QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

Le pensioni e il lavoro a tempo parziale in Svezia

• Aumentare l’età pensionabile ufficiale. Un simile cambiamento potrebbe riguardare l’età pensionabile normale e/o l’età minima a cui è possibile ricevere una pensione di anzianità.6 Nel corso degli ultimi vent’anni molti Paesi hanno innalzato l’età pensionabile secondo almeno uno di questi approcci. In diversi casi l’età a cui le donne possono andare in pensione è stata equiparata a quella degli uomini, mentre in precedenza era inferiore. Alcuni sistemi che prevedevano un’età pensionabile inferiore l’hanno portata a 65 anni. Negli U.S.A. si è deciso di innalzare gradualmente il limite per la pensione da 65 a 67 anni. La decisione risale addirittura al 1983, mentre il primo aumento semestrale ha avuto luogo nel 2000 per i nati nel 1937. La prima classe d’età che andrà in pensione a 67 anni comprenderà i nati nel 1955, per i quali l’anno del pensionamento “normale” sarà appunto il 2022.
• Incoraggiare il lavoro dopo l’età di pensionamento ufficiale. In alcuni Paesi sono molti quelli che continuano a lavorare oltre la soglia dell’età pensionabile. Negli U.S.A. l’obbligo di pensionamento per chi aveva meno di 70 anni è stato abolito nel 1978. Nel 1987 il pensionamento obbligatorio è stato revocato — con qualche eccezione — anche per chi aveva superato la soglia dei 70. Nel 2000 i vincoli legati al reddito hanno cessato di essere applicati per gli ultrasessantacinquenni, mentre rimangono in vigore per chi è in età compresa tra i 62 e i 65 anni. In Svezia la legge sulla sicurezza del lavoro è stata modificata per scoraggiare il pensionamento obbligatorio a 65 anni, prima piuttosto comune, portando il nuovo limite d’età a 67 anni. Tuttavia, non sarà possibile ricevere il sussidio di disoccupazione dopo aver compiuto i 65 anni, mentre oltre tale soglia ci saranno alcune limitazioni per quanto riguarda le indennità di malattia.7
Ma come fa un regime pensionistico a tempo parziale a rientrare nell’insieme di queste riforme? In senso formale, un sistema di pensioni part-time significa che, invece di continuare a lavorare a tempo pieno, si passa al tempo parziale qualche anno prima del pensionamento completo; in altre parole, si ha una riduzione del numero di ore lavorate. Ma una simile riduzione riesce a far sì che in seno all’economia data aumenti il numero di ore effettivamente lavorate? È a questa domanda che cercheremo di dare risposta.

6 Cfr. la panoramica offerta da Turner (2003) sui recenti incrementi operati in diversi Paesi in relazione al limite minimo per accedere alla pensione di anzianità.
7 Le compagnie assicurative possono decidere che chi è in età compresa tra i 65 e i 70 anni e ha ricevuto il sussidio di malattia per 180 giorni non vi abbia più diritto mentre chi lavora ancora, pur avendo superato i 70 anni, può ricevere il sussidio solo per 180 giorni.


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