QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

L’invecchiamento della popolazione italiana: effetti e politica sociale

Il saldo naturale è sceso, nel corso degli anni, in misura sempre più consistente fino a divenire negativo intorno alla metà degli anni Novanta; mentre, al contrario, il saldo migratorio ha continuato ad aumentare. In particolare, il saldo naturale è passato dall’8,0‰ del 1951, fino allo 0,74‰ nel 2003.
Il saldo migratorio è, al contrario, positivo: nel 2004 è stato stimato al 9,0‰, leggermente in calo rispetto all’anno precedente. Tuttavia la sua distribuzione territoriale è fortemente diversificata, mentre risulta essere positivo al Centro-Nord, con valori particolarmente elevati in Lombardia, Emilia Romagna e Liguria, si mantiene su livelli piuttosto bassi in tutte le regioni del Mezzogiorno, ed è addirittura negativo in Basilicata e Campania.
La fecondità in Italia è scesa senza sosta dagli anni Settanta a oggi: se nel 1970 il tasso di fecondità totale2 era pari a 2,43 figli per donna in età feconda, nel 2002 è stato pari a 1,23, ben al di sotto della soglia che assicura l’equilibrio della popolazione (ovvero 2,1 figli per donna). Come si evidenzia dal grafico successivo (Figura 1.) in anni recenti c’è stata una piccola ripresa di tale indicatore, ma si tratta tuttavia di una tendenza ancora molto debole, peraltro molto contrastata a livello regionale. Tutto il recupero recente della fecondità, infatti, è da attribuire alle regioni del Nord e del Centro del Paese, mentre le regioni del Mezzogiorno sono ancora caratterizzate da una diminuzione.

Figura 1: Tasso di fecondità totale in Italia, 1970-2000
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Fonte: nostra elaborazione su dati Istat, 2004.

2 Il tasso di fecondità totale può essere definito come il numero medio di figli per donna.


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