QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

L’invecchiamento della popolazione italiana: effetti e politica sociale

I problemi economico-finanziari, più volte ricordati all’Italia dall’Unione Europea, che derivano soprattutto dal processo di invecchiamento della popolazione, sono aggravati dalla circostanza che cadenza, velocità e intensità nel calo delle nascite e della mortalità (e quindi dell’inerzia demografica) sono molto diffuse e differenziate territorialmente, richiedendo pertanto politiche ad hoc a livello locale, oltre che nazionale. L’Italia si trova costretta ad affrontare per prima, rispetto al resto del mondo, le conseguenze socio-economiche che derivano dall’aumento del numero di anziani. Ciò richiede interventi sicuramente pionieristici in materia di politiche sociali ed economiche, ma che potrebbero, se ben progettate ed attuate, offrire un modello sociale di esempio a tutti i paesi avanzati che si stanno apprestando ad affrontare la nostra stessa sfida.

2. Gli indicatori del mercato del lavoro

Dopo aver esaminato il quadro demografico dell’Italia, in particolare la dinamica della popolazione, la struttura per classi di età e le proiezioni a medio-lungo termine, in questo paragrafo verranno illustrati gli andamenti dei principali indicatori del mercato del lavoro. Anche se gli effetti più rilevanti dell’evoluzione demografica italiana a breve riguarderanno la quota di popolazione non attiva, i tassi di attività, di occupazione e di disoccupazione forniscono, senza dubbio, un importante segnale del comportamento di una parte della popolazione. Inoltre, considerando la prevista contrazione cui sembra destinata la quota di popolazione attiva italiana, essi rappresentano un valido contributo per l’interpretazione delle dinamiche del mercato del lavoro dei prossimi anni.
In particolare, la figura 5 mostra l’andamento del tasso di attività4 maschile e femminile per il periodo 1993-2003. Viene confermata la tendenza attuale della popolazione 15-64 a rimanere stabile (si registrano, anzi, lievi variazioni in aumento), consentendo di mantenere costante nei prossimi anni il rapporto di dipendenza economica tra la popolazione in età lavorativa e la restante (Golini, 1999). Sappiamo che nell’arco di due decenni questa tendenza, tuttavia, si ridurrà, fino a raggiungere livelli preoccupanti.

Figura 5: Tasso di attività 15-64 anni, 1993-2003. Valori percentuali

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Fonte: proprie elaborazioni su dati Istat.

4 Tasso di attività: rapporto tra le forze di lavoro e la popolazione di 15 anni e più. Forze di lavoro: somma degli occupati, dei disoccupati alla ricerca di nuova occupazione e delle persone in cerca di prima occupazione.


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