QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

Le pensioni e il lavoro a tempo parziale in Svezia

3. Politiche mirate ad aumentare il numero di ore lavorate per la produzione del PIL

Quando aumenta la percentuale degli anziani sul totale della popolazione e diminuisce il numero di ore lavorate, naturalmente occorre prendere misure atte a contrastare il declino dell’occupazione tra i lavoratori anziani, tuttavia non è chiaro se questo sia il metodo più efficace per aumentare le ore lavorate. Anche se lo fosse, non è l’unica strada percorribile per raggiungere un simile traguardo. Di seguito, illustriamo approcci diversi volti a rafforzare l’offerta di manodopera e l’occupazione, oltre a misure mirate a incoraggiare tale offerta tra i lavoratori anziani.
• In media, oggi l’ingresso nel mercato del lavoro avviene più tardi rispetto a qualche decennio fa. In parte ciò è dovuto al prolungamento del periodo scolastico: ai nove anni di istruzione obbligatoria primaria si è aggiunto un triennio di istruzione secondaria per quasi tutti. Inoltre, in seno a questa generazione va aumentando il numero di quelli che proseguono gli studi superiori. Si tratta tuttavia di una spiegazione solo parziale del fenomeno. L’ingresso nel mercato del lavoro viene in genere posticipato di un numero maggiore di anni rispetto a quelli destinati al prolungamento dell’istruzione. È necessario un periodo più esteso per passare dal completamento delle scuole secondarie o dell’università al primo impiego; inoltre, dopo le scuole superiori, molti attendono qualche anno prima di passare all’istruzione superiore. Di conseguenza, si possono considerare utili eventuali misure che permettano ai giovani di trovare più agevolmente lavoro dopo la scuola e di accedere ai corsi universitari con maggiore facilità dopo aver completato l’istruzione secondaria.
• Tra tutta la popolazione in età attiva, la partecipazione alla popolazione attiva risulta notevolmente inferiore in certi gruppi rispetto ad altri. Una politica più efficace volta a integrare gli immigranti nel mercato del lavoro e nella società in genere può essere un buon modo per aumentare l’occupazione. Una delle misure proposte prevede di incoraggiare l’immigrazione di manodopera. I lavoratori immigrati sono giovani ed evidenziano un tasso di occupazione elevato – nella maggior parte dei casi sono i datori di lavoro stessi a ricercarli.
• Il numero di ore lavorate non viene influenzato solo dal tasso di partecipazione alla popolazione attiva e dal tasso di occupazione, ma anche dall’effettivo carico lavorativo svolto da chi ha un lavoro. Il motivo principale che spinge ad assentarsi dal posto di lavoro sono le malattie.4 Se risultano efficaci, eventuali misure atte a diminuire le assenze per malattia rappresenterebbero un modo per opporsi al declino delle ore lavorate determinato dalla crescita della percentuale di popolazione anziana sul totale.

Rimane il fatto che gran parte delle proposte avanzate si concentrano sull’incremento dell’offerta di manodopera e del numero di ore lavorate tra gli anziani ancora in età attiva (55-64 anni) o già in età pensionabile (65+). Per quanto riguarda la partecipazione degli anziani alla popolazione attiva, gli obiettivi da raggiungere possono essere suddivisi in tre sottoclassi.
• Limitare l’uscita anticipata dal mercato del lavoro e di conseguenza aumentare il numero di ore lavorate in seno all’economia data. Negli ultimi decenni, il prepensionamento in Svezia ha evidenziato la tendenza ad aumentare, tendenza che è risultata ancora più accentuata in molti altri Paesi. Il fenomeno si concretizza secondo modalità diverse, per esempio in Svezia con le pensioni di invalidità5 e quelle versate dai datori di lavoro, ma esistono molti altri modi per andare in pensione anticipata.

4 Cfr. i diversi contributi in Swedenborg (2003).
5 Il sistema delle pensioni di invalidità e le denominazioni delle diverse prestazioni disponibili in base a esso sono cambiati a partire dal gennaio 2003.


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