QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

La sostenibilità finanziaria dei sistemi di protezione sociale (in particolare in relazione alle prestazioni di pensione)

Figura 7
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Il tasso di sostituzione indica il rapporto tra l’ultima retribuzione per cui sono stati versati i contributi nel corso della vita lavorativa e l’ammontare della prima pensione di vecchiaia. Come si evince dalla Figura 7, in generale i tassi di sostituzione dei vari Stati membri sono andati aumentando a partire dagli anni Sessanta In un sistema basato sulla distribuzione, il tasso che garantisce la sostenibilità del sistema dovrebbe aggirarsi intorno al 60%. D’altro canto, in virtù dell’esistenza di soglie minime, le pensioni dei gruppi a reddito più basso tendono a beneficiare di livelli di sostituzione più elevati. Se un Paese volesse mantenere una qualche forma di sistema redistributivo, che cosa dovrebbe fare per garantirne la sostenibilità? Di fronte alla questione della mancanza di equità, dovrebbe:
• collegare effettivamente il livello delle prestazioni a quello dei contributi, aumentando il periodo di riferimento dei redditi ricevuti e utilizzandolo come base per il calcolo delle prestazioni pensionistiche (è necessario abbandonare il sistema che tiene conto esclusivamente degli “anni migliori” o degli ultimi anni in cui una persona ha lavorato per adottare un sistema che fa riferimento al reddito medio accumulato nel corso dell’intera vita lavorativa);
• perseguire un aggiustamento attuariale in relazione alla corresponsione delle prestazioni, in modo tale che si possa tener conto della speranza di vita massima e delle diverse possibili età di pensionamento al fine di rendere più proporzionale il sistema dei rendimenti pensionistici;
• fare in modo che i diversi regimi previdenziali beneficino del medesimo sistema contributivo.
Per poter affrontare la sfida demografica, è essenziale posticipare l’età del pensionamento senza che ciò comporti la concessione di nuovi diritti. Si tratta di una strada intrapresa di recente da diversi Stati membri. D’altro canto, il Consiglio d’Europa di Göteborg ha espresso le proprie preoccupazioni riguardanti il mantenimento di un livello di vita adeguato per gli anziani. In realtà il sistema redistributivo è caratterizzato dalla solidarietà tra generazioni, visto che i figli provvedono al soddisfacimento dei diritti dei genitori. Tuttavia, in passato i vari governi hanno sfruttato questo regime per ridistribuire il reddito e, nel contempo, vi hanno incluso le pensioni minime di chi aveva contribuito solo in piccola parte al sistema. Così facendo, non si rispetta il vero spirito della redistribuzione, poiché il sistema dovrebbe restituire il reddito accumulato da una persona nel corso della sua vita lavorativa piuttosto che provvedere alla redistribuzione tra classi sociali o generazioni diverse. Questo secondo tipo di redistribuzione dovrebbe essere sempre finanziato dal bilancio pubblico e non tramite i contributi sociali; quando il peso economico si sposta sui contributi, si introduce nel sistema un fattore di indebitamento. Tale approccio può anche essere riuscito a nascondere gli aspetti più problematici quando esistevano contribuenti in abbondanza, ma è diventato un fardello aggiuntivo per il sistema nel momento in cui si è avuta un’inversione delle tendenze demografiche.


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