QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

Il pensionamento progressivo negli USA: chi lo sceglie e a che scopo?

2.3 Flessibilità sul lavoro

L’aumento dei lavoratori anziani, accompagnato dalla concomitante diminuzione di quelli più giovani, il miglioramento delle condizioni di salute, determinati cambiamenti istituzionali e, in alcuni casi, le necessità economiche perduranti nella terza età sono tutti fattori suscettibili di determinare il prolungamento della vita lavorativa degli americani. Se il fenomeno si fa evidente, potrebbe incoraggiare la modifica delle norme che regolano il pensionamento e il concetto stesso di pensione. L’idea di un’età pensionabile stabilita e uguale per tutti ha ceduto il passo a un’ampia varietà di accordi aziendali relativi ai lavoratori anziani (Wiatrowski, 2001). I dati indicherebbero un aumento dei “lavori transitori”, cioè dei contratti a tempo determinato o parziale che facilitano la transizione dalla piena occupazione al pensionamento. Che lo facciano volontariamente o perché obbligati, dopo essere andati in pensione molti anziani continuano a lavorare presso un’azienda diversa da quella per cui hanno lavorato tutta la vita (Quinn and Kozy, 1996).
Inoltre, l’orario di lavoro flessibile sta diventando sempre più comune: nel 2004 il 28% degli assunti a tempo pieno oltre i 20 anni d’età sfruttava questa opportunità, quando nel 1985 erano solo il 12% (U.S. Department of Labour, 2004: Tabella A).5 Nel 2004 il 27% dei lavoratori di età compresa tra i 55 e i 64 anni disponeva di un orario di lavoro flessibile, percentuale che passava al 35% tra gli ultrasessantacinquenni (U.S. Department of Labour, 2004: Tabella 1). La maggiore flessibilità dell’orario di lavoro può dunque contribuire all’adozione dei programmi di pensionamento progressivo.

2.4 Il ruolo delle politiche statali

Esistono diverse proposte politiche che potrebbe far crescere le opportunità lavorative per gli anziani: si pensi all’aumento della soglia minima per il pensionamento e/o il prepensionamento in seno alla previdenza sociale, all’indicizzazione di tale soglia minima in relazione alla speranza di vita, alla possibilità di attribuire a Medicare la responsabilità principale per la copertura delle prestazioni sanitarie dei lavoratori che hanno superato i 65 anni d’età, all’eliminazione delle misure che nei piani pensionistici impediscono di maturare ulteriori prestazioni dopo aver raggiunto l’età pensionabile, al miglioramento dell’offerta formativa per il lavoratori anziani, alla maggiore applicazione delle norme contro le discriminazioni sul luogo di lavoro basate sull’età, come l’Age Discrimination in Employment Act (Rix, 2004).

3. Panoramica sulle ricerche disponibili

3.1. Fattori determinanti per il prolungamento della partecipazione alla popolazione attiva da parte degli anziani

Le ricerche relative ai fattori determinanti per il prolungamento della partecipazione alla popolazione attiva da parte degli anziani forniscono le basi per la metodologia seguita nel presente studio. Gli esperti hanno identificato un insieme di fattori che possono influenzare la decisione di continuare a lavorare da parte degli anziani americani, ivi comprese caratteristiche individuali, famigliari e professionali.

3.1.1 Caratteristiche individuali

• A causa degli svantaggi registrati in termini di capitale umano, opportunità di lavoro e profilo sanitario, i membri anziani della popolazione di colore, ispanica e femminile si trovano a dover lasciare la propria occupazione contro la propria volontà più frequentemente dei maschi bianchi e spesso i periodi di disoccupazione che ne derivano conducono a uno stato di “pensionamento” indesiderato o all’espulsione coatta dal mondo del lavoro (Flipen e Tienda, 2000).
• Chi ha un livello di istruzione elevato continua a lavorare anche in età avanzata (Haider and Loughran, 2001). L’impatto negativo della scarsa scolarità sulla partecipazione alla popolazione attiva risulta maggiore per le donne che per gli uomini e per i neri che per non-neri (Williamson e McNamara, 2001).
• I soggetti che godono di condizioni di salute migliori continuano a lavorare anche in età avanzata (Haider e Loughran, 2001; Quinn et al., 1998).
Al contrario, eventuali problemi di salute possono far tornare sulla decisione di prolungare la vita lavorativa (Dwyer, 2001; Haider e Loughran, 2001) e indurre a optare per il pensionamento (Reitzes et al., 1998).

