QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

Archivio di luglio, 2006

Le pensioni e il lavoro a tempo parziale in Svezia

1. Introduzione

Tra il 1976 e il 2001 la Svezia ha adottato un particolare regime pensionistico, che prevede il part-time previdenziale in relazione al pensionamento per anzianità, per vecchiaia e per invalidità. Il regime pensionistico parziale ha riscosso notevole successo, registrando un alto tasso di adesioni, anche se è stato criticato perché troppo costoso. Nell’ambito della riforma delle pensioni di anzianità del 1994, il regime a tempo parziale è stato reso meno generoso, per poi essere abolito del tutto nel 2001. Le altre due possibilità di conciliare lavoro e pensione hanno continuato ad esistere. Lo studio si propone di evidenziare che, quando hanno l’opportunità di scelta, le persone tendono a preferire un lavoro part-time piuttosto che un’attività full time o il pensionamento.

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La sostenibilità finanziaria dei sistemi di protezione sociale (in particolare in relazione alle prestazioni di pensione)

1. Introduzione

Il fatto che i gravi problemi che attanagliano il sistema di protezione sociale europeo spesso non ricevano l’attenzione che meritano non rappresenta una conseguenza della diversità dei vari punti di vista politici e culturali. Al contrario, il fenomeno è più direttamente correlabile alla completa perdita di qualsivoglia contatto con la realtà. Questo stato di alterazione sta mettendo a repentaglio il benessere della società odierna e, quel che è più grave, delle generazioni future. I governi europei ne sono consapevoli; in genere, si dimostrano però riluttanti a far proprie proposte impopolari, per quanto necessarie, in grado di riequilibrare il rapporto tra produzione e consumo delle risorse.
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Editoriale


“… un uomo di sessantaquattro anni… non si dovrebbe, con tanta incosciente leggerezza, chiamare vecchio, come sarebbe stato usuale in quelle epoche in cui i denti cominciavano a cadere a trent’anni e le prime rughe apparivano a 25… al giorno d’oggi la vecchiaia, quella autentica… sarà solo dopo gli ottant’anni che comincerà…”

da La Caverna, di José Saramago (premio Nobel per la letteratura, 1998)

Come abbiamo già varie volte rilevato, si fa riferimento quasi sempre al fenomeno dell’allungamento della durata di vita, riducendolo a una questione di INVECCHIAMENTO, che comporta implicitamente la perdita più o meno graduale dell’autonomia fisica e anche mentale degli individui. Tale perdita comporta chiaramente un grosso problema per il futuro del Welfare.
Il primo passo strategicamente vincente da fare, è di dare spazio e facilitare la presa di coscienza e la valorizzazione della fascia di età che comincia verso i sessanta anni e che si estende al di là degli ottanta, come periodo di SVECCHIAMENTO: cioè l’aumento, rispetto alle stesse classi di età del passato, della capacità di essere attivi e in ben miglior stato di salute.
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