QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

Allungamento della vita e modificazioni dei tipi di patologia

1. Epidemiologia dell’invecchiamento

La provincia di Trieste è caratterizzata da una delle popolazioni più vecchie d’Italia. Questo ci offre l’opportunità di monitorare ciò che accadrà nei prossimi 30 anni nei Paesi sviluppati.
L’invecchiamento della popolazione, così come osservata a Trieste, è un fenomeno che ha avuto inizio in modo evidente soltanto nel secolo scorso. Analizzando la speranza media di vita, è possibile evidenziare che il processo di invecchiamento della popolazione è iniziato con un rapido decremento della mortalità perinatale negli anni Trenta dovuto a migliorate condizioni igieniche. Negli anni Quaranta e Cinquanta si è registrato un rapido incremento della speranza di vita nei bambini e giovani adulti. Questo fatto è probabilmente legato allo sviluppo di farmaci anti-infettivi. Ma un reale incremento della speranza di vita nelle persone sopra i 65 anni è risultato evidente solo a partire dagli anni Sessanta-Settanta, periodo nel quale le condizioni di vita sono migliorate in tutto il nostro paese.1 Tra il 1985 e il 2005, la proporzione di popolazione maschile sopra i 65 anni è passata dal 15% al 21% mentre nelle femmine la proporzione è passata dal 25% al 31% (Figure 1 e 2).

Figura 1: Provincia di Trieste – Maschi
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Source: Servizio Autonomo della Statistica – Regione Friuli Venezia Giulia

Figura 2: Provincia di Trieste – Femmine
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Source: Servizio Autonomo della Statistica – Regione Friuli Venezia Giulia

L’invecchiamento della popolazione porta con sé una modificazione delle patologie. Un semplice metodo per monitorare questi cambiamenti consiste nell’analizzare le cause di morte nelle varie classi d’età (Tabella 1). Le malattie cardiovascolari e i tumori maligni rappresentano le prime due cause di morte nei soggetti sotto e sopra i 65 anni di età. Nei soggetti con più di 95 anni le malattie cardiovascolari sono ancora al secondo posto ma i tumori sono soltanto al quinto, mentre al primo posto troviamo la polmonite. Questa osservazione non sorprende, infatti si ritiene che l’invecchiamento sia associato a un progressivo declino della riserva funzionale di molti organi e ciò può compromettere la tolleranza allo stress. La capacità funzionale è ridotta in modo critico nei cosiddetti “anziani fragili” i quali fanno affidamento sulla loro riserva funzionale per vivere e presentano una scarsa tolleranza allo stress.2 In questo modo un’infezione all’albero respiratorio può diventare la causa finale di morte in un organismo compromesso.

Tabella 1: ordine di importanza delle cause di morte per età
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Nei soggetti sopra i 95 anni, gli incidenti e traumatismi rappresentano la terza causa di morte. Peculiari incidenti a carico di queste persone sono le cadute con frattura dell’anca e/o del femore, con conseguente immobilizzazione a letto, polmonite legata immobilizzazione e successivo decesso.
È possibile identificare due pattern anatomo-patologici negli anziani e nei grandi anziani. Nelle persone in età 65-90 le lesioni più frequenti sono quelle caratteristiche delle patologie croniche, mentre nei grandi anziani le lesioni più frequenti sono legate all’atrofia degli organi. La selettiva preservazione della circolazione cerebrale e coronarica nei centenari suggerisce che ciò potrebbe rappresentare un pre-condizione per raggiungere un’età avanzata.3

Giorgio Stanta: Dipartimento di Scienze Cliniche, Morfologiche e Tecniche, Università di Trieste e International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology, Trieste (stanta@icgeb.org).
Davide Brunetti: Registro Tumori del Friuli Venezia Giulia.
1 Dati del Registro Tumori della Provincia di Trieste.
2 Balducci, L. and Stanta, G. (2000): “Cancer in the frail patient: a coming epidemic”, Hematol. Oncol. Clinics North Am., 14, pp. 235-250.


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