QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

Allungamento della vita e modificazioni dei tipi di patologia

2. Tumori maligni e invecchiamento

L’incidenza dei tumori maligni aumenta con l’età (Figura 3). L’apparente decremento dell’incidenza negli anziani si spiega con una maggiore difficoltà nella diagnosi. Tuttavia vi è una reale riduzione dell’incidenza nei soggetti con più di 90 anni di età.4
Le sedi anatomiche colpite da tumore maligno variano al variare dell’età (Figura 4). L’età mediana dei pazienti all’atto della diagnosi di un qualsiasi tumore maligno nei maschi e femmine a Trieste è pari a 71 anni. Tuttavia la Figura 4 mostra che l’età mediana del melanoma della cute nei maschi è di 61 anni e 76 anni per il cancro della prostata. Nelle femmine le differenze relative all’età mediana alla diagnosi sono ancora più evidenti: 59 anni per il cancro della cervice uterina e il melanoma della cute, mentre 78 anni per il cancro del pancreas. In questo modo possiamo identificare tre differenti gruppi di tumori maligni: quelli con un’età mediana alla diagnosi relativamente giovane, quelli intorno all’età mediana riscontrata tenendo conto di tutti i tumori, e le neoplasie caratteristiche dell’età anziana, come i tumori dell’apparato digerente, che verosimilmente aumenteranno con l’invecchiamento della popolazione.

Figura 3: Incidenza dei tumori maligni per età
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Figura 4: età mediana alla diagnosi di tumore maligno

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La prevalenza dei tumori maligni diminuisce con l’avanzare dell’età. Nei soggetti tra i 75 e i 90 anni d’età, la prevalenza è pari al 36%. Alcuni anni fa si riteneva comunemente che chiunque vivesse abbastanza a lungo sarebbe incorso in un tumore maligno, ma la prevalenza del cancro diminuisce al 22% nei nonagenari ed è pari al 16% nei centenari (Tabella 2). Questo decremento è legato anche a un comportamento biologico meno aggressivo. Nei soggetti in età 75-90 anni il cancro fu causa di morte nel 70% dei casi mentre nei soggetti appartenenti alle classi d’età 95-98 e 99-106 anni fu causa di morte in solo il 43% dei casi (Tabella 2). Nella maggior parte dei casi la disseminazione metastatica del tumore non fu la causa finale di morte, ma lo furono le complicazioni locali del tumore primitivo come infezioni o emorragie gravi. La disseminazione metastatica era presente nei 2/3 degli anziani sotto i 90 anni ma solo in 1/3 dei nonagenari e in meno di 1/4 dei centenari. Il cancro nei grandi anziani dovrebbe essere considerato in modo diverso da quello che insorge in persone più giovani. Il cancro è spesso una delle varie malattie croniche che colpiscono persone di quell’età e spesso non è la più grave.4

Tabella 2: prevalenza dei tumori maligni negli anziani
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Fonte: Stanta, G. et al. (1997): “Cancer of the oldest old: what we have learned from autopsy studies”, Clin Ger Med, 13, pp. 55-68.

Negli anni Quaranta-Sessanta, prima che divenisse evidente l’invecchiamento della popolazione, la prevalenza dei tumori maligni nei soggetti tra i 75 e 90 anni di età era più bassa di quanto lo sia ora: 11% contro 38%. Questo è probabilmente un effetto di fattori ambientali e dell’invecchiamento in sé.4
L’importanza dei fattori ambientali nello sviluppo dei tumori maligni potrebbe essere maggiore negli anziani rispetto ai giovani. Si è visto che nel cancro del polmone, l’inquinamento ambientale causa il 28% dei casi nei soggetti sotto i 70 anni ma il 46% nelle persone sopra i 70 anni (Tabella. 3).5

Tabella 3: cancro del polmone rischio attribuibile per età
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Fonte: Barbone, F., Bovenzi, M., Cavallieri, F. and Stanta, G. (1995): “Air pollution and lung cancer in Trieste, Italy”, Am J Epidemiol, 141, pp. 1-9.

4 Stanta, G., Campagner, L., Cavallieri, F., and Giarelli, L. (1997): “Cancer of the oldest old: What we have learned from autopsy studies”, Clin. Ger. Med., 13, pp. 55-68.
5 Barbone, F., Bovenzi, M., Cavallieri, F. and Stanta, G. (1995): “Air pollution and Lung cancer in Trieste, Italy”, Am. J. Epidemiol., 141, pp. 1-9.


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