QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

Promuovere l’occupazione tra i lavoratori che invecchiano: l’insegnamento delle riforme politiche in Finlandia

5. La riforma delle pensioni farà aumentare l’offerta di manodopera?
Le sfide che il sistema pensionistico finlandese si troverà ad affrontare in futuro sono legate almeno alla sostenibilità della prossima fase di invecchiamento demografico. La velocità con cui la popolazione invecchia è stato uno dei fattori che in Finlandia hanno condotto alla recente introduzione di una profonda riforma delle pensioni. Per garantire la sostenibilità del sistema pensionistico a fronte delle incertezze demografiche, l’ultima iniziativa prevede un nuovo strumento: il “coefficiente della speranza di vita”.36
L’obiettivo della riforma del 2005 è di posticipare l’età pensionabile di due o tre anni. A questo scopo sono state ridotte le opportunità di prepensionamento mentre sono stati introdotti incentivi finanziari per chi prolunga la propria vita lavorativa. È stata aumentata la libertà di scelta individuale (ottimizzazione): la riforma prevede la possibilità di andare in pensione tra i 63 e i 68 anni e in pensione anticipata a 62. Si è inoltre proceduto a innalzare notevolmente il tasso di accantonamento a 63 anni (dall’1,9% al 4,5%), mentre se si va in pensione a 62 anni od oltre, si procede ad aggiustamenti attuariali.
I dipendenti che si avvicinano all’età pensionabile e i datori di lavoro hanno espresso i rispettivi punti di vista nel corso di un’indagine relativa all’impatto della riforma sulla scelta di continuare a lavorare e rimandare il pensionamento. I risultati indicano che probabilmente i dipendenti finlandesi posticiperanno la pensione fino a un certo punto, ma non sembrano disposti a spingersi troppo in là nel tempo: nella maggior parte dei casi desiderano iniziare a percepire la pensione di vecchiaia a 63 anni, al più tardi a 65.37
I risultati di questa ricerca permettono di valutare che cosa in realtà significherebbe il pensionamento per due gruppi (cfr. Figura 7). La recessione dei primi anni Novanta rappresenta la variabile principale che determina la differenza del rispettivo tasso di occupazione: il gruppo più giovane è caratterizzato da un’occupazione molto maggiore dopo i 55 anni, mentre la recessione ha influito negativamente sulla condizione lavorativa dei più anziani.38

Figura 7: Sviluppo del tasso di occupazione nel periodo 1989-2003 per i nati nel 1937 e nel 1945 occupati nel settore privato
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Fonte: Tuominen (2004).

Stando all’indagine, i datori di lavoro sono ben disposti nei confronti del nuovo regime delle pensioni di vecchiaia e ritengono che la flessibilità dell’età pensionabile permetterà di far fronte alla situazione di ogni singolo dipendente in maniera più efficace di quanto non sia possibile fare ora. Gli imprenditori sono più disposti dei dipendenti a credere che gli incentivi finanziari siano uno strumento efficace per prolungare la vita lavorativa.39
Tuttavia, sia i lavoratori che gli imprenditori pensano che gli aumenti salariali e le altre forme di compensazione svolgano un ruolo relativamente poco importante rispetto a diversi altri aspetti che riguardano l’ambiente lavorativo. Secondo i risultati della ricerca, i principali fattori che possono indurre a continuare a lavorare comprendono un’atmosfera serena sul posto di lavoro, un ambiente lavorativo gradevole ed efficiente e una buona gestione (cfr. Figura 8). In gran parte, le opinioni di imprenditori e lavoratori si trovavano a coincidere, anche se i secondi considerano la formazione professionale di gran lunga più importante rispetto ai primi.

Figura 8: Quota (%) di quadri e dipendenti anziani del settore privato che considerano i seguenti aspetti essenziali al fine di continuare a lavorare il più a lungo possibile
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Fonte: Tuominen, Takala and Tuominen (2005).

Le conseguenze della riforma sull’età di pensionamento e sull’offerta di manodopera corrisponderanno dunque ai risultati auspicati. Secondo Lassila and Valkonen,40 risulta difficile stimare se la riforma condurrà a un aumento del tasso di occupazione, ma riducendo le pensioni anticipate e innalzando i limiti di età l’uscita dal mercato del lavoro verrà posticipata. Le risposte di imprenditori e lavoratori rivelavano anche la disponibilità a prolungare la propria carriera lavorativa.

36 Cfr. per es. Börsch-Supan (2005).
37 Tuominen and Pelkonen (2004).
38 Tuominen (2004).
39 Tuominen, Takala and Tuominen (2005).
40 Lassila and Valkonen (2005).


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