QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

L’invecchiamento del Regno di Mezzo: aspetti demografici ed economici delle politiche pensionistiche in Cina

La verità è che per gran parte degli anziani cinesi l’unica protezione da una vecchiaia in miseria è la famiglia. Nella società cinese l’etica dell’amore filiale spinge i figli a prendersi cura degli anziani genitori, e questo è ciò che avviene nella maggioranza dei casi. Stando ai dati dell’ultimo censimento del 2000, il 54% degli anziani di 65 anni o più vive con i figli (cfr. Figura 12). Nelle campagne la percentuale è leggermente più alta che in città, e notevolmente più alta nel caso degli individui più anziani rispetto ai meno anziani. Il 67% delle donne tra i 65 e i 79 anni vive con i figli, mentre sopra gli 80 anni questa percentuale sale a 80. Anche quando non vivono con loro, gli anziani dipendono dai figli economicamente, per lo meno nelle zone rurali. Secondo un’indagine riguardante le famiglie rurali, chi ha tra i 60 e i 64 anni riceve un terzo del proprio reddito dai figli, porzione che sale a tre quarti entro i 75 anni e nove decimi a 85.10

Figura 11: Rispetto ad altri Paesi asiatici, i cinesi anziani che lavorano sono relativamente pochi
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Fonte: ILO (2004).

Figura 12: La maggioranza dei Cinesi anziani vive con i figli in famiglie allargate
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Fonte: Zeng e Wang (2003).

Mentre la Cina si modernizza, la rete informale di assistenza agli anziani è sottoposta a tensioni. L’esodo dei giovani adulti che lasciano le campagne sta separando gli anziani dai figli, mentre in città, con l’affermarsi dell’individualismo di stampo occidentale, gli anziani vengono privati del loro tradizionale ruolo sociale. Le famiglie composte di più generazioni continuano a essere la norma ma sono già meno comuni di dieci anni fa. Nel 1996 il Congresso popolare cinese ha approvato una legge che obbliga i figli a mantenere i genitori anziani, un segnale eloquente sulla presumibile scomparsa dell’etica dell’amore filiale.
Nei prossimi decenni questo sistema di assistenza informale dovrà far fronte a una serie di sfide demografiche senza precedenti. Innanzitutto, i giovani continueranno ad abbandonare i villaggi di campagna alla ricerca di nuove opportunità nelle metropoli: il reddito pro capite in città è in media tre volte quello delle zone rurali, e le stime OCSE indicano che almeno 200 milioni di lavoratori rurali sono sotto occupati.11 Nel 2001, il 37% della popolazione della Cina era inurbato e, secondo le proiezioni ONU, entro il 2030 si arriverà al 60%.12 Poiché sono più i giovani degli anziani a dirigersi in città, la Cina rurale sta invecchiando più velocemente di quella urbana. Come i Great Plains americani o il Massif Central, in Francia, ampie porzioni delle campagne cinesi potrebbero un giorno essere punteggiate di città e Paesi popolati esclusivamente da vecchi.

11 OECD (2002): China in the World Economy: The Domestic Policy Challenges.
12 UNO (2002): World Urbanization Prospects: The 2001 Revision, UN Population Division.


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