QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

Assistenza a lungo termine: un argomento centrale alla conferenza della Casa Bianca sull’invecchiamento nel 2005

5.1 Riunire le risorse con il principio del trade-off: un nuovo approccio

Dando per scontato che il nuovo modello venga accettato, dove si potrebbero trovare i fondi per un nuovo programma di assicurazione sociale e per la stipulazione delle assicurazioni private? Sembra che molti non possano o non vogliano destinare nuove risorse alle spese per l’assistenza a lungo termine. Almeno in parte potrebbe essere una conseguenza del fatto che, in generale, le persone tendono a segmentare e categorizzare le loro risorse totali (il patrimonio finanziario e non finanziario, come pure il reddito) in diversi capitoli di spesa come i prodotti alimentari, la casa, ecc., per cui a un certo punto queste risorse saranno disponibili solo per determinati scopi.
Di conseguenza, se si mettono insieme le risorse si potrebbe aumentare la capacità globale di far fronte alle varie spese. Per riunire o combinare le risorse è necessario creare dei collegamenti tra il settore pubblico e quello privato. Propongo dunque di applicare il principio del trade-off.

5.2 Un programma di sicurezza sociale/assistenza a lungo termine (SS/ALT)

Se si applica il principio compromesso al settore pubblico, sarebbe possibile finanziare un programma di assicurazioni sociali in grado di garantire la copertura di base dell’assistenza a lungo termine stornando a tale scopo una percentuale ridotta (per es. il 5%) delle prestazioni pensionistiche previdenziali. Definisco “programma di sicurezza sociale/assistenza a lungo termine (SS/ALT)” questo sistema, che coprirebbe i soggetti a basso reddito che beneficiano della previdenza, pur esentandoli dal meccanismo compromesso. Secondo i miei calcoli, un simile programma potrebbe coprire un anno di ricovero in casa di cura o due anni di assistenza domiciliare. Un ulteriore aspetto è che sarebbe introdotto gradualmente in un periodo di 5 anni.3
La partecipazione potrebbe essere obbligatoria ma prevedere la possibilità di chiamarsi fuori. In altre parole, al momento del pensionamento si sarebbe automaticamente inclusi nel programma SS/ALT, ma si potrebbe comunque uscirne entro un certo periodo. Una volta usciti, non si potrebbe rientrare, o forse si potrebbe concedere un’unica possibilità di rientro, per esempio a 62 o 65 anni.

5.3 Le assicurazioni private per l’assistenza a lungo termine

Il principio del trade-off può trovare applicazione anche nel settore privato.4 Esistono diverse ragioni che spiegano la generale resistenza alla sottoscrizione di polizze private per l’assistenza a lungo termine. Dal punto di vista della domanda, una delle principali può essere individuata nel fatto che non si ricava alcun vantaggio se non si ha bisogno di determinati servizi, determinando la cosiddetta sindrome del “se non lo usi è sprecato”. Un altro motivo è dato dal costo elevato di queste polizze per gli anziani.
Dal punto di vista dell’offerta, le compagnie di assicurazione si preoccupano dei rischi morali (un aumento della fruizione dei servizi indotto dalle assicurazioni) e dell’antiselezione (sottoscrive la polizza chi ha ragione di ritenere di aver bisogno di assistenza a lungo termine).
Per ridurre significativamente queste riserve, è possibile ricorrere al principio del compromesso per incoraggiare l’acquisto di assicurazione per l’assistenza a lungo termine, collegandole alle polizze vita o ai vitalizi.5

5.4 Un politica composita: esempi del principio del trade-off

Il mercato offre già la combinazione di prestazioni assistenziali a lungo termine e strumenti di assicurazione del reddito quali le assicurazioni sulla vita o i vitalizi. Per esempio, grazie a una clausola sull’assistenza a lungo termine, la polizza sulla vita può anticipare il premio finale per coprire le spese assistenziali. Se l’assicurato non ha bisogno di tale assistenza, i fondi relativi alla polizza assicurativa (per es. assicurazioni vita mista o variabile) continuano a crescere. In altre parole, la mancata fruizione dei servizi assistenziali andrà a vantaggio dei beneficiari della polizza, cioè il titolare della polizza essenzialmente rinuncia a tutta o a una parte dell’indennità prevista in caso di morte in cambio dell’assistenza a lungo termine.
Inoltre, se si inserisce una clausola apposita nelle polizze vita, si potrebbe anche ridurre o addirittura eliminare il problema del rischio morale: inevitabilmente si cercherebbe di non sfruttare eccessivamente i servizi assistenziali a lungo termine perché, così facendo, si ridurrebbe l’utile finale proveniente dall’assicurazione. Si potrebbe eliminare anche il problema dell’antiselezione, perché questo tipo di offerta risulterebbe interessante per i soggetti sani come per quelli meno sani. Infine si potrebbe in parte risolvere anche la questione dei costi, perché si potrebbero sottoscrivere assicurazioni per l’assistenza a lungo termine anche in giovane età.

3 Il funzionamento generale del programma è descritto in Chen, Y.-P. (1993): “A ‘three-legged stool’: A new way to fund long-term care?”, Care in the Long Term: In Search of Community and Security. National Academy Press, Washington, D.C., pp.54-70.
4 Per una discussione più approfondita, cfr. Chen, Y.-P. (2001): “Funding long-term care in the United States: The role of private insurance”, Geneva Papers on Risk and Insurance, 26(4), pp. 656-666.
5 Si potrebbe inoltre facilitare la stipulazione di assicurazioni per l’assistenza a lungo termine collegandole alle pensioni professionali corrisposte dai datori di lavoro, come il programma pensionistico degli insegnanti e i piani pensione dei dipendenti pubblici a livello federale, statale e locale. Alternativamente è possibile fare riferimento ai fondi pensione individuali, ai programmi Keogh, o altri strumenti di risparmio da lavoro, come i piani 401(k); o anche ai piani di conversione delle ipoteche sulla casa (per es. ipoteche di reversibilità).


Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8


Tag:,