QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

L’occupazione dei lavoratori anziani nei Paesi Bassi: riforme recenti

1. Introduzione

Le recenti esperienze olandesi sull’occupazione dei lavoratori anziani si differenziano notevolmente da quelle di altri Paesi del continente europeo come la Francia e la Germania. Detto in breve, negli ultimi 7 o 8 anni i Paesi Bassi sono stati in grado di invertire la tendenza al pensionamento anticipato e migliorare l’occupazione al termine della vita lavorativa. Di conseguenza, il tasso di occupazione dei lavoratori olandesi di età compresa tra i 55 e i 64 anni è passato dal 30% nel 1995 al 42% del 2002 (dal 41% al 55% gli uomini e dal 18% al 29% le donne), mentre l’età media della uscita dal mercato del lavoro è aumentata da circa 60 anni nel 1995 a 62 nel 2002 (cfr. EUROSTAT, 2004).
L’analisi in base alle classi d’età indica che l’incremento più marcato della partecipazione alla forza lavoro si è verificato nel gruppo che va dai 55 ai 59 anni. Oltre i 60 si ha un brusco calo, in ragione del quale meno di due persone su dieci continuano a lavorare nella fascia compresa tra i 60 e i 64 anni. Alla soglia dei 65 anni quasi nessuno ha un’occupazione remunerata (5%). Tuttavia, emergono notevoli differenze tra uomini e donne: lavora circa il 72% degli uomini tra i 55 e i 59 anni e il 27% di quelli compresi tra i 60 e i 64 anni, mentre i dati corrispondenti per le donne indicano rispettivamente il 34% e l’11%. Le statistiche sulla forza lavoro dimostrano inoltre che sebbene vi siano in assoluto meno donne anziane che lavorano, il loro tasso di occupazione cresce più rapidamente di quello maschile. Inoltre, il prolungamento dell’attività lavorativa si configura chiaramente come un fenomeno generazionale: per i più giovani avere e conservare un’occupazione retribuita è di gran lunga più normale e accettabile, non solo dopo la nascita di un figlio, ma anche in età avanzata (Cfr. European Employment Observatory Monthly Newsletter, No. 21).
I fattori principali che nei Paesi Bassi determinano l’aumento della partecipazione alla forza lavoro da parte degli anziani sono i seguenti:
• le iniziative pubbliche e private volte a comprimere l’uscita anticipata dal mercato del lavoro e incoraggiare l’attività lavorativa tra i 55 e i 64 anni;
• la promozione del lavoro a tempo parziale per tutti i lavoratori di tutte le età;
• la mancanza di manodopera qualificata, già evidente in alcuni settori, come istruzione e sanità, in cui recentemente i pensionati sono tornati al lavoro senza subire la riduzione delle pensioni (anticipate) percepite. Per esempio, in campo sanitario, tra il 2001 e il 2002 sono stati richiamati 25.000 lavoratori.
• La crescita economica, il cosiddetto “miracolo olandese”, che ha determinato un’impennata del tasso di occupazione. L’offerta di manodopera non riusciva a far fronte alla domanda e i lavoratori anziani non erano più considerati una minaccia per le carriere dei più giovani, mentre i datori di lavoro erano meno propensi a sfruttare le possibilità offerte per mettere a riposo i lavoratori anziani.

Il presente contributo è basato sul capitolo “The Netherlands — Encouraging Atypical Work” del libro di Reday-Mulvey G. (2005): Working Beyond 60 — Key Policies and Practices in Europe, Palgrave, Basingstoke.
Geneviève Reday-Mulvey: Associazione di Ginevra, Ricerche su sicurezza sociale, assicurazione e occupazione — I quattro pilastri, Associazione di ginevra, Ginevra.
Katalin Velladics: Netherlands Interdisciplinary Demographic Institute (NIDI), L’Aia, Paesi Bassi.


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