QUADERNI EUROPEI SUL NUOVO WELFARE

L’economia delle pensioni e i quattro pilastri: come affrontare una sfida infinita

3. La storia del concetto dei quattro pilastri

Già a metà degli anni Ottanta l’Associazione di Ginevra, allora guidata con lungimiranza dal Segretario Generale Orio Giarini, era consapevole della mutazione delle tendenze demografiche e finanziarie. Iniziò dunque a occuparsi della questione cruciale del futuro finanziamento delle pensioni e della revisione di alcuni aspetti legati alla previdenza sociale. L’indice di dipendenza dei pensionati che non lavorano rispetto alla popolazione attiva si avviava verso un rapido peggioramento e sarebbe passato da un valore pari a 1 a 5 del 1990 a meno di 1 a 3 nel 2020. Tuttavia, secondo l’Associazione, lo sviluppo demografico, soprattutto l’aumento della speranza di vita, poteva essere considerato positivo se solo si fosse riusciti a trovare il modo di permettere ai cittadini che “invecchiano” — la maggior parte dei quali gode di buone condizioni di salute fisica e mentale (P. Morniche) — di contribuire al funzionamento delle nostre economie dei servizi nei decenni a venire.
Grazie al lavoro svolto in seno alla nuova economia dei servizi (i programmi di ricerca PROGRES e ASEC) secondo variabili e paradigmi inediti a essa associati, l’Associazione di Ginevra è innanzitutto riuscita a scoprire che questi vincoli demografici ed economici venivano a emergere in un nuovo contesto economico, in cui quattro posti di lavoro su cinque rientravano nei servizi. Inoltre diventava sempre più chiaro che tali occupazioni in genere richiedevano minori sforzi fisici a fronte di maggiori capacità intellettuali, e ciò significava che in principio i lavoratori avrebbero potuto facilmente rimanere attivi per un periodo più lungo, specialmente se le condizioni del pensionamento fossero state rese più flessibili e, tra l’altro, si fosse fornito un perfezionamento professionale adeguato. Questo faceva presumere che i problemi posti dal trend demografico potessero essere trasformati in nuove opportunità se i lavoratori in età avanzata fossero stati mantenuti più a lungo e in maniera più flessibile sul mercato del lavoro. Inoltre eravamo consapevoli del fatto che tale nuova sfida avrebbe riguardato l’intero pianeta. Secondo il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, la questione è destinata ad assumere dimensioni globali dato che nel 2025 più del 70% della popolazione in età avanzata (oltre i 60 anni) vivrà nei Paesi in via di sviluppo.
Quando nel 1987 Orio Giarini, in qualità di Segretario Generale, ha lanciato il programma di ricerca su occupazione e pensioni denominato “I quattro pilastri”,4 sono stati definiti due obiettivi primari:
1. il consolidamento delle fonti di finanziamento delle pensioni;
2. la promozione di nuovi schemi pensionistici e di un quarto pilastro da aggiungersi ai primi tre.
Più recentemente, abbiamo aggiunto un terzo obiettivo che discende dai due visti sopra: il lavoro dopo i 60 anni e l’adattamento delle condizioni lavorative a una vita attiva più lunga.
“La completa riorganizzazione dei sistemi pensionistici è tanto necessaria quanto il consolidamento delle fonti che dovranno finanziarli.”
Denis Kessler, ex Presidente della Federazione francese delle compagnie di assicurazione (FFSA), Parigi.

