QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

I compiti della COVIP nella riforma della previdenza complementare italiana

2. Le nuove attribuzioni della COVIP: aspetti generali

Tra le nuove competenze della COVIP spicca senz’altro quella di individuare — per così dire — il “campo di gioco” entro il quale i soggetti vigilati/gli operatori potranno esplicare la propria attività. Spetta infatti alla Commissione definire, al fine di assicurare il rispetto dei principi di trasparenza, comparabilità e portabilità, “le condizioni che (…) le forme pensionistiche complementari devono soddisfare per poter essere ricondotte nell’ambito di applicazione del (…) decreto” (art. 19, comma 2, lett. a). Si tratta di una attribuzione importante, la cui rilevanza va adeguatamente considerata non soltanto in relazione alle caratteristiche richieste alle forme che si affacceranno sul mercato dal 1° gennaio 2008 in poi ma anche con riferimento alle condizioni che le forme già esistenti e operanti dovranno rispettare se intenderanno proporsi per l’acquisizione di nuove adesioni o dei flussi di TFR da quella stessa data.
Bisogna, infatti, tenere presente che il Legislatore ha inteso indicare il 1° gennaio 2008 quale “spartiacque” tra la previdenza complementare di vecchia generazione e quella di nuova creazione, un po’ in analogia a quanto avvenuto nel 1992-1993, quando fu segnata una precisa linea di demarcazione tra fondi “preesistenti” e fondi nuovi, orientata — come sappiamo — a indirizzare lo sviluppo del mercato verso le forme istituite e operanti in piena conformità alla nuova disciplina di settore.
Conseguentemente, si è stabilito che, dal 1° gennaio 2008, soltanto le forme pensionistiche complementari che avranno provveduto agli adeguamenti richiesti dalla COVIP e avranno ricevuto le relative autorizzazioni o approvazioni da parte della Commissione stessa potranno ricevere nuove adesioni ed essere finanziate mediante conferimento del TFR (art. 23, comma 4).
Viene, inoltre, assegnata alla COVIP la competenza in materia di trasparenza delle condizioni contrattuali per tutte le forme pensionistiche complementari. Anche in questo caso, la novità va valutata in tutta la sua portata. La nozione di trasparenza che viene ora in gioco, infatti, non è semplicemente limitata all’ambito dell’informativa sul singolo strumento (fondo pensione negoziale o aperto ovvero polizza assicurativa), in sede di adesione e in corso di rapporto, ma viene espressamente estesa alla confrontabilità tra i vari prodotti. Nel nuovo contesto che va a delinearsi, la “trasparenza” diviene dunque un concetto che si arricchisce di significato, attraverso il richiamo dei principi, diversi ma intimamente connessi, di comparabilità dei costi e dei risultati di gestione e di portabilità delle posizioni individuali, tutti reputati, in un sistema che vuole divenire più concorrenziale, essenziali al fine di “tutelare l’adesione consapevole dei soggetti destinatari” (art. 1, comma 2, lett. e), n. 4), l. n. 243/2004).
Ancora, spetta alla medesima Autorità regolare, tenendo presente la disciplina sulla sollecitazione all’investimento, le modalità di offerta al pubblico di tutte le forme pensionistiche complementari, emanando disposizioni volte alla applicazione di regole comuni per tutte le forme, sia per la fase di raccolta delle adesioni sia per l’informativa periodica nel corso del rapporto, nonché di vigilare sui principi di trasparenza nei rapporti con gli aderenti e sulle modalità di diffusione dei messaggi pubblicitari.
La competenza della COVIP si amplia, altresì, in materia di approvazione di statuti e regolamenti delle forme pensionistiche. Sotto un primo aspetto, infatti, la Commissione è chiamata ad approvare i regolamenti delle forme pensionistiche individuali attuate mediante contratti di assicurazione sulla vita, la cui redazione, basata su direttive impartite dalla COVIP stessa, è ora imposta alle imprese di assicurazione dall’art. 13 del decreto. Sotto altro profilo, la medesima Autorità acquisisce il potere di chiedere di apportare ai suddetti statuti e regolamenti specifiche modifiche, fissando altresì un termine per l’adempimento.
Infine, tra le attribuzioni giunte a integrare l’ambito di competenze della Commissione, occorre ricordare il compito di esercitare, anche mediante ispezioni o richieste di esibizione di atti e documenti, il controllo sulla gestione tecnica, finanziaria, patrimoniale e contabile di tutte le forme pensionistiche complementari, tenendo conto dei criteri di investimento e di contabilizzazione alle stesse applicabili, nonché di definire le regole di esposizione nei rendiconti e comunicazione agli iscritti delle modalità eventualmente seguite nella realizzazione di investimenti socialmente responsabili.
L’ampliamento delle attribuzioni della Autorità di settore, nel senso appena descritto, trova puntuale conferma nella bozza di Direttiva predisposta dal Ministero del Lavoro ai sensi dell’art.18, comma 1, del decreto, in corso di emanazione d’intesa con il Ministero dell’economia.
Alla luce del quadro che viene così a delinearsi, la COVIP diventa responsabile nel sistema della “trasparenza” e della “correttezza dei comportamenti” di tutte le forme pensionistiche complementari, come previsto dall’art. 18, comma 2, d.lgs. n. 252 del 2005. Per quanto riguarda la vigilanza sulla “sana e prudente gestione”, inoltre, la medesima Autorità esercita pieni ed esclusivi poteri in riferimento ai fondi pensione negoziali e ai fondi pensione aperti mentre per le forme individuali di natura assicurativa il relativo esercizio va coordinato con quanto previsto dalla successiva legge sulla tutela del risparmio, come meglio precisato più avanti.
Il nuovo assetto sin qui descritto deve peraltro ritenersi in linea di principio già realizzato in virtù della immediata entrata in vigore, dal 14 dicembre scorso, delle norme che declinano i compiti della Commissione, secondo quanto espressamente previsto dall’art. 23, comma 1, del decreto.
La soluzione di stabilire l’immediata vigenza alle disposizioni che integrano le competenze della Commissione di vigilanza suscita, comunque, alcune incertezze per il periodo di transizione, da qui al 1° gennaio 2008, secondo quanto ora si dirà.


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