QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

Archivio di febbraio, 2007

Quaderno n.7 / Febbraio 2007: Verso il nuovo welfare: obiettivi e strategie

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Editoriale
Orio Giarini e Mara Tagliabue

Il pensionamento flessibile in Europa
Elsa Fornero e Chiara Monticone

I problemi aperti nella previdenza complementare italiana
Marcello Messori

Il pensionamento progressivo negli USA: chi lo sceglie e a che scopo
Yung-Ping Chen e John C. Scott

Una montagna troppo lontana? La saga dei conti individuali previdenziali negli Stati Uniti
Sheila Bair

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Il risk-adjustment nei contratti di assicurazione malattia di lungo periodo in Germania

Riassunto

Sul mercato tedesco delle assicurazioni malattia private (AMP), nel caso dei contratti di lungo periodo si ricorre ad accantonamenti per la vecchiaia per ridurre l’incremento del premio correlato all’età. Attualmente, gli accantonamenti non vengono trasferiti nel caso in cui l’assicurato passi a una compagnia assicurativa diversa. In questo modo l’assicurato non è incentivato a rescindere la vecchia polizza perché con un nuovo contratto si troverebbe a pagare un premio più alto per i medesimi servizi a causa dell’età più avanzata e della perdita degli accantonamenti per la vecchiaia. Da tempo in Germania si discute della possibilità di rafforzare la concorrenza sul mercato delle AMP. La questione principale è se il trasferimento degli accantonamenti per la vecchiaia comporti la selezione dei rischi oppure no.
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I portafogli delle famiglie 1995-2004 e la previdenza nei principali paesi OCSE. Primi segnali di convergenza verso veicoli a più lungo termine?

1. Introduzione

Come ben mostrato in numerosi contributi a questa rivista, nella maggior parte dei paesi europei le famiglie non appaiono preparate ad affrontare la responsabilità della salvaguardia dei livelli di vita nella vecchiaia che le sfide demografiche e il minor impegno dello Stato e delle grandi imprese hanno trasferito sulle loro spalle. Certamente, le sfide poste dall’allungamento del ciclo vitale sono così ampie da richiedere soluzioni articolate e flessibili sia in direzione del prolungamento della vita lavorativa, sia nel senso della ottimizzazione del risparmio al medio-lungo termine.
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Lavoro e salute in età avanzata: l’influenza reciproca

1. Introduzione

Nel contesto del dibattito europeo sull’invecchiamento, un ruolo centrale è ricoperto dall’evoluzione delle condizioni di salute della popolazione e in particolare dell’equilibrio tra durata e qualità della vita: il prolungamento della vita individuale viene accompagnato da un miglioramento della qualità? E che cosa si intende per “qualità” del periodo vissuto?
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L’invecchiamento demografico in Italia: verso un miglioramento della relazione tra età e lavoro

1. Introduzione

Uno dei processi di maggiore rilievo in corso nei paesi industrializzati è certamente quello dell’invecchiamento demografico, non solo per le conseguenze che esso avrà sulla struttura e sulla composizione delle popolazioni interessate, ma anche e soprattutto per le implicazioni di natura sociale ed economica. Il grado di problematicità conseguente al processo di invecchiamento dipenderà in maniera forte dal modo in cui i governi e i soggetti economici saranno in grado di guardare agli effetti del processo stesso, mitigando quelli indesiderati attraverso l’attuazione di strumenti ad hoc e cogliendo le opportunità, laddove presenti. Appare dunque necessario individuare un punto di equilibrio tra l’inevitabilità di alcune dinamiche demografiche e le necessità imprescindibili dei sistemi economici (Stranges, 2006, p. 123).
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Un commento: tra pensione e vecchiaia il passo è lungo!

La moderna transizione demografica ha trovato nelle società sviluppate le due più accentuate caratterizzazioni: da una parte la forte diminuzione della fecondità e dall’altro l’allungamento della vita fino ai limiti estremi oggi conosciuti. Il marcato invecchiamento della popolazione ne è il risultato, configurandosi come uno dei maggiori progressi e al tempo stesso come problema per eccellenza delle società moderne.
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L’occupazione degli anziani: possiamo imparare dal Giappone?

1. Contenuti

In Giappone il livello di occupazione degli anziani, anche di chi ha oltrepassato l’età pensionabile, risulta molto elevato. La causa è stata individuata nel vigente sistema dell’impiego a vita e nei regimi che prevedono trasferimenti e demansionamenti volti a ridurre gli stipendi dopo che i lavoratori hanno superato la mezza età. Il presente articolo sottolinea anche il ruolo svolto dalla struttura dell’industria giapponese e l’importanza delle numerose occupazioni relativamente protette ma improduttive. Inoltre, si mette in dubbio la sopravvivenza stessa del sistema dell’impiego a vita, dimostrando come vengano introdotti sistemi di prepensionamento analoghi a quelli occidentali per reagire ad un periodo prolungato di recessione. A ciò si aggiunga che esistono elementi esterni che spingono verso la deregolamentazione, minando la capacità di assorbire manodopera anziana da parte dei settori protetti. Come i loro omologhi occidentali, i datori di lavoro giapponesi tendono a liberarsi degli anziani ma, di fronte allo sviluppo demografico attuale, tutti gli imprenditori dovranno imparare a utilizzarli meglio.
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Lavorare oltre i 60 anni: aspetti fondamentali e raccomandazioni

Riassunto

Questo articolo dedicato al lavoro oltre i 60 anni consiste innanzitutto in una breve panoramica su alcuni aspetti e risultati illustrati in un volume pubblicato di recente dall’autore, in cui si dimostra come i vincoli demografici e pensionistici possano rappresentare una sfida costruttiva alla luce dei nuovi scenari sociali e occupazionali, oltre ad analizzare il modo in cui la riduzione dell’orario lavorativo e la promozione della gestione dell’età possono contribuire al prolungamento della vita lavorativa.
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Una montagna troppo lontana? La saga dei conti individuali previdenziali negli Stati Uniti

Riassunto

In quanto regime che prevede la ritenuta alla fonte, nel lungo termine la previdenza sociale si scontra con sfide importanti dovute al rapido aumento dei pensionati, al mancato rialzo dei tassi di fecondità e all’incremento della longevità. Purtroppo, negli Stati Uniti il dibattito sui possibili rimedi alla crisi della previdenza pubblica è stato caratterizzato da un muro contro muro. I repubblicani, guidati dall’amministrazione Bush, si sono dichiarati a favore di un parziale finanziamento anticipato del sistema previdenziale tramite la creazione di conti individuali su base volontaria e una graduale diminuzione dell’indice utilizzato per definire le prestazioni iniziali per i lavoratori ad alto reddito.
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Il pensionamento progressivo negli USA: chi lo sceglie e a che scopo?

1. Introduzione

La manodopera degli Stati Uniti sta invecchiando e continuerà a farlo anche se si tratta di uno sviluppo contrario rispetto alla tendenza storica. In America, il tasso di partecipazione alla popolazione attiva degli ultrasessantacinquenni ha continuato a diminuire nel periodo compreso tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta, toccando il 10,8% nel 1985, per poi risalire al 12,8% nel 2000. Si prevede che entro il 2015 oltre il 16% della popolazione con oltre 65 anni d’età farà ancora parte della popolazione attiva (Toossi, 2001; 2004). L’età media dei lavoratori è aumentata da 34,6 anni nel 1982 a 40 anni nel 2002.
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