QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

I compiti della COVIP nella riforma della previdenza complementare italiana

3. Le nuove attribuzioni della COVIP in materia di fondi pensione aperti

In primo luogo, è evidente che l’attribuzione alla COVIP dei compiti di dettare disposizioni in materia di trasparenza e di disciplinare le modalità di offerta al pubblico di tutte le forme complementari tenendo, peraltro, conto della disciplina sulla sollecitazione all’investimento nonché di vigilare sulle modalità di pubblicità, come disposto dall’art. 19, comma 2, lett. g), del decreto, determina il passaggio alla Commissione delle corrispondenti competenze ora esercitate dalla CONSOB per i fondi pensione aperti e dall’ISVAP per le forme pensionistiche individuali attuate mediante contratti di assicurazione sulla vita. I due casi vanno tuttavia considerati separatamente.
Per quanto riguarda i fondi pensione aperti, in virtù della entrata in vigore, il 14 dicembre scorso, della norma appena richiamata, il passaggio di competenze deve ritenersi già operante. Né interferiscono con questa lettura i contenuti della recente legge sulla tutela del risparmio e sulla disciplina dei mercati finanziari (l. 28 dicembre 2005, n. 262). Ancorché, infatti, tale legge abbia significativamente rivisto, nell’ambito di un complessivo riordino, le attribuzioni proprie delle Autorità di vigilanza, nella stessa non solo non compare alcuna norma che possa far dubitare della volontà di tornare sul quadro di vigilanza delineato con la riforma della previdenza complementare ma, al contrario, proprio in quel testo, all’art. 25, comma 3, è chiaramente ribadito come le competenze in materia di trasparenza e correttezza dei comportamenti per le forme pensionistiche complementari di cui all’art. 1, comma 2, lett. h), della Legge delega previdenziale sono esercitate dalla COVIP compatibilmente con le disposizioni per la sollecitazione del pubblico risparmio. Anche tale norma, inoltre, è già pienamente operativa, essendo entrata in vigore lo scorso 12 gennaio.
La legge sul risparmio, dunque, per quanto attiene alla vigilanza sui fondi pensione aperti si pone in evidente e assoluta coerenza con le scelte del Legislatore previdenziale.
Ciò premesso, va però detto che la mancata previsione di un periodo di transizione al nuovo assetto di vigilanza potrebbe dare luogo a talune difficoltà operative (si pensi, ad esempio, ai procedimenti in corso o di prossimo avvio). Può essere, allora, utile delineare un percorso che consenta di agevolare tale “passaggio”. Al riguardo, si ritiene importante che, soprattutto in questa fase, le due Autorità interessate ricerchino le opportune forme di coordinamento, come del resto previsto dalla citata legge n. 262/2005 quale regola istituzionale nei rapporti tra le Autorità indipendenti, allo scopo di definire con la maggiore efficacia e gradualità la transizione, a tutto vantaggio dei soggetti vigilati, evitando loro il rischio di difficoltà operative o maggiori oneri.
In ogni caso, indipendentemente dalle modalità con cui verrà a delinearsi il periodo “transitorio”, a partire dal 1° gennaio 2008, la COVIP dovrà essere in grado di esercitare a pieno le attribuzioni che le sono proprie, con riguardo a tutte le forme pensionistiche ricondotte alla sua competenza.
In vista di tale obiettivo, inoltre, è chiaro che le direttive che la Commissione deve emanare entro il mese di giugno 2006 ai sensi dell’art. 23, comma 3, d.lgs. n. 252/2005, per l’adeguamento da quella data delle forme complementari alla nuova normativa di settore, riguarderanno necessariamente anche i profili connessi alle modalità di raccolta delle adesioni da parte dei fondi pensione aperti.


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