QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

La mortalità differenziale: un fattore demografico di cui la riforma del sistema previdenziale non tiene conto adeguatamente

3. I tratti salienti della mortalità differenziale in Italia

La rivoluzione silenziosa che ha cambiato radicalmente il precedente regime di sopravvivenza sta dando a tutti o quasi la possibilità di vivere più a lungo — quindi i decessi avvengono sempre più in età senili o avanzate (Figura 3) — per cui l’evoluzione futura sarà condizionata dalle tendenze che si manifesteranno nell’ultima fase della vita, con riflessi importanti sul futuro invecchiamento della popolazione (Maccheroni, C., 2002). I tratti salienti di questo cambiamento emergono palesemente dal confronto fra le distribuzioni dei decessi secondo l’età alla morte ricavabili dalle tavole di mortalità del 2000 e del 1950-53. La Figura 3 evidenzia proprio sia l’avvenuto spostamento dell’evento morte verso età più avanzate1 sia il loro concentrarsi in un arco di età di ampiezza più ridotta rispetto al passato e queste tendenze possono essere inquadrati in due scenari differenti.
Secondo la cosiddetta teoria della “compressione della mortalità”,2 la prima a essere formulata (Fries, J., 1982 e 1989), la durata della vita media non può superare il limite degli 85 anni e man mano che i guadagni accumulati in termini di sopravvivenza avvicinano ognuno a questa soglia, si rafforzerebbe ulteriormente — rispetto a quanto si coglie dalla curva del 2000 della Figura 3 — il processo che porta a far convergere le età alla morte verso un intervallo ristretto; questo processo però non emerge nettamente perché vi sono anche individui dalle caratteristiche “eccezionali” che ora decedono in età molto avanzate. Per la teoria dell’“espansione della mortalità”3 (Meyrs, C.G. e Manton, K.G., 1984; Olshansky, S.J., et al. 1993) invece la longevità continuerebbe ad evolvere positivamente, lo confermerebbero sia le statistiche dell’età massima via via effettivamente raggiunta dai deceduti negli ultimi quarant’anni nei paesi sviluppati, età che si sposterebbe sempre più avanti, come pure la diminuzione della mortalità dei grandi anziani (80 anni e più); l’attuale trend decrescente della mortalità consentirebbe quindi alle future generazioni di vivere ancora più a lungo nel quadro di un’evoluzione che non esclude il processo precedente. Le esperienze recenti — tra l’altro la speranza di vita delle donne in Giappone è ormai di 84 anni — fanno però ritenere effettivamente “stretto” il limite assunto dalla prima delle due “teorie”; va sottolineato però che entrambe assumono implicitamente il perdurare per il futuro dell’attuale processo di sviluppo e progresso sulla scia dei più recenti successi messi a punto in tutti i campi e in quello bio-medico in particolare. Ben diverse le prospettive ipotizzate dagli scenari cosiddetti pessimistici che ritengono invece possibile un arretramento della speranza di vita per l’effetto combinato dell’insorgere di possibili epidemie anche più letali dell’AIDS, del verificarsi di catastrofi ambientali conseguenti al cambiamento climatico, del perdurare di una devastante depressione economica, ecc.
Fortunatamente la probabilità assegnata dagli studiosi al verificarsi di un simile scenario è però bassa (Vaupel, J.W., 2003), risulta quindi più verosimile l’ipotesi di un’evoluzione futura dei livelli di sopravvivenza nel quadro della teoria dell’“espansione della mortalità”; resta tuttavia intatta l’incertezza di ipotizzare su quali soglie potrà attestarsi la speranza di vita: anche in questo caso possiamo solo affidarci alle indicazioni degli esperti.

Figura 3: Confronto tra le curve dei decessi femminili tratti dalle tavole di mortalità del 1950-’53 e del 2000 (Italia)
maccheroni-fig-3.gif
Fonte: ISTAT, Tavole di mortalità, annate varie.

1 La scelta di limitare il confronto alle tavole femminili (Figura 3) deriva dal fatto che nel caso delle donne, proprio per la loro maggior longevità, il fenomeno è più accentuato.
2 Si tratterebbe della compressione delle età alla morte in un intervallo ristretto.
3 Si tratterebbe dell’avanzamento delle età alla morte.


Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8


Tag:,