4. Consolidamento dei pilastri per il finanziamento delle pensioni

Nelle intenzioni dell’Associazione di Ginevra, le pensioni basate sul primo pilastro dovrebbero continuare a svolgere un ruolo importante per la maggior parte della popolazione, ma anche le pensioni professionali e personali, diventando una pratica usuale — in alcuni casi perfino obbligatoria — nei decenni a venire dovrebbero contribuire a controbilanciare l’eventuale perdita di valore delle prime. Il nostro approccio, dunque, ha previsto lo studio dei vantaggi derivanti dall’integrazione delle politiche sociali pubbliche (una delle conquiste più importanti della nostra epoca) con soluzioni private, e il tentativo di contribuire alla transizione dal settore pubblico a quello privato, sottolineando la necessità di sviluppare il secondo dei due. Il secondo pilastro, orientato sulla capitalizzazione, viene inoltre considerato un modo per garantire una maggiore adattabilità nel contesto di una flessibilizzazione delle carriere che diventa sempre più la norma nella nuova economia dei servizi e sul mercato del lavoro transfrontaliero. Va inoltre sottolineato che abbiamo sempre propugnato la creazione della solida base giuridica necessaria per lo sviluppo generalizzato dei sistemi pensionistici professionali.
In questo campo, l’obiettivo principale dell’Associazione di Ginevra è stato quello di stimolare la riflessione tra i suoi membri, come pure di partecipare al dibattito pubblico e accademico sui fondamentali cambiamenti riguardanti i tre pilastri. In effetti, lo sviluppo del secondo pilastro basato sulla capitalizzazione (già obbligatorio in alcuni Paesi, come quelli scandinavi, i Paesi Bassi, la Svizzera e l’Australia) è vieppiù diventato il tema centrale dei seminari organizzati su iniziativa dell’Associazione o con la sua collaborazione, e ha attirato l’attenzione della Commissione europea e dell’OCSE, oltre a rappresentare l’argomento di numerose pubblicazioni, tra le quali ricordiamo:
• Studies on the Four Pillars, The Geneva Papers on Risk and Insurance, No. 55 (April 1990), No. 62 (January 1992), no. 73 (July 1994).
• Etudes & Dossiers, Transition to Retirement: The Four Pillars of Retirement, No. 125, August 1988; Les Quatre Piliers et la Retraite — Rapport pour l’Association de Genève, by D. Kessler, No. 144, March 1990; The Fourth Pillar and the UK Insurance Industry, No. 145, April 1990.
• Studies on the Four Pillars, The Geneva Papers on Risk and Insurance, Vol. 24, No. 4, October 1999, and Vol. 26, No. 4, October 2001.
In seno all’Unione Europea, mentre in passato i sistemi pensionistici nazionali presentavano numerose differenze, le recenti riforme risultano mirate alla convergenza e a un migliore equilibrio grazie alla compresenza di più pilastri.
Abbiamo appena sviluppato una collaborazione significativa e positiva con il Centro studi strategici internazionali di Washington (di cui Patrick Liedtke, Segretario Generale dell’Associazione di Ginevra, è commissario), che ha lanciato l’Iniziativa globale sull’invecchiamento (Global Initiative on Ageing), ha organizzato una serie di conferenze e ha redatto un’importante relazione dal titolo: Meeting the Challenge of Global Aging — A Report to the World Leaders, 2002 (CSIS-http: //www.csis.org/).
“L’idea di far aumentare la percentuale della popolazione in età avanzata che rimane attiva economicamente (il quarto pilastro), sia a tempo pieno che part-time, rappresenta una questione di primaria importanza.”
Alan Walker, Report of the European Observatory “Older People in Europe: Social and Economic Effects”, 1993.

4 L’espressione “il quarto pilastro” deriva dal fatto che nella maggior parte dei Paesi le pensioni vengono finanziate da tre fonti:
– il primo pilastro è rappresentato dalle pensioni statali obbligatorie, basate sul principio delle ritenute alla fonte;
– il secondo pilastro è dato dalle pensioni professionali, di norma basate sui finanziamenti integrativi;
– il terzo pilastro è dato dal risparmio individuale (pensioni e investimenti personali, come pure assicurazioni sulla vita).
Abbiamo battezzato il programma di ricerca “I quattro pilastri” perché sin dall’inizio (1987) abbiamo considerato il quarto pilastro un elemento fondamentale del futuro finanziamento delle pensioni e della previdenza sociale in genere.


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