QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

La mortalità differenziale: un fattore demografico di cui la riforma del sistema previdenziale non tiene conto adeguatamente

La minore intensità della correlazione inversa tra livelli d’istruzione e livelli di mortalità nel caso delle donne troverebbe la sua spiegazione nel fatto che l’incidenza del tumore alla mammella è positivamente associata con la posizione sociale, punto questo a sfavore per le donne con livello d’istruzione più elevata, e che le differenze di mortalità sono meno accentuate al Centro e al Sud rispetto al Nord.
Pur essendo profondamente mutato nel tempo il quadro nosologico — come del resto si diceva prima — e pur avendo i vari ceti sociali sperimentato il processo di riduzione della mortalità, è opinione diffusa che nei paesi sviluppati questo gradiente socio-economico della mortalità si sia sostanzialmente mantenuto nonostante i profondi cambiamenti interventi nella politica sanitaria e sociale. I primi sconcertanti risultati in questo campo risalgono al famoso rapporto Black (1980) per la Gran Bretagna6 che metteva clamorosamente in dubbio il presupposto che un sistema sanitario nazionale con accesso universale ed egalitario ai servizi, come quello allora vigente e poi realizzato in altri paesi fra cui il nostro, potesse costituire da solo lo strumento più idoneo, oltre che per migliorare lo stato di salute, per ridurre le disuguaglianze sociali in questo campo.

Tabella 2: Evoluzione della speranza di vita alla nascita e a 60 anni dall’inizio degli anni Sessanta alla soglia degli anni Novanta per genere e per regione
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Fonte: ISTAT, La mortalità differenziale secondo alcuni fattori socio-economici, Informazioni, n. 27, 2001

L’uguaglianza “teorica” d’accesso ai servizi sanitari non implica però un’uguaglianza “reale” del loro utilizzo perché ancora una volta i “messaggi” che provengono dal sistema sanitario vengono recepiti di più o di meno in relazione al livello d’istruzione e alla classe sociale.

6 Non si tratta ovviamente di un’anomalia inglese; risultati analoghi sono stati rilevati, sempre nello stesso periodo, in Olanda e in Svezia. In Francia le disuguaglianze sociali di fronte alla morte non sembrano essersi attenuate (Desplanques, G., 1993; Leclerc, A. et al., 2000).


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