L’invecchiamento attivo: una politica centrale e prioritaria per l’Unione Europea
11. Potremo sperare in un aiuto?
In questo decennio la co-occorrenza di un minor numero di nuove leve e la prima grande ondata di baby-boomers in età avanzata condurrà a un notevole invecchiamento della forza lavoro. Nel secondo decennio del XXI secolo, quando i baby boomers inizieranno ad andare in pensione, la forza lavoro subirà una flessione sempre più rapida. Sembra dunque lecito prevedere che i cambiamenti demografici determineranno un contesto che incoraggerà le politiche volte a migliorare le opportunità di impiego e a motivare i lavoratori in età avanzata, permettendo loro di cogliere tali opportunità. Se si intende mantenere un’offerta di manodopera sufficiente a prescindere dalla riduzione della forza lavoro con meno di 55 anni, i lavoratori in età avanzata devono tornare a essere ben rappresentati in seno alla popolazione attiva e occupata dell’UE.
Alla luce dell’attuale processo di invecchiamento, è importante innanzitutto chiedersi se l’impatto delle tendenze demografiche sull’offerta di forza lavoro determinerà un mercato più favorevole all’impiego di lavoratori in età avanzata. In altre parole, la domanda di lavoratori in questa fascia d’età aumenterà automaticamente e sorgeranno nuove opportunità nel momento in cui i giovani cominceranno a mancare e verranno sempre più contesi? Non si tratta chiaramente di scenari che si escludono a vicenda e potremmo anche assistere a entrambi i fenomeni.
Inoltre ci si potrebbe chiedere se, una volta preso il via, i mutati atteggiamenti e le diverse aspettative si autoalimenteranno. Si tratta ovviamente di una speculazione, ma si potrebbe sostenere che questo sarebbe l’effetto provocato dallo shock dovuto all’effetto congiunto dell’invecchiamento improvviso e delle campagne di sensibilizzazione al problema.
Quello che è chiaro è che diversi Stati membri dell’Europa dei 15 hanno registrato una tendenza strutturale all’aumento del tasso di occupazione dei lavoratori in età avanzata, tendenza in parte illustrata nel grafico che segue:
Figura 1: Percentuale della fascia d’età 55-64 sulla crescita globale annuale dell’occupazione

Fonte: Eurostat Spring LFS
12. Una migliore formazione permetterà ai lavoratori di rimanere attivi più a lungo e di adattarsi ai cambiamenti?
Nei tentativi di prolungare la vita lavorativa ci si è trovati ad affrontare ostacoli dovuti ai livelli di qualificazione, all’atteggiamento e alle attese dei lavoratori in età avanzata di ieri e di oggi. Una secondo aspetto cruciale riguarda la possibilità che gli sviluppi strutturali della forza lavoro (per es. l’innalzamento del grado di scolarizzazione media) favoriscano il raggiungimento dei traguardi comunitari. Possiamo attenderci che il livello di istruzione continui ad aumentare a ogni generazione. Effettivamente, la percentuale di manodopera scarsamente qualificata in seno alla fascia compresa tra i 55 e i 64 anni subisce un crollo notevole in questo decennio, ed eventuali misure future volte a motivare questi lavoratori per permettere loro di rimanere attivi potrebbero andare incontro a un successo nettamente maggiore rispetto a quanto avveniva in passato.
Esistono inoltre fattori altrettanto importanti che fanno pensare che la workability e occupabilità medie miglioreranno con le prossime generazioni di lavoratori in età avanzata, soprattutto perché le condizioni sanitarie e di sicurezza sul lavoro, lo stato di salute e l’occupabilità risultano correlate positivamente ai livelli di qualificazione.
Figura 2: Distribuzione della forza lavoro in base alla scolarità

Basso = ISCED 0-2 = Inferiore alle medie superiori
Medio = ISCED 3= Medie superiori.; Superiore = ISCED 5-7 = Terziaria
Fonte: Eurostat LFS 1996-2002. Proiezione Geo Labour per il 2020.
13. Conclusione
Gli sforzi compiuti dall’Europa per migliorare le opportunità di impiego dei lavoratori in età avanzata, permettendo loro di coglierle e motivandoli in questo senso, necessiteranno di approcci poliedrici e strategie integrate. Analogamente, saranno necessari il coinvolgimento e la stretta cooperazione di tutti gli attori. Le parti sociali devono collaborare per ideare pratiche migliori in termini di gestione dell’età, ottenendo nel contempo un contributo costruttivo da parte delle politiche statali. Alcuni esperti sostengono che i responsabili a livello decisionale dovrebbero aspettarsi che l’aumento dell’età media di uscita dal mercato del lavoro costituisca un processo lento e graduale, che richiederà imponenti campagne di sensibilizzazione e la coordinazione degli sforzi di tutti gli attori. Inoltre consigliano alle autorità di formulare di conseguenza i criteri per raggiungere gli scopi prefissati.
Ciononostante l’invecchiamento attuale e la futura riduzione della forza lavoro non concedono molto tempo agli Stati membri per migliorare le proprie modalità di gestione dell’età. Se il calendario fissato dai traguardi comunitari sembra ambizioso e le valutazioni attuali paiono severe, in gran parte ciò è il riflesso dell’urgenza dei cambiamenti necessari.
I cambiamenti strutturali nella composizione delle qualifiche dei lavoratori in età avanzata potranno rappresentare un aiuto, ma sarà sempre la volontà di cogliere l’attimo a essere decisiva per il risultato finale. Non sarà facile restituire a questi lavoratori la giusta rappresentanza in seno alla forza lavoro attiva. Se i responsabili a livello decisionale non si uniranno alle parti sociali per compiere sforzi intensi e decisi, i cambiamenti necessari nella gestione dell’età si verificheranno troppo tardi e in misura eccessivamente ridotta. Ancora una volta è indubbio che l’Europa potrà cogliere il successo solo con l’impegno di tutti. Anche se i traguardi non verranno raggiunti pienamente entro la scadenza fissata, nei prossimi dieci anni sarà senz’altro possibile conseguire grandi miglioramenti per quanto concerne i modelli di occupazione e pensionamento dei lavoratori in età avanzata.
Riferimenti bibliografici
Tutti i documenti relativi agli sviluppi politici trattati nel presente articolo possono essere consultati e scaricati dal sito Internet della Commissione Europea. L’indirizzo relativo ai documenti prodotti dalla Direzione generale Occupazione e Affari sociali è il seguente: europa.eu.int/comm/employment_social/index_en.htm .
Appendice: figure armonizzate sull’invecchiamento attivo per l’UE 25
Tavola 5: Progresso verso l’obiettivo di Stoccolma: tasso di occupazione dei lavoratori più anziani

Fonte: Eurostat, Labour Force Survey, medie annuali.
Tavola 6: Progresso verso l’obiettivo di Barcellona: età media di uscita dal mercato del lavoro

Fonte: Eurostat, Labour Force Survey, medie annuali.
Note: . dati non ancora disponibili; p) dati provvisori; b) interruzione nella serie; e) valore stimato. Dati basati sui tassi di attività media totali (nessun adeguamento per sesso poiché i dati relativi mancano di affidabilità a causa delle ridotte dimensioni del campione) per LU, EE, CY, LV, LT e SI.
Tag:Consiglio Lisbona, invecchiamento attivo, lavoratori anziani, obiettivo Barcellona, obiettivo Stoccolma