QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

L’invecchiamento del Regno di Mezzo: aspetti demografici ed economici delle politiche pensionistiche in Cina

Al momento la sfida principale consiste nel trovare un’occupazione per la numerosa popolazione attiva cinese. Ogni anno gli adulti in età lavorativa aumentano di circa 10 milioni, mentre le aziende statali tagliano 5 milioni di posti di lavoro. Per impedire l’aumento della disoccupazione, la Cina deve creare 15 milioni di posti di lavoro all’anno, una cifra che non tiene conto degli emigranti che lasciano le campagne alla ricerca di un’occupazione migliore in città. La cosiddetta popolazione fluttuante oggi aumenta di almeno 5 milioni di individui ogni anno, e ci sono esperti che ritengono che l’ondata migratoria è destinata a montare con l’entrata della Cina nella WTO, esponendo gli agricoltori alla crescente concorrenza globale.

Figura 3: Che cosa nasconde l’ondata di anziani cinese: un drammatico declino dei tassi di fertilità
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Fonte: NPFPC (varie annate).

Figura 4: Che cosa nasconde l’ondata di anziani cinese: un altrettanto drammatico aumento della speranza di vita
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Fonte: ONU (2003).

Tuttavia, la locomotiva demografica che determina l’aumento della forza lavoro cinese sta già rallentando e tra poco ingranerà la retromarcia. Nei prossimi dieci anni la popolazione in età lavorativa subirà una brusca frenata nel momento in cui la generazione nata nel dopoguerra inizierà ad andare in pensione per essere sostituita dalla generazione dei figli unici nata dopo gli anni Settanta, che è relativamente poco numerosa. L’ONU prevede infatti che la popolazione in età lavorativa raggiungerà il suo picco attorno al 2015, per poi iniziare a declinare (cfr. Figura 5). Fermo restando l’attuale trend demografico, entro il 2040 gli adulti in età lavorativa diminuiranno del 10% rispetto ad oggi, entro il 2050 del 18%.


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