QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

Assistenza a lungo termine: un argomento centrale alla conferenza della Casa Bianca sull’invecchiamento nel 2005

Appendice

Dichiarazione sull’assistenza a lungo termine da parte della Task Force sulla Riforma della Sanità, 3 maggio 1993

“Estendere i servizi assistenziali a lungo termine ai disabili americani.” Presidente Bill Clinton

L’assistenza a lungo termine consiste in servizi destinati a chi non è pienamente autosufficiente perché affetto da handicap fisici o mentali. In genere i servizi offerti sono di natura genericamente assistenziale (per es. lavarsi, cucinare e fare la spesa) più che medica. Almeno due terzi di coloro i quali hanno bisogno di questo tipo di aiuto lo riceve in casa dalla famiglia e dagli amici, mentre il terzo rimanente paga servizi professionali a domicilio o in case di cura.
L’odierna offerta assicurativa pubblica o privata in questo settore è ridotta. Anche se Medicaid copre alcuni servizi medici o correlati, i beneficiari devono aver esaurito la maggior parte del proprio patrimonio prima di potervi accedere. Tuttavia il Congresso sta considerando una qualche forma di finanziamento pubblico dell’assistenza a lungo termine che ponga rimedio a questa situazione.

Fabbisogno attuale e futuro di servizi assistenziali a lungo termine

Oggi 7 milioni di persone di 65 anni e oltre hanno bisogno di una qualche forma di assistenza a lungo termine. In futuro, quando gli anziani rappresenteranno una percentuale più ampia del totale della popolazione, l’incremento degli ultraottantenni potrebbe rafforzare notevolmente la domanda in questo settore (secondo i dati dell’HCFA, l’Ufficio responsabile per il finanziamento della sanità, dal 22,870 al 28% tra il 1980 e il 2040).
I più anziani rappresenteranno la stragrande maggioranza degli individui bisognosi di tali servizi, dato che è più probabile che svilupperanno limitazioni funzionali debilitanti a lungo termine. Inoltre, dal punto di vista finanziario questo gruppo è il meno preparato ad affrontare le spese dell’assistenza, poiché in questi casi il valore reale delle pensioni private (che in gran parte non sono rivalutate in base all’inflazione) risulta inferiore. Ne consegue che i più anziani si trovano ad affrontare un aumento delle spese di sussistenza straordinarie, che devono sostenere attingendo a patrimoni reali in diminuzione.

Situazione finanziaria degli anziani

Un anno in casa di cura attualmente costa oltre 30.000 dollari, e in media solo poche persone non assicurate possono ricevere questo tipo di assistenza formale per periodi prolungati. Molti danno fondo alle proprie risorse anche a seguito di brevi ricoveri e si rivolgono a Medicaid, la fonte principale di finanziamento per l’assistenza a domicilio. Alla luce dell’aumento della popolazione anziana, è essenziale che i responsabili a livello decisionale siano pronti ad affrontare il problema del finanziamento delle spese di sussistenza straordinarie a lungo termine e inizino a sviluppare uno strumento che copra tali costi senza gravare ulteriormente sul debito della nazione.
In genere la situazione finanziaria degli anziani è migliorata notevolmente negli ultimi decenni, per cui il loro reddito è più o meno equivalente di quello delle generazioni più giovani. Inoltre i “giovani anziani” (65-70 anni) esibiscono di redditi al netto delle tasse più alti, un tasso di povertà inferiore e un patrimonio netto maggiore rispetto alla media sia dei più anziani che dei non-anziani. Si prevede che la tendenza sia destinata a continuare dato che, in termini reali, le pensioni private e le prestazioni previdenziali dovrebbero crescere per riflettere i maggiori stipendi percepiti dai lavoratori di oggi rispetto a quelli della generazione scorsa. Ne consegue che una politica realistica volta a finanziare l’assistenza a lungo termine deve attingere alla ricchezza dei “giovani anziani” per garantire le spese di sussistenza straordinarie nel momento in cui sarà più probabile che ne abbiano bisogno, cioè quando saranno più vecchi e meno ricchi.

Iniziative possibili

In alternativa a leggi costose, avanziamo una proposta che non incida sul bilancio e sovvenzioni le spese di sussistenza straordinarie procedendo a un “riorientamento” delle risorse delle assicurazioni sociali. Poiché in genere l’assistenza a lungo termine, più che in cure mediche, per gli anziani affetti da disabilità si concretizza in servizi alla persona, si potrebbero ottenere fondi riallocando le voci di spesa attuali delle assicurazioni sociali. In poche parole, si potrebbe destinare parte delle prestazioni previdenziali a un’assicurazione che preveda spese fisse limitate e copra le spese di sussistenza straordinarie.
Essenzialmente questo progetto riproduce una proposta dell’Ufficio gestione del personale statunitense (OPM), che prevede l’aggiunta di una nuova opportunità in seno al Programma di polizze vita dei dipendenti federali (FEGLI). La proposta avrebbe permesso ai dipendenti federali di convertire parte dell’assicurazione di base sulla vita in assicurazione per l’assistenza a lungo termine. Si tratterebbe di un investimento oculato poiché andrebbe a favore degli assicurati quando questi ultimi invecchiano e si ritrovano meno ricchi di quando sono andati in pensione. Inoltre la nuova destinazione delle prestazioni previdenziali ridurrebbe i costi futuri di Medicaid a livello statale e federale, dato che gli anziani non sarebbero costretti a destinare tutto il proprio patrimonio alle spese di sussistenza straordinaria e a rivolgersi a Medicaid.


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