3.1.2 Caratteristiche familiari

• Reddito e patrimonio sono fattori importanti che entrano in gioco quando si decide dell’eventualità di continuare a lavorare, ma gli effetti che hanno sono diversi. Le maggiori dimensioni del patrimonio spiegano perché storicamente si assiste al calo della partecipazione alla popolazione attiva da parte dei maschi anziani (Costa, 1998). Tuttavia, proprio i soggetti più ricchi hanno maggiori probabilità di lavorare in età avanzata (Haider e Loughran, 2001). Chi è benestante riesce ad attenuare il calo del reddito da lavoro attingendo a fonti diverse del proprio patrimonio.
• Le dimensioni del nucleo familiare influenzano la decisione di continuare a lavorare in età avanzata. Si è visto che la propensione al pensionamento è inversamente proporzionale al numero di figli, che a sua volta può tradursi in obblighi economici derivanti dal fatto di avere persone a carico. La presenza di figli aumenta la probabilità di continuare a lavorare più per le donne che per gli uomini (Reitzes et al., 1998; Gustman e Steinmeier, 1994).

3.1.3 Caratteristiche del lavoro

• È probabile che i soggetti impegnati in lavori usuranti vadano in pensione prima degli altri lavoratori (Hayward et al., 1989).
• È stato riscontrato un collegamento tra la posticipazione del pensionamento e le professioni più complesse, che richiedono maggiore creatività e sono caratterizzate da compiti meno ripetitivi (Reitzes et al., 1998; Hayward et al., 1989).
• La flessibilità sul lavoro è un incentivo a continuare, in parte perché rende più soddisfacenti i compiti dei dipendenti (Reitzes et al., 1998; Hurd e McGarry, 1993). Queste caratteristiche dell’occupazione (impegno fisico, flessibilità e aspetti finanziari), agendo sul livello di soddisfazione del lavoratore, influenzano le decisioni relative alla prosecuzione della vita professionale (Mueller et al., 1994).
• I lavoratori che partecipano a piani pensionistici a contributi definiti in genere vanno in pensione dopo quelli che usufruiscono di piani di assegni definiti (Frieberg e Webb, 2000).
• Benché la copertura sanitaria fornita dal datore di lavoro contribuisca a rimandare il pensionamento, anche la disponibilità di un’assicurazione malattia durante la pensione permette di fare previsioni in questo senso (Gruber e Madrian, 2002). Per esempio, esiste uno studio che ha rilevato che se l’azienda fornisce la copertura sanitaria ai pensionati, la percentuale di abbandoni per pensionamento aumenta del 2% annuo in caso di condivisione dei costi assicurativi tra datore di lavoro e dipendente, e del 6% annuo qualora il datore di lavoro si faccia pienamente carico dell’assicurazione malattia (Blau e Gilleskie, 2001). Di norma la decisione di uscire dal mondo del lavoro viene influenzata dall’interazione tra le prestazioni sanitarie destinate ai pensionati e la disponibilità di una pensione privata (Wise, 1997).
• Secondo una ricerca condotta sull’auto-valutazione dei casi di discriminazione basata sull’età, i lavoratori che se ne dicono più colpiti hanno maggiori probabilità di abbandonare il proprio datore di lavoro e meno probabilità di continuare a lavorare (Johnson e Neumark, 1997).

5 I dati si riferiscono a disoccupati e occupati economicamente attivi del settore privato. La tendenza rimane invariata anche se si utilizzano numeri diversi. Se si contano i lavoratori economicamente attivi, i pensionati e gli altri beneficiari, i piani pensionistici di assegni definiti coprivano quasi 38 milioni di americani nel 1980, diventati 41 milioni nel 1999. I lavoratori e i beneficiari affidati ai piani di contributi definiti sono invece aumentati da quasi 20 milioni di individui nel 1980 a oltre 60 milioni nel 1999 (U.S. Department of Labour, 2004: Tabelle E1, E5).


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