I paragrafi che seguono illustrano come la correlazione al rischio degli accantonamenti per la vecchiaia rimane non solo possibile in caso di incompletezza dell’informazione, ma si dimostra anche una maniera efficace per evitare la selezione dei rischi.16

3.1 Correlazione ottimale al livello di rischio: il punto di vista dell’assicuratore

Anche se tutti gli assicuratori dispongono di informazioni sufficienti per correlare gli accantonamenti per la vecchiaia al rischio individuale, potrebbero comunque essere incoraggiati ad affermare che l’assicurato gode di ottima (o pessima) salute per calcolare un accantonamento errato sulla base della documentazione medica disponibile. Ciò è vero nel caso in cui non sia possibile contestare le condizioni di salute e il relativo accantonamento per la vecchiaia.17 Ciononostante dimostreremo che gli assicuratori hanno tutto l’interesse di calcolare correttamente un accantonamento per la vecchiaia correlato al livello di rischio individuale.

3.1.1. Correlazione degli accantonamenti per la vecchiaia al livello di rischio e qualità delle cure

Innanzitutto ipotizziamo che tutti gli operatori forniscano servizi assicurativi e sanitari del medesimo livello qualitativo. Se un assicurato X ad alto livello di rischio rescinde il contratto con l’assicuratore A, per quest’ultimo la scelta tra conservare la polizza e trasferire l’accantonamento per la vecchiaia sarà completamente indifferente, ovviamente purché la somma trasferita sia pari alla differenza tra il valore corrente delle spese mediche previste e i premi attesi. Se l’assicuratore A invogliasse l’assicurato18 ad alto rischio19 a rescindere la polizza concedendo un accantonamento più elevato, finirebbe per perdere soldi. L’assicuratore potrebbe anche calcolare un accantonamento inferiore per guadagnare di più se l’assicurato passa a un’altra compagnia, ma X dovrebbe versare un premio più alto per la nuova polizza con l’assicuratore B a causa dell’accantonamento ridotto e dell’elevato livello di rischio. Naturalmente X rescinderà la vecchia polizza esclusivamente nel caso in cui abbia l’opportunità di migliorare la propria situazione, il che sarebbe possibile solo se il premio destinato a B risultasse almeno marginalmente inferiore alla somma precedentemente richiesta da A. Consapevole di questo fatto, A aumenterà l’accantonamento per la vecchiaia finché continuerà ad essere possibile ottenere un introito marginale dagli assicurati ad alto rischio che decidono di non rescindere le proprie polizze. Di conseguenza, l’accantonamento per la vecchiaia correlato al rischio può essere visto come il prezzo da pagare per “sbarazzarsi” degli assicurati ad alto rischio. A parità di competenze tecnologiche, la somma che A è disposto a trasferire a B deve essere solo marginalmente inferiore alla differenza tra le spese previste in futuro e i premi attesi in relazione all’assicurato X.
Questo stato di cose rimarrà invariato fintantoché gli assicuratori non avranno la possibilità di fornire servizi assicurativi o sanitari di qualità diversa, cioè fino a quando le assicurazioni rimarranno un prodotto omogeneo.
Partendo dall’assunto che la qualità è importante, la selezione dei rischi diventa probabile nel momento della rescissione di un contratto qualora le compagnie assicurative godano della libertà di stabilire in quel preciso momento gli accantonamenti per la vecchiaia. Gli assicurati che ricevono un accantonamento eccessivamente basso rescinderanno la polizza con A solo se effettivamente insoddisfatti. Nel loro caso, l’obbligo di versare un premio più alto a B sembrerà accettabile. A potrebbe favorire un simile sviluppo offrendo ulteriori “incentivi” volti a influenzare determinati gruppi e indurli a effettuare il trasferimento. Per esempio, si può ridurre la qualità delle cure mediche o di altri servizi per spingere l’assicurato a trasferire la polizza anche se paga di più.20
L’assicuratore può riuscire a individuare gli assicurati particolarmente insoddisfatti dei servizi sanitari. In un contesto di gestione delle cure, per esempio, chi fornisce la copertura assicurativa potrebbe influenzare il processo della selezione dei rischi offrendo servizi di qualità superiore in settori di particolare rilevanza per alcuni gruppi di assicurati. Ad esempio, per le giovani coppie intenzionate ad avere figli il problema è evidente: si presume che queste persone siano interessate a ricevere determinati servizi, come assistenza ostetrica e pediatrica di alta qualità, e si aspettano che il loro assicuratore A agisca di conseguenza. Da parte sua, A può presumere che, se sufficientemente insoddisfatta dei servizi resi, la coppia sia disposta ad accettare l’aumento del premio assicurativo proposto da un possibile nuovo assicuratore B. Il trasferimento di un accantonamento per la vecchiaia eccessivamente basso rispetto alle condizioni di salute della coppia determinerebbe per A una posizione di vantaggio: gli assicurati possono essere spinti ad uscire dal portafoglio clienti, il che alla compagnia di A ovviamente non dispiacerebbe. La rimanenza degli accantonamenti per la vecchiaia risulterà probabilmente più alta di quanto necessario per coprire le spese future dell’utenza rimanente: l’assicuratore A può dunque utilizzare questa eccedenza per ridurre i premi degli assicurati che rimangono.

11 Alcune polizze vengono rescisse dopo due anni dalla sottoscrizione perché l’assicurato riceve un’offerta migliore da parte della concorrenza. Se gli accantonamenti per la vecchiaia fossero trasferibili, si dovrebbe avere un calo dei premi versati ai nuovi assicuratori. Sarebbe anche possibile rescindere una polizza a seguito del rientro nel sistema di assicurazione sociale obbligatoria, per esempio se si cambia lavoro.
12 Meyer (1992).
13 Cfr. anche Monopolkommission (1998), Sachverständigenrat (2002), Donges et al. (2002), Meier (2003), Eekhoff (2005).
14 Meyer (1992, p. 192 e segg.).
15 Cfr. per esempio Meier (2003, p. 9).
16 Ibid.
17 Ibid.
18 Lo stesso meccanismo si applica agli assicurati a basso rischio.
19 Cfr. Meyer (1992, p. 197) e, per un’analisi più in dettaglio, Eekhoff (2005).
20 Per una panoramica delle diverse strategie di selezione dei rischi, cfr. van de Ven and van Vliet (1992) e van de Ven (2001).


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