QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

L’opportunità della finestra demografica in italia: perché non sfruttarla?

3. Conclusioni

È aumentata e continua ad aumentare la speranza di vita, sia alla nascita che in età avanzata, soprattutto in Italia. È indubbiamente un fatto positivo, anche perché la popolazione prolunga mediamente la durata della vita, con crescenti possibilità di vivere in buona salute fino ad età nettamente più avanzata che in passato.
Continuare a considerare anziano, oggi, l’ultrasessantacinquenne, nel lungo periodo porterà inevitabilmente ad un collasso della finanza pubblica per l’assenza di un numero di contribuenti al sistema pensionistico capaci di sostenere l’ammontare di pensioni erogate. Rinviare l’ingresso nell’età pensionistica appare dunque una scelta obbligata.
“È ormai fuori discussione la necessità, da parte di tutti i Paesi del mondo occidentale, di interventi strutturali sui sistemi di welfare sia in campo pensionistico che sanitario e farmaceutico. Si tratta di affrontare riforme impegnative e forse anche impopolari soprattutto nei Paesi europei socialmente avanzati dove la popolazione è ormai abituata a fruire di una vasta gamma di servizi garantiti dallo Stato” (Buccianti, 2004).
L’età al pensionamento effettiva, pertanto, non può non salire decisamente oltre i 60-65 anni nonostante l’opposizione di aziende, pensionandi e organizzazioni sindacali (Golini, 2003). Il fatto che una donna a 57 anni può già, a certe condizioni, in Italia, andare in pensione, quando ha un’aspettativa di vita di altri 28-30 anni, deve portarci a riflettere.
Diversi studi in passato (Frey, 2004; Giarini, 2001; Frey e Pappadà, 2004), ed ancora oggi, parlano di strategie di invecchiamento attivo, ovvero cercare di allungare, parallelamente alla speranza di vita, l’uscita dal mondo del lavoro in età avanzata; sarebbe magari opportuno che si iniziasse a pensare ad un’uscita graduale facendo ricorso al lavoro a tempo parziale, attuabile almeno fino ad 75 anni.
Queste proposte dovranno necessariamente essere valutate, sia al fine di evitare una crescita esponenziale del deficit di bilancio, che per consentire di ridurre quel senso di emarginazione che accompagna l’attuale processo di invecchiamento degli ultrasessantacinquenni, i quali sono, al contrario, pienamente capaci di continuare a svolgere attività produttive per loro e per la società.

Riferimenti bibliografici
Baldi, S. e Cagiano de Azevedo, R. (2005): La popolazione italiana. Storia demografica dal dopoguerra ad oggi, il Mulino, Bologna.

Buccianti, C. (2004): Spesa farmaceutica e invecchiamento della popolazione. Aspetti evolutivi e prospettive, Tipografia Senese, Siena.

Cagiano De Azevedo, R. e Capacci, G. (2004): Invecchiamento e svecchiamento della popolazione europea, Aracne, Roma.

Cagiano de Azevedo, R. e Cassani, B. (in stampa): Invecchiamento e svecchiamento demografico: ricadute sociali, Statistica & Società, Roma.

Capacci, G. (in stampa): “La finestra demografica dell’Italia nella nuova Europa”, Annali del Dipartimento di Studi Geoeconomici, Linguistici, Statistici, Storici per l’analisi regionale, Roma.

Frey, L. (2004): “Le strategie di invecchiamento attivo”, Il benessere degli anziani, X, n. 4, aprile, Roma.

Frey, L. (2001): “La promozione di un invecchiamento attivo della popolazione e la gestione del tempo libero”, in L. Frey (a cura di), Flessibilità e lavoro in età avanzata — Quaderni di economia del lavoro, n. 70, Franco Angeli, Milano.

Frey, L. e Pappadà, G. (2004): “Le strategie di invecchiamento attivo dalle persone avanti nell’età in Italia”, in Cagiano de Azevedo R. (a cura di), The European welfare in a counterageing society, Kappa, Roma.

Giarini, O. (2001): “Promuovere il pensionamento graduale in una società la cui speranza di vita cresce”, in Frey L. (a cura di), Flessibilità e lavoro in età avanzata — Quaderni di economia del lavoro, n. 70, Franco Angeli, Milano.

Golini, A. e Marini, C. (2004): A domestic and an international view on population from a demographic window, Giornata di Studio “The European Welfare in a Counterageing Society”, Università La Sapienza, Roma.

Golini, A. (2003): “Più vecchi ma anche più sani”, Il Messaggero.

ISTAT (2001):, 14° Censimento della popolazione italiana, 21 ottobre, dawinci.istat.it.

ISTAT (1994): La condizione degli anziani — Indagine multiscopo sulle famiglie. anni 1987-91, Roma.

UNFPA (2002): Lo stato della popolazione nel mondo, AIDOS, Roma.


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