QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

Promuovere l’occupazione tra i lavoratori che invecchiano: l’insegnamento delle riforme politiche in Finlandia

Riassunto

Di tutti i Paesi dell’Unione Europea dei 15, la Finlandia ha registrato il più alto aumento nell’occupazione dei lavoratori anziani sin dall’inizio degli anni Novanta. In questo periodo si è verificata una rapida transizione da una politica che incoraggiava i pensionamenti anticipati a una volta a promuovere il prolungamento dell’attività lavorativa. Va notato che tale inasprimento delle condizioni di uscita anticipata dal mercato del lavoro si è verificato in un periodo particolarmente difficile a causa di un tasso di disoccupazione eccezionalmente alto tra gli anziani. Il presente articolo illustra le cause e le modalità che hanno determinato, prima che in altri Paesi dell’UE, il successo delle politiche finlandesi volte a incoraggiare i lavoratori anziani a rimanere in attività. Si sostiene che lo sviluppo positivo dell’occupazione è il risultato dell’interazione tra una congiuntura economica favorevole e misure di ampio respiro per promuovere il lavoro. Tali misure comprendono modifiche in senso restrittivo ai regimi pensionistici. La grave recessione dei primi anni Novanta rappresenta un fattore importante per spiegare sia l’urgente bisogno di riformare i regimi di prepensionamento, sia la necessità di rendere tali riforme politicamente più accettabili.

1. Introduzione

Tutta l’Europa si preoccupa di come incoraggiare i cittadini a lavorare per un numero maggiore di anni, dato che l’aumento dei tassi di occupazione è un fattore essenziale per riuscire a fare dell’UE l’economia più competitiva del mondo nel decennio 2000-2010. Oltre all’obiettivo del tasso di occupazione globale (70% entro il 2010), sono stati stabiliti traguardi specifici per quanto concerne l’incremento dei tassi riguardanti i lavoratori anziani. Lo scopo, precisato al Consiglio Europeo di Stoccolma, è portare il tasso di occupazione dei 55-64enni al 50% entro il 2010.
Tale risultato è stato da poco raggiunto in Finlandia, anche se nel 2003-04 si è avuto un leggero calo del tasso di occupazione globale, inferiore di circa tre punti percentuali rispetto alla soglia di riferimento. Sta di fatto che la Finlandia ha registrato il più marcato aumento dell’occupazione tra gli anziani dei Paesi dell’Unione dei 15 a partire dalla fine degli anni Novanta. Sotto questo punto di vista si può dire che essa abbia ottenuto il risultato migliore, e che quindi fornisca un esempio degno di considerazione.
Naturalmente, l’aspetto più interessante è dato dalle possibili spiegazioni di uno sviluppo positivo di questo genere, con particolare riferimento al ruolo svolto dalle politiche adottate. È evidente che la situazione economica favorevole non può essere l’unica spiegazione per il brusco rialzo dell’occupazione tra i lavoratori anziani in Finlandia, che risulta talmente superiore ai dati relativi all’intera popolazione da far pensare che la riforma dei regimi di prepensionamento abbia fornito un impulso decisivo. Sembra dunque lecito considerare più in dettaglio tale riforma e le sue conseguenze.
In Finlandia si è avuto un rapido passaggio dalla promozione dei pensionamenti anticipati a una politica che incoraggia l’estensione della vita lavorativa. Il sistema dei sussidi di disoccupazione era stato istituito negli anni Settanta, ma nei dieci anni successivi erano stati introdotti anche altri programmi di prepensionamento (prepensionamenti individuali, pensioni di vecchiaia anticipate e pensioni a tempo parziale). Tali sistemi hanno iniziato a essere un obbiettivo per le riforme volte a ridurne la popolarità già sin dagli anni novanta. Oggi questo orientamento ha trovato applicazione nella riforma del 2005, in base alla quale si perviene all’abolizione di due programmi (sussidi di disoccupazione e prepensionamento individuale).
Può essere una sorpresa scoprire che in Finlandia la rapida transizione verso un inasprimento delle condizioni di prepensionamento sia avvenuta in una situazione resa particolarmente difficile da livelli di disoccupazione eccezionalmente alti. La grave recessione dell’inizio degli anni Novanta ha comportato un peggioramento immediato dell’occupazione. La seconda metà del decennio ha poi visto una rapida crescita economica, ma la disoccupazione di massa continuava a rappresentare un problema serio, soprattutto tra i lavoratori anziani non specializzati. In questo periodo, le nuove leve trovavano impiego principalmente nei settori in espansione, mentre chi era disoccupato incontrava più difficoltà. L’età dell’oro delle pensioni anticipate è giunta alla sua conclusione in un contesto in cui invece rappresentava una forte tentazione per risolvere i problemi sul tappeto.
Il presente articolo si propone di spiegare come e perché la Finlandia sia riuscita prima di altri membri dell’UE a incoraggiare gli anziani a continuare a lavorare. Nella seconda parte si descrivono le condizioni degli anziani sul mercato del lavoro a partire dall’inizio degli anni novanta. La terza parte procede a un’analisi più dettagliata dei mutamenti intervenuti a livello delle modalità di prepensionamento nello stesso periodo di tempo. Poiché il ruolo delle riforme politiche è fondamentale, la quarta parte illustra come esse siano diventate possibili. La quinta considera le prospettive per il futuro, e in particolare i probabili effetti dell’ultima riforma delle pensioni alla luce degli studi più recenti. Nella sesta parte si traggono le conclusioni.

Seija Ilmakunnas: Direttore del Dipartimento Ricerche del Centro per le pensioni finlandese. Finnish Centre for Pensions Research D., 00065 eläketurvakeskus, finland.
Mervi Takala: Ricercatore presso il Dipartimento Ricerche del Centro per le pensioni finlandesi.


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