QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

L’invecchiamento della popolazione italiana: effetti e politica sociale

3. Invecchiamento demografico e interventi di politica sociale

Tra i fattori di criticità che possono colpire fasce deboli della popolazione italiana (ed europea) e impensierire i vulnerabili bilanci pubblici, vi sono senza dubbio: l’elevato livello di disoccupazione appena analizzato, sia giovanile che femminile, che a fronte di una dannosa riduzione del reddito per le famiglie genera per lo Stato anche un aumento dei trasferimenti da erogare, producendo un aggravamento del sistema economico; un aumento della speranza di vita (elemento di per sé molto positivo) che, affiancato a una bassa fecondità e una crescita molto consistente del tasso di dipendenza degli anziani, rappresentano una richiesta crescente di fondi da destinare alle pensioni e a garantire assistenza e cura a fasce deboli della popolazione, per impedire che si trasformino in future sacche di esclusione e povertà (Mazza, 2005). L’esistenza di tutti questi fattori di potenziale e reale disagio rischia di generare, in presenza di risorse scarse e forte sbilanciamento di queste verso una o ristrette fasce della popolazione, lo scatenarsi di conflitti tra quote di popolazioni, oltre che tra generazioni.
La società odierna è molto diversa da quella di ieri, in cui la presenza dei giovani era predominante, ed è destinata a subire ulteriori trasformazioni. La quota di popolazione anziana sarà a lungo sempre più importante, riservando in futuro nuove incognite. Le conseguenze di un cambiamento demografico così profondo, saranno tanto più incisive quanto meno la società che si prepara sarà in grado di affrontare le sfide proposte dal cambiamento. E sarebbe fuorviante, ad esempio, introdurre nella previsione degli effetti dell’invecchiamento demografico sulla società futura, un potenziale effetto di compensazione tra la diminuzione delle spese per i giovani e la crescita dei costi per gli anziani. In realtà, il risparmio realizzabile dalla diminuzione della natalità è molto anticipato rispetto alle spese per l’invecchiamento: la contrazione dei costi della società per l’istruzione e la salute dei bambini non comporta risparmio, poiché viene tutto speso oggi e non ci sarà nulla da destinare domani alle spese per la popolazione anziana. Inoltre, i costi che la società deve sostenere per gli anziani sono molto più consistenti di quelli per i giovani (Caselli, 2002).
Più realisticamente, l’analisi delle possibili difficoltà che in futuro potrebbero gravare sul sistema economico italiano a causa del costante e inarrestabile invecchiamento della popolazione, deve condurre a porre l’attenzione sui due settori cruciali di intervento a sostegno dell’età non attiva: il sistema pensionistico e il sistema della protezione sociale. Quest’ultimo, per sua natura, non nasce unicamente come strumento di aiuto alla fascia anziana della popolazione, ma in virtù del notevole volume di risorse che in Italia viene indirizzato verso questa funzione (vedi Tabella D in Appendice), verrà di seguito analizzato quasi esclusivamente in quest’ottica.


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