QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

L’invecchiamento demografico in Italia: verso un miglioramento della relazione tra età e lavoro

2.3. I differenziali regionali

Pur se con una comune e netta tendenza al progressivo invecchiamento demografico, le regioni italiane non presentano il medesimo livello di manifestazione del fenomeno: in particolare le regioni meridionali, nelle quali la discesa della fecondità è stata più lenta, presentano un minor grado d’invecchiamento (a causa di un ridotto apporto dal basso). Verosimilmente, però, i guadagni di fecondità che si realizzeranno saranno attribuibili, soprattutto nel futuro più immediato, alle regioni del Centro e del Nord (tendenza già visibile), nelle quali la maggiore stabilità lavorativa delle donne (testimoniata dai tassi di occupazione femminile più elevati) permetterà un recupero in età più avanzate (oltre i 30 e fino ai 40 anni) della fecondità persa in età giovane. Le regioni nelle quali si ha la maggiore quota di popolazione anziana sul totale regionale sono tutte centro-settentrionali: Liguria (26,6%), Toscana e Umbria (23,3%), Emilia Romagna (22,8%). Le regioni più giovani sono, invece, tutte meridionali: Campania (15,3% di anziani), Puglia (17,3%), Sardegna (17,6%), Sicilia (18,0%). Analoghi equilibri si registrano osservando i valori degli indici di struttura. Pare opportuno rilevare che la Campania è l’unica regione italiana ad avere un valore di indice di vecchiaia inferiore a 100 (in corrispondenza del quale c’è esattamente 1 anziano per ogni giovanissimo), mentre la Liguria è l’unica regione ad avere valore superiore a 200 (in corrispondenza del quale il numero di anziani è esattamente doppio rispetto a quello dei giovani).

Tabella 3: Indicatori demografici dell’invecchiamento per regioni e ripartizioni (2005)
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Fonte: dati Istat, 2006.

Le differenze territoriali possono essere efficacemente presentate attraverso le seguenti cartografie, costruite allo scopo di mostrare come il processo di invecchiamento sia più acuto nelle regioni del nord e del centro e meno intenso nelle regioni meridionali, con Liguria e Campania come regioni estreme.

Figura 1: Valore dell’indice di vecchiaia nelle regioni italiane
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Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat, 2006

Figura 2: Valore dell’indice di dipendenza anziani nelle regioni italiane

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Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat, 2006

Figura 3: Valore dell’indice di dipendenza strutturale nelle regioni italiane

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Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat, 2006

Figura 4: Età media della popolazione nelle regioni italiane
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Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat, 2006


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