QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

L’invecchiamento del Regno di Mezzo: aspetti demografici ed economici delle politiche pensionistiche in Cina

Figura 5: Presto in Cina la popolazione in età lavorativa inizierà a calare
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Fonte: ONU (2003).

Nel frattempo, l’ondata di anziani cinesi arriverà a tutta forza, passando dall’11% nel 2005 al 15% nel 2015, per poi schizzare al 24% nel 2030 e al 28% nel 2040. Nello stesso lasso di tempo, l’età mediana in Cina salirà da 32 a 44 anni, il che non la renderà il Paese più vecchio del mondo: l’età mediana in Germania è già di 42 anni ed entro il 2040 sarà arrivata a 50, mentre in Giappone è di 43 anni e toccherà i 54. Tuttavia, con un’età mediana di 44 anni la Cina diventerà un Paese più vecchio degli Stati Uniti.
Queste previsioni corrono il rischio di sottovalutare la portata dell’invecchiamento cinese. In realtà si discute animatamente intorno all’effettivo tasso di fertilità nella Cina di oggi. L’ONU lo stima a 1,8, e le proiezioni citate nel presente articolo danno per scontato che rimarrà invariato indefinitamente, mentre stando ai dati dell’ufficio censimenti cinese, il tasso di fertilità oggi ammonterebbe ad appena 1,3. Tutti i demografi concordano sul fatto che la cifra fornita dal censimento è troppo bassa perché i genitori, nel timore di contravvenire alle disposizioni sulla pianificazione familiare, denunciano meno nascite di quelle reali. Tuttavia non c’è accordo su quanto questo incida sui dati e quindi di quanto debba essere rivisto il valore finale. Se il tasso di fertilità cinese è attualmente inferiore rispetto alle stime ONU, o se lo sarà in futuro, l’ondata di anziani potrebbe essere più grave di quanto non lascino intendere le proiezioni citate nella relazione.

Quanto più grave? Può essere utile dare un’occhiata a una previsione alternativa sviluppata dall’ONU, che ipotizza un calo del tasso di fertilità in Cina a 1,35. Sebbene possa sembrare un’ipotesi molto pessimistica, il valore rispecchia il tasso di fertilità attuale a Singapore, ed è comunque superiore a quello della Corea del sud (1,2) e Hong Kong (1,0).4 Secondo le proiezioni a “variabile inferiore” dell’ONU, entro il 2040 la percentuale di anziani sulla popolazione cinese salirebbe al 32% (invece del 28%), sempre meno che in Giappone ma alla pari di Francia, Germania e molti altri Paesi del continente europeo. Inoltre il declino della popolazione cinese sarebbe molto più immediato: entro il 2050 andrebbe perduto il 35% dell’attuale popolazione in età lavorativa (invece del 18%). Il picco demografico cinese sarebbe toccato prima, nel 2019, per poi entrare in un declino molto più rapido (cfr. Figura 6).

Figura 6: Entro pochi decenni la popolazione totale in Cina raggiungerà il picco e inizierà a diminuire
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Fonte: ONU (2003).

4 I dati si riferiscono al 2002. Cfr. “Demographic Fact Sheet,” Research and Library Services Division, Hong Kong Legislative Council, consultabile all’indirizzo internet: www.legco.gov.hk.


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